Tre domande (più una) su come impostare un lavoro di community engagement per un giornale

Quel­lo dei com­men­ti onli­ne è un tema che gene­ra da oltre die­ci anni pare­ri oppo­sti e discus­sio­ni infi­ni­te. Rara­men­te i gior­na­li dimo­stra­no di usar­li pen­san­do che sia­no dav­ve­ro una risor­sa per gene­ra­re coin­vol­gi­men­to con i let­to­ri. Spes­so, mol­to spes­so, i com­men­ti ven­go­no lascia­ti a se stes­si, non ven­go­no gesti­ti per poi sor­pren­der­si che il livel­lo del­la discus­sio­ne è dege­ne­ra­to.

Alcu­ne testa­te han­no deci­so di non fare più uso dei com­men­ti agli arti­co­li per­ché fon­te di con­ti­nue pole­mi­che e troll. Ma anche quel­li nel­le loro pagi­ne social, Face­book in pri­mis, in mol­ti casi, non han­no una sor­te miglio­re visto che, anche lì altret­tan­to spes­so, nes­su­no si pre­oc­cu­pa di curar­li e mode­rar­li (la “serie” social media mar­ke­ting de ‘noan­tri che abbia­mo pub­bli­ca­to è solo un esem­pio di quel­lo che trop­po di fre­quen­te avvie­ne). Cre­do che sia super­fluo dire che se non si è dispo­sti a inve­sti­re tem­po e risor­se nel curar­li e mode­rar­li sia inu­ti­le con­ti­nua­re a usar­li.

Eppu­re il valo­re di un sito, la sua tenu­ta eco­no­mi­ca, dipen­de­rà sem­pre più oltre che dai nume­ri di pagi­ne viste anche (soprat­tut­to) dal­la qua­li­tà del­le rela­zio­ni gene­ra­te dai let­to­ri, dal loro rea­le coin­vol­gi­men­to e par­te­ci­pa­zio­ne. Per­ché in momen­to in cui il traf­fi­co onli­ne è sem­pre più gene­ra­to da bot e le page­view gon­fia­te da truc­chet­ti vari, anche per un inve­sti­to­re pub­bli­ci­ta­rio sarà sem­pre più impor­tan­te capi­re quan­to l’audience di un sito sia com­po­sta da per­so­ne rea­li che vedo­no in quel sito un luo­go dove con­di­vi­de­re con gli altri let­to­ri con­te­nu­ti e idee, dove con­fron­tar­si con gli auto­ri degli arti­co­li, leg­ge­re le new­slet­ter invia­te, par­te­ci­pa­re agli even­ti pub­bli­ci orga­niz­za­ti.

Quin­di, pos­sia­mo anche fare a meno di una sezio­ne “com­men­ti” nel nostro sito ma l’interazione con i let­to­ri è comun­que neces­sa­ria per la soprav­vi­ven­za anche eco­no­mi­ca e ha neces­si­tà comun­que di inve­sti­men­ti in tem­po e risor­se. Su que­sto tema ha scrit­to un bell’articolo Anne­ma­rie Doo­ling (gior­na­li­sta e com­mu­ni­ty mana­ger) dal tito­lo espli­ca­ti­vo Clo­se your com­men­ts; Build a com­mu­ni­ty pub­bli­ca­to da Medium.

Ne con­si­glio la let­tu­ra ed ne estra­po­lo un pic­co­la par­te dove la Doo­ling pone tre doman­de fon­da­men­ta­li per impo­sta­re una stra­te­gia di com­mu­ni­ty enga­ge­ment e inte­ra­zio­ne con i let­to­ri. Mi sem­bra­no otti­me nel­la loro sem­pli­ci­tà, e cre­do che se appun­ta­te su un foglio pos­sa­no dav­ve­ro rap­pre­sen­ta­re un buon pun­to di par­ten­za per costrui­re un pia­no di lavo­ro. Ecco­le:

#1 «Qua­le tipo­lo­gia di coin­vol­gi­men­to dei let­to­ri è più uti­le per la mia pub­bli­ca­zio­ne e come pos­so tra­dur­la in qual­co­sa che loro pos­so­no fare con­cre­ta­men­te?»

#2 «Qua­li sono i pun­ti essen­zia­li del­la discus­sio­ne che voglia­mo affron­ta­re e dove sono le per­so­ne che già stan­no discu­ten­do di que­sti stes­si argo­men­ti?»

#3 «Come fac­cia­mo a far sen­ti­re dav­ve­ro coin­vol­ti i let­to­ri in quel­lo che rac­con­tia­mo? Cosa potreb­be­ro fare i let­to­ri se si sen­tis­se­ro anco­ra più coin­vol­ti?»

Ne aggiun­go io una quar­ta che pro­ba­bil­men­te sin­te­tiz­za alcu­ne di quel­le poste da Anna­ma­rie:

«Cosa sia­mo dispo­sti a fare noi per i nostri let­to­ri affin­ché ci veda­no come una risor­sa con­cre­ta in quel­lo che fan­no nel­la loro vita di cit­ta­di­ni?»

Bonus track: su com­mu­ni­ty enga­ge­ment nei gior­na­li ho pre­pa­ra­to, un po’ di tem­po fa, que­ste sli­de per un mio work­shop, spe­ro pos­sia­te tro­var­ci un po’ di altri spun­ti inte­res­san­ti:  Gior­na­li, gior­na­li­sti e comu­ni­tà di rife­ri­men­to

Lelio Simi

giornalista, content curator at DataMediaHub
Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Di strategie e marketing editoriale scrive su pagina99. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha tenuto per quattro anni un blog personale "Senzamegafono".
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Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Di strategie e marketing editoriale scrive su pagina99. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha tenuto per quattro anni un blog personale "Senzamegafono".

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