Tutto Quello che Avreste Voluto Sapere sul Gruppo Caltagirone

La quar­ta pun­ta­ta del nostro spe­cia­le sui bilan­ci dei mag­gio­ri grup­pi edi­to­ria­li, dopo le ana­li­si rela­ti­ve a RCSMe­dia­group, grup­po Espres­so-Repub­bli­ca e 24Ore, è dedi­ca­ta al grup­po Cal­ta­gi­ro­ne Edi­to­re la hol­ding pro­prie­ta­ria dei quo­ti­dia­ni Il Mes­sag­ge­ro, Il Gaz­zet­ti­no, Il Mat­ti­no, Leg­go, Cor­rie­re Adria­ti­co e Nuo­vo Quo­ti­dia­no di Puglia.

I rica­vi
caltagirone1
La para­bo­la dise­gna­ta dal gra­fi­co dei fat­tu­ra­ti – il perio­do pre­so in con­si­de­ra­zio­ne va dal 2000 al 2014 – ha un anda­men­to più o meno simi­le agli altri grup­pi pre­si in esa­me: dopo un avvio in lie­ve decre­sci­ta sale fino al 2007 per poi discen­de­re ine­so­ra­bil­men­te fino all’ultimo bilan­cio chiu­so lo scor­so anno. I rica­vi mas­si­mi, regi­stra­ti come det­to nel 2007, ammon­ta­no a 327 milio­ni di euro, ma già nel 2011 si regi­stra­va­no fat­tu­ra­ti al di sot­to di quel­li del 2000. La fles­sio­ne costan­te por­ta i rica­vi nel 2014 a 170 milio­ni, -157 milio­ni dal pun­to più alto e -78 milio­ni se si guar­da­no le ulti­me cin­que annua­li­tà. Leg­gen­do il dif­fe­ren­zia­le anno su anno notia­mo che la “svol­ta” in nega­ti­vo avvie­ne nel bilan­cio 2008 quan­do il con­fron­to con l’annualità pre­ce­den­te pre­sen­ta, dopo anni, il segno meno.

I dati del­le sin­go­le voci di rica­vo non lascia­no mar­gi­ne di dub­bio: il mag­gior respon­sa­bi­le del­la fles­sio­ne dei rica­vi è la cri­si del­la pub­bli­ci­tà. Potrem­mo dire addi­rit­tu­ra che per Cal­ta­gi­ro­ne rap­pre­sen­ta non solo il prin­ci­pa­le ma qua­si l’unico “col­pe­vo­le” per­ché la disce­sa dei rica­vi pub­bli­ci­ta­ri pas­sa dai 156 milio­ni del 2010 ai 91,5 del 2014. Ovve­ro un valo­re di -64,5 milio­ni che rap­pre­sen­ta da solo l’82% del­la fles­sio­ne, nel mede­si­mo perio­do, dei rica­vi tota­li [-78 milio­ni]. Le cose van­no anco­ra peg­gio se ana­liz­zia­mo le ulti­me tre annua­li­tà [2012–2014] con un peso del­la pub­bli­ci­tà sul­la fles­sio­ne dei fat­tu­ra­ti dell’86%.

I rica­vi dif­fu­sio­na­li tut­to som­ma­to reg­go­no bene con­si­de­ran­do il con­te­sto gene­ra­le: i -9 milio­ni che ha por­ta­to il dif­fu­sio­na­le dai 79 milio­ni del 2010 al valo­re del 2014 è un dif­fe­ren­zia­le mini­mo nel­la tur­bo­len­za del perio­do attua­le e con la cri­si del­la ven­di­ta di copie car­ta­cee. Ci sareb­be sem­mai da chie­der­si il per­ché di tan­ta fles­sio­ne dei fat­tu­ra­ti pub­bli­ci­ta­ri di fron­te a una sostan­zia­le tenu­ta del­la dif­fu­sio­ne. La rispo­sta sta sia nel­la ten­sio­ne sui listi­ni di ven­di­ta, sui prez­zi di ven­di­ta dell’advertising, in calo, che, pro­ba­bil­men­te, su inef­fi­cien­ze del­la con­ces­sio­na­ria. Infat­ti i dati sui rica­vi di Piem­me, la con­ces­sio­na­ria pub­bli­ci­ta­ria del grup­po, vedo­no una fles­sio­ne net­ta e risul­ta­ti net­ti costan­te­men­te nega­ti­vi dal 2011 a oggi.

Il rap­por­to ricavi/costi e l’assoluta mar­gi­na­li­tà degli “altri rica­vi” fa emer­ge­re anche per il grup­po Cal­ta­gi­ro­ne un siste­ma di rica­vi pochis­si­mo dif­fe­ren­zia­to e quin­di tut­to incen­tra­to sul­la cop­pia ormai obso­le­ta pubblicità/diffusionale. In que­sto sce­na­rio qual­sia­si taglio effet­tua­to sui costi risul­ta poco più che un pal­lia­ti­vo inca­pa­ce di argi­na­re il decli­no dei fat­tu­ra­ti [lo sap­pia­mo, è un con­cet­to che ripe­tia­mo spes­so ma è un tema sul qua­le a nostro giu­di­zio ha valo­re insi­ste­re mol­to].

Digi­ta­le
Dicia­mo subi­to che nei bilan­ci e nei docu­men­ti non abbia­mo tro­va­to dati rela­ti­vi ai rica­vi da atti­vi­tà digi­ta­li. Nel­la comu­ni­ca­zio­ne del bilan­cio 2014 si par­la di «ter­zo ope­ra­to­re infor­ma­zio­ne digi­ta­le ita­lia­no» di «Rac­col­ta pub­bli­ci­ta­ria sui siti inter­net +46,3% rispet­to al 2013», sì ma di cifre del 2013 nien­te [quin­di +43% di quan­to?]. Si fa rife­ri­men­to alla pub­bli­ci­tà digi­ta­le affer­man­do che si è  «supe­ra­to il 10% dell’intero fat­tu­ra­to pub­bli­ci­ta­rio» quin­di, facen­do due cal­co­li, cir­ca 9 milio­ni euro. Ma d’altra par­te dal grup­po nel docu­men­to di bilan­cio alla voce “atti­vi­tà edi­to­ria­le” si ammet­te che «Rela­ti­va­men­te alle ven­di­te di abbo­na­men­ti e copie mul­ti­me­dia­li del­le testa­te del grup­po, i dati non risul­ta­no anco­ra signi­fi­ca­ti­vi, e la loro inci­den­za sui rica­vi dif­fu­sio­na­li del grup­po risul­ta anco­ra mar­gi­na­le». Insom­ma, mol­to fumo e poco arro­sto, pare.

Det­to que­sto però alcu­ne con­si­de­ra­zio­ne ha valo­re far­le ugual­men­te. Abbia­mo visto il pano­ra­ma gene­ra­le dei grup­pi edi­to­ria­li ita­lia­ni: l’unico edi­to­re con per­cen­tua­li da digi­ta­le sui rica­vi tota­li al di sopra del 20% [in calo nel 2014 peral­tro] è il grup­po 24 Ore, gli altri sono deci­sa­men­te in ritar­do e al di sot­to di per­cen­tua­li di inci­den­za digi­ta­le ade­gua­te a gran­di grup­pi edi­to­ria­li. Aggiun­gia­mo a que­sto qua­dro che i fat­tu­ra­ti da digi­ta­le han­no biso­gno di svi­lup­par­si gra­zie alla mone­tiz­za­zio­ne di audien­ce sem­pre più vaste ed este­se [non a caso le gran­di testa­te este­re che gui­da­no la tra­sfor­ma­zio­ne digi­ta­le come Guar­dian, Washing­ton Post e New York Times stan­no adot­tan­do deci­se poli­ti­che di espan­sio­ne glo­ba­le ben oltre i loro con­fi­ni nazio­na­li]. Da noi, in sca­la mino­re, sia al grup­po Espres­so che a Rcs i fat­tu­ra­ti da digi­ta­le comun­que deri­va­no in lar­ga par­te rispet­ti­va­men­te da Repub­bli­ca e Cor­se­ra, le due ammi­ra­glie a carat­te­re nazio­na­le. Rea­liz­za­re una poli­ti­ca di svi­lup­po eco­no­mi­co con al cen­tro il digi­ta­le per un edi­to­re come Cal­ta­gi­ro­ne, con testa­te di dimen­sio­ne pret­ta­men­te loca­le è, ogget­ti­va­men­te, anco­ra più dif­fi­ci­le e com­pli­ca­to per­ché mone­tiz­za­re attra­ver­so que­ste comu­ni­tà di let­to­ri resta  anco­ra per mol­ti gior­na­li (non solo ita­lia­ni) un auten­ti­co rom­pi­ca­po. Ma sarà pro­prio que­sto, a nostro pare­re, uno dei più impor­tan­ti nodi da scio­glie­re per il futu­ro del grup­po.

Il taglio ai costi
I costi ope­ra­ti­vi sono sta­ti taglia­ti nel­le ulti­me cin­que annua­li­tà per 50,9 milio­ni di euro [da 220,9 milio­ni del 2010 ai 170 del 2014] un taglio del 23% sostan­zial­men­te in linea con quel­lo fat­to da altri grup­pi. Nell’ultima annua­li­tà tra l’altro costi ope­ra­ti­vi e rica­vi pra­ti­ca­men­te coin­ci­do­no.

caltagirone4
orga­ni­ci grup­po cal­ta­gi­ro­ne

I dipen­den­ti del grup­po nel 2010 era­no, al 31 dicem­bre, 1.079 [1.088 i dipen­den­ti medi] nel dicem­bre 2014 scen­do­no a 843 [881 nel perio­do medio] un taglio di 236 uni­tà pari al 22%. Il taglio più deci­so è sta­to effet­tua­to lo scor­so anno con una fles­sio­ne del 10%. La cate­go­ria che ha sof­fer­to più que­sto fles­sio­ne è sta­ta quel­la degli “impie­ga­ti e qua­dri” che con­tri­bui­sco­no al taglio tota­le per il 58% men­tre i gior­na­li­sti “solo” il 25%. Il costo uni­ta­rio per dipen­den­te non segue una calo costan­te nel tem­po ma si man­tie­ne sostan­zial­men­te costan­te nel tem­po: si pas­sa dagli 88.608 euro del 2010 ai 95.978 del 2012 per tor­na­re a 88.278 del 2014.

Le testa­te prin­ci­pa­li del grup­po
caltagirone3Il Mes­sag­ge­ro, Il Mat­ti­no e Il Gaz­zet­ti­no (acqui­si­to dal grup­po nel 2006) han­no dina­mi­che nega­ti­ve simi­li ma con accen­ti diver­si. Se è Il Mes­sag­ge­ro quel­lo che in valo­ri asso­lu­ti con­tri­bui­sce mag­gior­men­te alla nega­ti­vi­tà degli anda­men­ti è Il Mat­ti­no la testa­ta che regi­stra il peg­gior trend con un calo dei rica­vi del 33% del­le reve­nues 2014 rispet­to a quel­le del 2010. Il Gaz­zet­ti­no, nel pano­ra­ma com­ples­si­vo, “tie­ne” con una fles­sio­ne che sia in valo­ri asso­lu­ti che in per­cen­tua­le è la meno rile­van­te. Segno che evi­den­te­men­te la testa­ta con­ti­nua a rap­pre­sen­ta­re un rife­ri­men­to impor­tan­te per il ter­ri­to­rio, per il Nord-Est nono­stan­te una scel­le­ra­ta poli­ti­ca di demo­li­zio­ne del brand.

[Nota meto­do­lo­gica: i valo­ri del­le sin­gole voci, dove non spe­ci­fi­cato, sono quel­li pun­tuali indi­cati anno per anno nei rela­tivi bilan­ci e non quel­li ride­ter­mi­nati su base omo­ge­nea o riclas­si­fi­cati nei bilan­ci suc­ces­sivi (per esse­re più chia­ri: ad esem­pio, la voce rica­vi del 2012 è quel­la indi­cata nel bilan­cio 2012 non quel­la even­tual­mente ride­ter­mi­nata suvc­ces­si­va­mente nel bilan­cio 2013)].

Lelio Simi

giornalista, content curator at DataMediaHub
Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Di strategie e marketing editoriale scrive su pagina99. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha tenuto per quattro anni un blog personale "Senzamegafono".
About Lelio Simi 144 Articoli

Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Di strategie e marketing editoriale scrive su pagina99. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha tenuto per quattro anni un blog personale "Senzamegafono".

1 Trackback & Pingback

  1. Tutto Quello che Avreste Voluto Sapere sul Grup...

Lascia un commento