Tempo al Tempo

Il tempo speso sul sito del gior­nale è, a mio avviso ma anche di molti altri, un indi­ca­tore impor­tante del livello di coin­vol­gi­mento effet­tivo del let­tore. Indi­ca­tore che, per essere spe­cu­la­tivo viste le dif­fi­coltà com­ples­sive di mone­tiz­za­zione, che può essere speso per aumen­tare il valore di ven­dita per CPM.

Si tratta di un tema che ritengo centrale sia per quanto riguarda la qualità del giornalismo – e dei giornali – nell’era digitale che, appunto, per la relativa sostenibilità economica. Argomento al quale ho dedicato la mia, azzardata as usual, previsione di inizio anno e che ha dato luogo ad un interessantissimo confronto durante lo scorso Festival Internazionale del Giornalismo. 

Secondo quanto riporta The Wall Street Journal, The Economist garantirà agli inserzionisti che acquistano spazi pubblicitari sul suo il sito web, e/o sue app, che i lettori potranno trascorrere un certo periodo di tempo con i loro annunci. Ad esempio, si garantirà che un annuncio che appare per tre settimane sulle sue applicazioni riceverà 100 ore di attenzione del lettore.

Paul Rossi, Presidente del The Economist’s group media businesses, ha dichiarato che: “We need to find ways to highlight to advertisers that there is a different level of engagement they get from our readers, value that isn’t reflective in just clicks”

In tal senso, il tempo, come vado dicendo da tempo [sorry per il gioco di parole], è, credo davvero, un indi­ca­tore impor­tante del livello di coin­vol­gi­mento effet­tivo del let­tore anche online. In que­sto caso, se que­sto ele­mento di misu­ra­zione fosse appli­cato sia all’online/digitale che alla carta stam­pata, si avrebbe una metrica comune ad entrambe le versioni.

Diamo tempo al tempo.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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