Digital Divide

Nella settimana prima di Natale è stata pubblicata l’indagine Istat su “I cittadini e le nuove tecnologie”, rapporto annuale sulla relazione tra gli italiani e la tecnologia.

Dopo i dati Eurostat sull’utilizzo di Internet nella UE28 e quelli del 48° rapporto del Censis relativi a quanti italiani non hanno mai usato un computer, l’indagine Istat consente di completare il panorama sulla situazione attuale del rapporto, e dell’utilizzo, di quelle che pare restino ancora per molti nuove tecnologie.

L’indagine Istat si compone di oltre 40 tavole, liberamente consultabili/scaricabili, che forniscono una mole di dati davvero rilevante. Come d’abitudine, vi invito a leggerle tutte con attenzione al di là della mia personalissima sintesi.

Si osserva un forte divario tecnologico, da ricondurre a fattori di tipo generazionali, culturali ed economici. A tal proposito, la maggior parte delle famiglie che non dispongono di un accesso ad Internet da casa indica la mancanza di competenze come principale motivo del non utilizzo della rete [55,1%]. Una percentuale significativa [24,3%] non considera Internet uno strumento utile e interessante. Residuale è invece la quota di famiglie che indicano tra le motivazioni la mancanza di disponibilità di una connessione a banda larga [1,4%].

Il grafico sottostante riassume l’incidenza percentuale per regione, per area e per amipiezza del centro di residenza, di coloro che non utilizzano la Rete e delle principali motivazioni al non uso.

Il digital divide è culturale e non tecnologico. Al netto del fattore età, che condiziona fortemente l’utilizzo del web, la presenza in famiglia di genitori che utilizzano Internet favorisce tale comportamento nei figli. Infatti, nelle famiglie in cui entrambi i genitori navigano su Internet, la percentuale di figli tra gli 11 e 14 anni che non usano il web si assesta al 6,7%, mentre nel caso in cui entrambi i genitori non navigano su Internet, la quota sale addirittura al 40,1%.

Se la quota di coloro che utilizzano un personal computer e la Rete è nettamente maggiore tra coloro che sono occupati è però da evidenziare come l’utilizzo quotidiano sia appannaggio di poco più della metà della popolazione.

Colpisce che oltre un terzo di coloro che sono in cerca di occupazione non usino PC e Internet. Elemento che certamente, a parità di condizione, non favorisce.

Considerando il ruolo che le tecnologie ICT hanno assunto nello sviluppo della società e dell’economia, va evidenziato che il dato rilevato sulla capacità di utilizzo del computer non è certamente confortante.  Sono poco più della metà coloro capaci di connettere e installare periferiche [57,3%] o adoperare formule aritmetiche di base di un foglio elettronico [52,2%]. Infine, si attesta al 49,2% la percentuale di chi sa comprimere un file e al 37,4% quella di chi sa preparare presentazioni con specifici software. Skill che certamente non si possono considerare avanzati e che indicano quanto basso sia il livello di alfabetizzazione informatica anche tra coloro che usano PC e Rte.

Il digital divide è un fardello pesantissimo per l’Italia, che la sua risoluzione venga affidata ad un documento programmatico 2014 – 2020, pubblicato alla fine del primo anno di teorica implementazione e che mostra tutta la farraginosità, l’inconsistenza effettiva di visone ed azione per incidere sul problema,  sostenuto da un manipolo di volonterosi non retribuiti allo scopo e senza un budget a disposizione non può che essere ulteriore elemento di preoccupazione. Ad maiora…

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