Pubblicato il 2 giugno 2014 by Lelio Simi

Il “media quartet”: sei idee su come gestire la trasformazione dei giornali

Pro­ba­bil­mente ci sono alcuni miti da sfa­tare quando si parla di tra­sfor­ma­zione dei gior­nali verso il digi­tale. Il primo è che que­sta tra­sfor­ma­zione riguardi sem­pli­ce­mente quella di un mezzo, i gior­nali di carta, verso un altro, il loro sito web. La seconda è che la carta abbia i giorni con­tati e sia pros­sima comun­que alla fine. La realtà, dovremmo averlo capito, è un po’ più complessa.

Uno come Mario Gar­cía che i gior­nali li pro­getta, li tra­sforma da una vita – un’autorità nel campo del design edi­to­riale e non solo – da anni ha un con­cetto che porta avanti nei suoi lavori e nelle sue lezioni alla Colum­bia: il media quar­tet ovvero i quat­tro medium – carta stam­pata, sito web, smart­phone e tablet – sui quali oggi ogni testata gior­na­li­stica dovrebbe essere capace di arti­co­lare il flusso delle noti­zie, con una pro­pria pre­cisa filo­so­fia per ognuno di que­sti e con un pro­prio “carat­tere” che tenga conto delle sin­gole pecu­lia­rità del mezzo e del modo nel quale le per­sone lo usano.

Certo tutte le grandi testate sono pre­senti su que­sti quat­tro mezzi, ma quanto si tiene dav­vero conto delle diverse spe­ci­fi­cità dei sin­goli mezzi e del modo nel quale i let­tori le uti­liz­zano? Spesso il lavoro è stato quello di adat­tare i con­te­nuti rea­liz­zati su carta al sito web e poi di adat­tare i con­te­nuti del sito web a quelli del mobile (magari senza distin­guere troppo tra smart­phone e tablet). I nume­rosi recenti resty­ling di alcuni quo­ti­diani nella ver­sione online hanno cer­cato di venire a com­pro­messi tra la ver­sione per i bro­w­ser del pc e quelli dei dispo­si­tivi mobili, alle volte con risul­tati deci­sa­mente buoni, altre volte rea­liz­zando pro­dotti “ibridi” che poco si adat­ta­vano sia all’uno che agli altri mezzi.

Ma non è una sem­plice que­stione di resty­ling. La domanda è: come le reda­zioni devono rior­ga­niz­zare tempi e moda­lità di lavoro per gestire il nuovo flusso delle noti­zie tenendo conto del “media quartet”?

Ad esem­pio per quanto riguarda la gestione del flusso delle noti­zie su smart­phone solo adesso si comin­ciano a rea­liz­zare dei pro­getti spe­ci­fici: NYT Now la nuova piat­ta­forma creata dal Times per il mobile e Circa la app pen­sata per la brea­king news che “ato­mizza” le noti­zie, stanno pro­po­nendo un modo radi­cal­mente nuovo di orga­niz­zare le news su que­sti dispo­si­tivi, e di con­se­guenza nel cam­biare l’organizzazione del lavoro di reda­zione. Altri­menti il rischio è di gestire que­sti ulte­riori pas­saggi, da web a mobile ad esem­pio, facendo gli stessi errori com­messi con il pas­sag­gio da carta a web (leggi: tra­sfe­rire sem­pli­ce­mente – tale e quale o bene che vada con qual­che otti­miz­za­zione gra­fica – quello che già si fa per altre piattaforme).

Come detto il con­cetto del “media quar­tet” è un idea che Mario Gar­cía porta avanti da parec­chio tempo, ultimo in ordine di tempo que­sto arti­colo Two tem­pos: Rhy­thms for sto­ry­tel­ling in the digi­tal age sin­tesi di un suo inter­vento alla Colum­bia Uni­ver­sity School of Jour­na­lism, nell’articolo tro­vate anche il video del suo speech, pren­de­tevi un’ora di tempo per guar­darlo e ascol­tarlo tutto (anche la parte Q&A con il pub­blico), con­si­glio spas­sio­nato. Ho pro­vato quindi a met­tere assieme e sin­te­tiz­zare alcuni dei pas­saggi chiave che Gar­cía ha sot­to­li­neato più volte in que­sti anni. Eccoli:

#1 Svi­lup­pate una filo­so­fia pre­cisa su come la vostra reda­zione gestirà la dif­fu­sione delle sto­rie e delle sin­gole infor­ma­zioni, su come farle evol­vere, dal pri­mis­simo tweet fino alle le ana­lisi e gli appro­fon­di­menti più arti­co­lati fatti a poste­riori attra­verso le quat­tro piat­ta­forme. Date, dove è pos­si­bile, a que­sto pro­cesso un nome e un volto: deve esserci un edi­tor in ogni occa­sione con il com­pito di deci­dere come la sto­ria viag­gerà attra­verso il “media quartet”.

#2 Il mobile (in par­ti­co­lare lo smart­phone) è sicu­ra­mente una piat­ta­forma straor­di­na­ria per le brea­king news, ma non rinun­ciate a dedi­care tempo per curare i con­te­nuti e i loro aggior­na­menti. Su que­sta piat­ta­forma ricor­da­tevi di essere sem­pre brevi e leggeri.

#3 La carta ha ancora molto valore, è pro­ba­bil­mente desti­nata al declino e sarà sem­pre meno pro­ta­go­ni­sta, ma oggi ha pie­na­mente il pro­prio posto all’interno del quar­tetto dei media. E lo avrà ancora per un bel po’ di tempo. Quindi stam­pate e siate felici di farlo, date però alla carta un ruolo pre­ciso. Uti­liz­zate la stampa soprat­tutto per con­net­tete i punti per i vostri lettori.

#4 Oggi non siamo più in un ambiente favo­re­vole alle per­for­mance da soli­sta. È neces­sa­rio svi­lup­pate team con com­pe­tenze inter­di­sci­pli­nari nei quali il design, la tec­no­lo­gia, il lato busi­ness e la parte edi­to­riale sap­piano con­vi­vere e con­ce­pire assieme pro­dotti e stra­te­gie (magari pen­sando anche a pac­chetti pub­bli­ci­tari seria­mente pro­get­tati e inte­grati per le diverse piattaforme).

#5 Il set­tore avrà sem­pre più biso­gno di redat­tori ben adde­strati sul mobile e che soprat­tutto sap­piano rac­con­tare le sto­rie attra­verso le diverse piat­ta­forme. Per que­sto da qui a pochi anni a venire, una per­sona che non sarà capace di lavo­rare nelle diverse piat­ta­forme non tro­verà più lavoro.

#6 Con­cen­trate sem­pre la vostra atten­zione sulle sto­rie da rac­con­tare, avere fiuto per le sto­rie, rico­no­scere le più inte­res­santi è sem­pre la qua­lità migliore per un gior­na­li­sta, le sto­rie sono più impor­tanti delle piat­ta­forme, non si tratta di essere “digi­tal first” o “print first”, è neces­sa­rio essere “story first”. Ma una volta che avete una sto­ria è fon­da­men­tale capire qual è il modo migliore per svi­lup­pata nelle diverse piat­ta­forme. Dovete inol­tre capire come le per­sone con­su­mano l’informazione attra­verso i diversi mezzi del “media quartet”.

Ah, un’utima nota: non fos­si­liz­zia­moci troppo sul numero quat­tro, magari fra poco diven­terà un quin­tetto (o un sestetto), Goo­gle Glass o qual­che altro device indos­sa­bile (sui quali le grandi mar­chi della tec­no­lo­gia sem­bra vogliano pun­tare molto) potrebbe essere le pros­sime piat­ta­forme da tenere di conto.

mediaquartet

 

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Lelio Simi

giornalista, content curator at DataMediaHub
Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha un blog personale "Senzamegafono".
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