La Verità è che Twitter sta Costruendo un Walled Garden Alto 10mila Caratteri

Fer­mi tut­ti.

Potrem­mo esse­re fini­ti tut­ti fuo­ri stra­da con la sto­ria dei 140 carat­te­ri. Mi è capi­ta­to di par­la­re, for­se in modo avven­ta­to, di Twit­ter in cri­si d’identità, in vir­tù di una solu­zio­ne che sem­bra­va com­pro­met­te­re uno degli ele­men­ti fon­dan­ti del­la piat­ta­for­ma stes­sa. In un perio­do in cui Twit­ter sten­ta a dare inno­va­zio­ni con­cre­te, capa­ci di risol­le­var­ne sor­ti (e con­ti), l’improvvisa deci­sio­ne di dire addio a uno dei rari trat­ti distin­ti­vi del­la piat­ta­for­ma, men­tre tut­ti i social sem­bra­no omo­lo­gar­si su cer­ti stan­dard, ci ha lascia­to ine­vi­ta­bil­men­te per­ples­si.

La veri­tà è che non è sta­to né pale­sa­to né col­to l’obiettivo di que­sta che, fino­ra, è anco­ra solo una dichia­ra­zio­ne d’intenti.

L’estensione del limite a 10mila caratteri andrà a costituire un walled garden.

Si lavo­ra su logi­che di eco­si­ste­ma, come stan­no pia­ni­fi­can­do di fare ormai da tem­po Face­book e Goo­gle, con Twit­ter che entra a pie­no tito­lo nel dibat­ti­to di Instant Arti­cles e AMPI  nuo­vi tweet dovreb­be­ro pre­sen­tar­si esat­ta­men­te come i pre­ce­den­ti, così ripor­ta Sla­te: 140 carat­te­ri, come al soli­to, ma con la pos­si­bi­li­tà di esse­re este­si. Non muo­re il tweet, sem­mai muo­re l’url asso­cia­to allo stes­so.

Del resto, cosa rap­pre­sen­ta l’url che asso­cia­mo a un tweet se non il pro­se­gui­men­to del­lo stes­so?

La volon­tà non mani­fe­sta è quel­la di con­sen­ti­re agli uten­ti ulte­rio­ri livel­li infor­ma­ti­vi sen­za usci­re dal­la piat­ta­for­ma, andan­do così ad inci­de­re sull’annoso pro­ble­ma  di Twit­ter: l’interazione. In que­sti gior­ni ne dibat­te­va­mo pro­prio su Twit­ter e Livia Iaco­la­re di Twit­ter Ita­lia ci ha resti­tui­to un dato che dice mol­to.

Più che il deca­di­men­to o il peg­gio­ra­men­to di una dina­mi­ca di uti­liz­zo,  il twee­ting  istan­ta­neo, si va ad aggiun­ge­re a que­sto la pos­si­bi­li­tà di appro­fon­di­re i con­te­nu­ti. A que­sto pun­to, è tut­to fuor­ché un rischio o un imbar­ba­ri­men­to del­la piat­ta­for­ma. Sia­mo di fron­te, pro­ba­bil­men­te, al pri­mo vero ten­ta­ti­vo di risol­le­var­ne le sor­ti con un’idea non esat­ta­men­te inno­va­ti­va o rivo­lu­zio­na­ria, ma fun­zio­na­le e roda­ta.

Si rie­sce addi­rit­tu­ra a tro­va­re trat­ti distin­ti­vi tra l’idea di Dor­sey e le ormai note pro­spet­ti­ve di Instant Arti­cles di Face­book e AMP di Goo­gle. I Longt­wee­ts nasco­no sen­za la lun­ga tra­fi­la di con­trat­ta­zio­ni e tavo­le roton­de con gli ambien­ti edi­to­ria­li, per­ché non dichia­ra­ta­men­te annun­cia­ti come ser­vi­zi per  gli stes­si.

Va da sé che Twit­ter e l’informazione con­ti­nui­no ad esse­re stret­ta­men­te inter­con­nes­si, dele­gan­do quin­di even­tua­li part­ner­ship e pos­si­bi­li­tà di accor­do a una secon­da fase. E chis­sà che Twit­ter  non si dimo­stri più pron­to e pro­pen­so ad apri­re all’advertising all’interno di que­sti  nuo­vi con­te­nu­ti, anche in vir­tù di una piat­ta­for­ma Twit­ter ADS che con­ti­nua a rap­pre­sen­ta­re non esat­ta­men­te un’esperienza feli­ce in mate­ria di mone­tiz­za­zio­ne.

Lun­gi da me pas­sa­re dai cata­stro­fi­smi all’esaltazione.  Twit­ter resta un social con tut­ta una serie di pro­ble­mi, che però sta­vol­ta potreb­be aver imboc­ca­to una stra­da inte­res­san­te. Intan­to da un altro ver­san­te con­ti­nua a mostrar­si poco ricet­ti­vo. Pio­vo­no richie­ste dif­fu­se da par­te degli uten­ti di una sem­pli­ce imple­men­ta­zio­ne: con­sen­ti­re di modi­fi­ca­re i Tweet.

Twit­ter sem­bra fare orec­chie da mer­can­te, for­se per sal­va­guar­da­re il valo­re dell’immediatezza del­la con­ver­sa­zio­ne, con buo­na pace degli orro­ri gram­ma­ti­ca­li e le ester­na­zio­ni impul­si­ve. Intan­to ini­zia a pren­der quo­ta l’hashtag #EditT­weet

Pierluigi Vitale

Pierluigi Vitale

Social media Analyst at Social Listening
Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.
Pierluigi Vitale
About Pierluigi Vitale 86 Articoli
Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.

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