Non Instagram, non Vimeo. Tra Facebook e Youtube spunta Snapchat

Nel mare magnum di video player a contendersi lo scettro di outsider in materia di video spunta Snapchat.

Il panorama social è bizzarro, specie nelle valutazioni che si fanno. Mentre la presenza ingombrante di Facebook crea il paradossale effetto di supporre chiusure e “morti” di tutti le altre piattaforme che non ne replicano i numeri (eccezionali), altri soggetti si fanno largo puntando sulla specializzazione di settori specifici. È il caso di Instagram, non a caso acquisito da Facebook, ma anche di Snapchat, i cui proprietari pare non abbiano ceduto alle lusinghe di 3 miliardi di dollari da Zuckerberg nel 2013.

Spesso dimenticata, l’applicazione nata per essere emblema di una comunicazione mordi e fuggi di piccoli momenti mediante delle immagini [che sparivano dopo un periodo prestabilito] nel recente periodo ha puntato in maniera consistente sui video.

Nata come soggetto alternativo a Facebook, nella filosofia e nella tecnologia di condivisione, rischia ora di diventare un vero e proprio competitor. Come è noto Facebook ha recentemente puntato in modo massiccio sui video, dalla concessione di una copertura organica più cospicua da parte dell’algoritmo, fino a creare dispute rispetto alla qualità del conteggio delle visualizzazioni, solo qualche tempo fa il dato più ambito dai videomaker su YouTube.

Il dato che sancisce la definitiva irruzione di Snapchat nel settore è raccontato dal Los Angeles Times:

Snapchat ha raggiunto i 4 miliardi di video visti in un giorno, milestone raggiunta da Facebook solo 4 mesi fa, quando Snapchat raggiungeva la metà del dato attuale.Il dato recita una crescita considerevole.

La scelta di puntare sui video passa da importanti accordi con player di spicco, quali MTV e la Major League di Baseball. Una strategia assennata che presenta risultati di assoluto rilievo, ed anche introiti, in virtù della proposizione di contenuti pubblicitari.

Inevitabile è il sorgere della contesa sul tempo che serve a conseguire una visualizzazione. Si parla di 30 secondi per Youtube, 3 per Facebook e poco più di 1 secondo per Snapchat (che stabilisce un limite massimo di durata dei video a 10 secondi), ma nell’ultimo caso non parliamo di dati ufficiali.

Non è chiaro se Snapchat possa essere ancora annoverato tra le insidie per i più famosi player, ma i numeri iniziano a balzare agli onori delle cronache e le strategie iniziano a dare frutti, in un periodo in cui gli altri soggetti del panorama social, come Twitter e Google Plus, sembrano brancolare nel buio.

Pierluigi Vitale

Social media Analyst at Social Listening
Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.
Pierluigi Vitale

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