Facebook & Click Baiting

News Feed is the new Goo­gle Pen­guin. Mi per­do­ne­re­te la bat­tu­ta, ma la quan­ti­tà di ipo­te­si e para­no­ie che gene­ra­no i vari aggior­na­men­ti algo­rit­mi­ci dei prin­ci­pa­li player sul web è sem­pre degna di nota.

Non teme­te, non sia­mo ai livel­li dram­ma­ti­ci di quan­do fu decur­ta­ta la por­ta­ta orga­ni­ca dei post. Si trat­ta solo di pic­co­le e uti­li miglio­rie. Face­book negli ulti­mi anni ha fat­to segui­re diver­si annun­ci, tut­ti più o meno orien­ta­ti sem­pre ver­so e con­tro gli stes­si obiet­ti­vi.

Due le fina­li­tà: miglio­ra­re la pro­po­si­zio­ne dei con­te­nu­ti per­ti­nen­ti e inte­res­san­ti per l’utente e ridur­re i con­te­nu­ti di bas­sa qua­li­tà, a par­ti­re dal­le pra­ti­che di click bai­ting per arri­va­re alle bufa­le. E’ ormai un ritor­nel­lo che va avan­ti da un po’, sep­pur i risul­ta­ti, a dir­la tut­ta, soprat­tut­to rispet­to alla bat­ta­glia del click bai­ting non si sia­no anco­ra visti.

Tutt’altro discor­so è il dibat­ti­to sul quan­to e per­ché il click bai­ting sia una pra­ti­ca scor­ret­ta. Come fa Face­book a sele­zio­na­re ciò che ci inte­res­sa? In prin­ci­pio si è pun­ta­to mol­to sul­le nostre inte­ra­zio­ni pale­si, arri­van­do quin­di a sta­bi­li­re sul­la base dei nostri like, del­le nostre con­di­vi­sio­ni, dei com­men­ti e del­le pagi­ne di cui diven­ta­va­mo fan, qua­li potes­se­ro esse­re le cate­go­rie tema­ti­che di nostro inte­res­se e quin­di le rela­ti­ve pagi­ne asso­cia­te.

Suc­ces­si­va­men­te, con tan­to di pub­bli­co annun­cio sul­la new­sroom, si è prov­ve­du­to a gre­mi­re que­sto algo­rit­mo del cri­te­rio dei tem­pi di let­tu­ra, sul­la base del­la con­ce­zio­ne per cui esi­sto­no mol­ti uten­ti che sep­pur non inte­ra­gi­sca­no pale­se­men­te coi con­te­nu­ti, desti­nan­do a que­sti mol­to tem­po di con­sul­ta­zio­ne è come se ne espri­mes­se­ro l’interesse. La logi­ca non fa una pie­ga, ma potreb­be non basta­re, o comun­que Face­book sem­bra pun­ta­re a qual­co­sa di più effi­ca­ce.

A que­sto pun­to ini­zia­no a bale­na­re sul­la home del social net­work pic­co­le fine­stri­ne in cui si chie­de di aiu­ta­re Face­book a offrir­ti i con­te­nu­ti miglio­ri, apren­do del­le fine­stre che met­to­no in con­trap­po­si­zio­ne diver­se pagi­ne a cui hai già dato la tua ade­sio­ne, chie­den­do­ti di sce­glie­re qua­le del­le due potre­sti pre­fe­ri­re. E’ il pri­mo pas­so dall’automatizzazione algo­rit­mi­ca alla par­te­ci­pa­zio­ne dell’utente, in pri­ma per­so­na.

L’ultimo step, che pas­sa dall’automatizzazione tota­le alla par­te­ci­pa­zio­ne atti­va dell’uomo è quan­to pub­bli­ca­to  nel­la new­sroom.

Face­book ha chie­sto, e sta chie­den­do, a un cor­po­so cam­pio­ne di per­so­ne di vota­re quan­to ha tro­va­to inte­res­san­te deter­mi­na­ti con­te­nu­ti, con il vec­chio meto­do del­le 5 stel­let­te, costruen­do per cia­scun uten­te una clas­si­fi­ca di gra­di­men­to tema­ti­ca. Così facen­do si rie­sce ad otte­ne­re un feed­back anche da colo­ro che soli­ta­men­te non inte­ra­gi­sco­no con le con­sue­te mec­ca­ni­che di inte­ra­zio­ne.

Que­sti uten­ti sareb­be­ro, ma sem­bra abba­stan­za ovvio, più feli­ci del­la loro espe­rien­za su Face­book quan­do i con­te­nu­ti a cui sono inte­res­san­ti sono ritro­va­bi­li nel­la par­te alta del new­sfeed.

L’obiettivo di Face­book sem­bra esse­re, come sem­pre, quel­lo di miglio­ra­re l’esperienza di navi­ga­zio­ne del social net­work, ma anche di tro­va­re modo e spro­no di por­ta­re anche gli uten­ti meno atti­vi ad inte­ra­gi­re coi con­te­nu­ti. Non a caso il post uffi­cia­le si con­clu­de con ras­si­cu­ra­zio­ni per le pagi­ne e un’esortazione al coin­vol­gi­men­to del pub­bli­co, median­te call to action, lin­kan­do alla pagi­na del­le best prac­ti­ces.

Abstract background on risk business concept, metaphor to small fish being in danger among many hooks.

Pierluigi Vitale

Pierluigi Vitale

Social media Analyst at Social Listening
Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.
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Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.

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