Cosa ci dice la semestrale del Gruppo 24 Ore

Con la pubblicazione della semestrale del Gruppo 24 Ore emergono alcuni dati interessanti che ci aggiornano su alcune questioni che avevamo messo in rilievo nella nostra precedente analisi fatta sui bilanci del gruppo, come ad esempio lo stop dei fatturati da digitale dopo la cessione dell’area Software. Ma procediamo con ordine:

Ricavi

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Lo storico dei ricavi del primo semestre vede disegnare una parabola discendente: dai 307 milioni del 2007 giù fino ai 169 milioni di euro del 2015. Un differenziale di 138 milioni che tradotto in punti percentuale segna un -45% siamo quindi molto vicini a un dimezzamento dei ricavi nei nove anni di bilancio presi in considerazione. Va anche detto che nel confronto semestre su semestre dopo anni di differenziale nettamente negativo (-17% e -14% registrati rispettivamente nel 2013 e 2014) i dati di quest’anno tornano con un segno positivo: +3% del primo semestre 2015 su quello del 2014.

Il risultato netto del gruppo 24 Ore (parliamo sempre di dati riferiti al primo semestre) è negativo ormai dal 2009 ma negli ultimi tre anni la negatività è diminuita dal -21,7 milioni del 2013 al -8,1 del 2015.

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Digitale

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Questo è uno dei punti più interessanti, a nostro giudizio, perché dopo la cessione dell’area Software, il calo dei ricavi da digitale era stato netto. La transazione perfezionata nel 2014 ha sì portato nelle casse del gruppo circa 82 milioni di euro ma ha anche avuto effetti negativi, a partire dal secondo trimestre 2014, sui ricavi in generale e su quelli da digitale in particolare. Una flessione che ha toccato proprio il gruppo editoriale che aveva sempre avuto, tra i grandi editori italiani, il rapporto ricavi da digitale/ricavi totali più alto.

Bene guardando i dati più in dettaglio vediamo come la netta flessione del peso del digitale sui ricavi totali tra il secondo trimestre 2013 e quello del 2014 (dal 37% al 17%) sia in parte recuperata oggi con il 33% del secondo trimestre 2015. Se, come scritto nell’atto di cessione, la principale motivazione dell’operazione è stata quella di reperire la liquidità necessaria per investire nel core business e in particolare nel digitale, qualche risultato positivo l’editore di Confindustria lo sta ottenendo. Va ricordato comunque che le percentuali sono calcolate inevitabilmente su ricavi totali in decrescita: la differenza tra secondo trimestre 2013 e quello del 2015 è ancora nettamente negativa: -9,6 milioni di euro (pari a -26%). Ovvero c’è ancora un po’ di strada da fare per tornare a livelli pre-vendita area Software.

Personale

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Continua il taglio del personale e dei costi del lavoro: se rispetto al giugno 2014 il taglio sul numero medio del personale è oggi solo di 7 unità nei confronti della prima metà del 2011 (solo cinque anni fa) è di 787 dipendenti (-39%).

I dati relativi ai grafici di questo articolo sono scaricabili  a questo link (Google Drive).

Lelio Simi

giornalista, content curator at DataMediaHub
Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Di strategie e marketing editoriale scrive su pagina99. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha tenuto per quattro anni un blog personale "Senzamegafono".
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