Social, Notizie [e Bar]

A fine settimana scorsa Francesco  Piccinini, Direttore di Fanpage, ha scritto un articolo che se fosse sfuggito merita assolutamente di essere ripescato e letto con la dovuta attenzione.

In “Il giornale on line è morto (o forse non è mai esistito)” Piccinini scrive: 

In un giornale on line la distribuzione non è più affidata ad un unico team ma a tre unità: social, search engine, home (dando per assunto che il layout sia perfettamente adattabile sia alle versioni desktop che mobile e tablet). A essere distribuito non è più il giornale inteso nella sua interezza ma i singoli contenuti e ciascun contenuto non è, necessariamente, distribuibile attraverso i tre canali. Questo vuol dire creare contenuti avendo già in mente come saranno diffusi. Non è la vittoria dell’algoritmo sull’uomo, tutt’altro: è la vittoria della creatività umana, necessaria per forzare le logiche algoritmiche e andare a bussare alla porta del lettore.

NewWhipe, società che si occupa del tracciamento delle notizie sui social, ha rilasciato negli stessi giorni uno studio sulla crescente rilevanza che Facebook assume per i siti d’informazione basandosi sull’osservazione di 1.74 miliardi di interazioni sul social network con fonti d’informazione in lingua inglese.

Emerge che: nel primo quadrimestre di quest’anno le interazioni sono aumentate del 23%. Il Mail Online è la testata più importante, anche, su Facebook. I contenuti più commentati riguardano la politica, quelli più condivisi la salute e i più “piaciuti” i film, il cinema

Nell’infografica sottostante, realizzata per sintetizzare le principali evidenze dello studio, vi sono, tra l’altro, 6 consigli per ottenere il massimo da Facebook per i siti d’informazione. La cui gestione deve essere completamente distinta dalle logiche e dalle modalità di gestione di una fan page di un brand [aggiungo io].

Il primo è di pensare alla propria pagina Facebook come alternativa alla propria home page in termini di attenzione e cura da dedicarvi.

Che Facebook, ed i social più in generale, abbiano un ruolo sempre più rilevante nella distribuzione della notizia è un dato di fatto. Lo è altrettanto, come giustamente scrive Vittorio Zambardino in risposta, ad integrazione del pezzo del Direttore di Fanpage, che “forse farai molti click e molti like e molte impression” ma non è “massaggiando” le persone che l’informazione ne guadagnerà nè in qualità nè in quantità, in valore economico.

Le persone, anche nel nostro Paese, passano una grande quantità del loro tempo online sui social ed in particolare su Facebook. Noi, i giornali, andiamo lì come una volta – è una metafora che uso spesso – andavamo al bar a incontrarli, a conoscerli. I social sono piattaforme di distribuzione del contenuto ma, soprattutto, luoghi di relazione con le persone. Dobbiamo capire bene chi sono, quali sono i loro interessi, le loro preferenze, per poi – continuando nella metafora – andare via dal bar per bere qualcosa insieme a casa nostra.

Una “casa” dove vi saranno comunità d’interesse, anche di nicchia, aree di partecipazione e discussione sui temi di rilevanza per il lettore, per le persone.

È solo in questo modo che siamo in grado di valorizzare la relazione. Di creare valore aggiunto – anche economico – per le persone, i giornali e il giornalismo.

FB-Infographic-Final

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