La Morte dell’Adv in Italia in 3 Grafici

Sono stati pubblicati i dati Nielsen relativi agli investimenti pubblicitari del primo quadrimestre 2015 suddivisi per mezzo.

Il mercato degli investimenti pubblicitari nel solo mese di aprile cala del 3,3%, portando il quadrimestre a -2,3% rispetto allo stesso periodo del 2014.

Per approfondire ho ripreso i dati dei primi quattro mesi dell’anno dal 2011 ad oggi. Il totale mercato in cinque anni perde circa un terzo degli investimenti [-31.76%], la stampa [quotidiani e periodici] arretra del 45.1%, ed anche la TV registra una perdita di un quarto [-24.7%] rispetto al gennaio-aprile 2011. Se si esclude la raccolta sulla porzione di web attualmente non monitorata: search e social, anche Internet non se la passa molto meglio e si attesta al -26.4%.

I grafici sotto riportati mostrano i trend ed il dettaglio per ciascun medium, passando il cursore è possibile vedere il dettaglio dei valori laddove non visualizzati.

Si tratta di dati che riflettono fondamentalmente due aspetti. Da un lato, a prescindere da elementi congiunturali, evidenziano come vi sia una forte tensione sui prezzi con anche la Tv che nel tentativo di reggere [cosa che i dati dimostrano non funzionare] ha costi per grp in picchiata, a prezzi di saldo. Dall’altro lato, soprattutto, denunciano un valore calante, risibile, sempre più marginale della pubblicità avvertita, in particolare da quelle fette di pubblico di maggior interesse per le imprese, come un fastidio.

Non c’è ricerca che non indi­chi come la comu­ni­ca­zione tra pari, il pas­sa­pa­rola, sia ampia­mente il mezzo di comu­ni­ca­zione più effi­cace e quanto sem­pre meno valore abbiano gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari clas­sici.

L’adv è morto, o comunque moribondo, e i modelli di business che si basano solo su quest’area hanno la stessa prospettiva. Come si suol dire, sapevatelo!

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