Traffico versus Comunità

«Testa­te onli­ne cosa sta­te facen­do, inse­gui­te anco­ra solo il traf­fi­co o sta­te pen­san­do seria­men­te a svi­lup­pa­re comu­ni­tà? Se sono sono solo i nume­ri che sta­te cer­can­do pos­so dir­vi che i gior­ni del­la valu­ta­zio­ne di un sito uni­ca­men­te dal­la quan­ti­tà di traf­fi­co fine a se stes­so sono fini­ti». Sin­te­tiz­zo così, un po’ bru­tal­men­te, News web­si­tes: Are you buil­ding traf­fic or com­mu­ni­ty un arti­co­lo recen­te del gior­na­li­sta John Robin­son, una vita (pro­fes­sio­na­le) spe­sa nel­le testa­te loca­li ame­ri­ca­ne e oggi ani­ma­to­re di un pro­prio blog “Media disrup­ted” che è nei miei favo­ri­ti da tem­po.

Ovvia­men­te ridur­re tut­to a una que­stio­ne “traf­fi­co vs comu­ni­tà” è una for­za­tu­ra. Però ser­ve a met­te­re in evi­den­za una que­stio­ne che ci sta par­ti­co­lar­men­te a cuo­re: la con­di­zio­ne che oggi per­met­te a un sito di infor­ma­zio­ne loca­le di soprav­vi­ve­re per lun­go tem­po è di esse­re una testa­ta onli­ne pro­fon­da­men­te coin­vol­ta con la pro­pria comu­ni­tà e che con que­sta comu­ni­tà sia capa­ce di lavo­ra­re e cre­sce­re assie­me. Sì lo so, la quan­ti­tà del­le page­view, dei “mi pia­ce”, dei click sui “display adver­ti­sing” è anco­ra vin­cen­te nel­le logi­che di inve­sti­men­to sul­la qua­li­tà del­le rela­zio­ni che con­cre­ta­men­te quel­le page­view, quei “mi pia­ce” dovreb­be­ro gene­ra­re.

Ma è pro­ba­bi­le che, come sostie­ne Robin­son, anche gli inve­sti­to­ri pub­bli­ci­ta­ri stia­no sem­pre più capen­do che la quan­ti­tà fine a se stes­sa non por­ti mol­to lon­ta­no e che oggi ser­vo­no nuo­ve metri­che per misu­ra­re il valo­re dei con­te­nu­ti (sareb­be dav­ve­ro mol­to bel­lo pen­sa­re che que­sto avven­ga anche qui da noi in Ita­lia). Que­sto è un argo­men­to sul qua­le, nel nostro pic­co­lo, abbia­mo par­la­to spes­so e a que­sto pro­po­si­to fac­cio solo due segna­la­zio­ni: un mio arti­co­lo Media Volon­ta­ri e vec­chie metri­che e uno (tra i tan­ti dedi­ca­ti a que­sto tema) di Pier Luca San­to­ro Il Tem­po del­le Metri­che.

Il pro­ble­ma è che la quan­ti­tà è un para­me­tro da sem­pre più faci­le da misu­ra­re che non la qua­li­tà, ed è più sem­pli­ce da per­se­gui­re nell’immediato spin­gen­do fino all’esasperazione su deter­mi­na­ti temi e uti­liz­zan­do mez­zuc­ci vari. L’interazione con la comu­ni­tà inve­ce richie­de tem­po, risor­se, com­pe­ten­ze spe­ci­fi­che e un lavo­ro a lun­go ter­mi­ne.

Ma se il valo­re di un gior­na­le onli­ne loca­le sta nel­la comu­ni­tà (nel­le inte­ra­zio­ni, nel­le con­ver­sa­zio­ni gene­ra­te con essa) qua­li sono le azio­ni che con­cretamen­te una reda­zio­ne può/deve attua­re? John Robin­son ha qual­che idea in pro­po­si­to.

Per cari­tà nien­te di tra­scen­den­ta­le o di asso­lu­ta­men­te nuo­vo: mol­to buon sen­so e alcu­ni sug­ge­ri­men­ti che pos­so­no esse­re un’ottima base per gene­ra­re (alme­no spe­ro) una discus­sio­ne. Cer­to, John par­te ovvia­men­te dal­la real­tà dei gior­na­li loca­li ame­ri­ca­ni, ma qua­si tut­to può esse­re let­to e uti­liz­za­to anche qui da noi. Segna­lo solo alcu­ne del­le idee pro­po­ste da Robin­son (che ho tra­dot­to e alle qua­li ho aggiun­to qual­co­sa di mio) per­ché su que­sto tema vor­rei tor­na­re con qual­che rifles­sio­ne più appro­fon­di­ta e arti­co­la­ta. Nel frat­tem­po ecco:

#1 Con­cen­tra­te­vi sul­le sto­rie che con­ta­no, sto­rie che dan­no solu­zio­ni ai pro­ble­mi del­la gen­te, sto­rie che fan­no capi­re qua­li lavo­ri devo­no esse­re fat­ti, sto­rie che par­la­no dei dirit­ti e dei tor­ti. Sap­pia­te col­le­ga­re gli even­ti nazio­na­li con­cre­ta­men­te con la real­tà loca­le. Non per­de­te tem­po con il gos­sip, date alla gen­te una ragio­ne per veni­re diret­ta­men­te sul vostro sito.

#2 Crea­te wiki o altri stru­men­ti onli­ne che per­met­ta­no ai let­to­ri di segna­la­re le loro noti­zie. In par­ti­co­la­re duran­te even­ti che col­pi­sco­no l’intera comu­ni­tà sap­pia­te fare dav­ve­ro bene, oltre che al tra­di­zio­na­le lavo­ro di cro­na­ca sul cam­po, anche la cura dei con­te­nu­ti gene­ra­ti dagli uten­ti. Fac­cia­mo in modo che le per­so­ne si sen­ta­no invi­ta­te a con­di­vi­de­re con­te­nu­ti con noi, a par­te­ci­pa­re al nostro lavo­ro (e noi dimo­stria­mo che sia­mo inte­res­sa­ti al loro con­tri­bu­to con con­ti­nui­tà non solo nel momen­to in cui abbia­mo urgen­za di ser­vir­ce­ne).

#3 Miglio­ra­te la vostra atti­vi­tà, l’interazione e il vostro “appeal” sui vostri pro­fi­li social: trop­po spes­so nei pro­fi­li uffi­cia­li del­le testa­te vie­ne mes­so un link ad un arti­co­lo e nien­te più che un sem­pli­ce tito­lo (con l’aggiunta al mas­si­mo di un, spes­so inu­ti­le, “cosa ne pen­sa­te?”). L’utilizzo dei social per pro­muo­ve­re i con­te­nu­ti deve ave­re come obiet­ti­vo quel­lo di gene­ra­re rela­zio­ni intor­no ai quei con­te­nu­ti. Dimo­stra­te che è quel­lo che real­men­te vi inte­res­sa e non tra­sfor­ma­te i vostri pro­fi­li sem­pli­ce­men­te in una “disca­ri­ca di link”.

#4 Cono­sce­te e rap­pre­sen­ta­te meglio la vostra comu­ni­tà. Qual è, ad esem­pio, la sua com­po­si­zio­ne socia­le? Il gior­na­le la rap­pre­sen­ta ade­gua­ta­men­te dan­do il giu­sto peso ad ognu­na del­le sue diver­se com­po­nen­ti? La fina­li­tà di un gior­na­le dovreb­be esse­re quel­la di rac­con­ta­re la sua com­ples­si­tà non quel­la di dare voce solo ad alcu­ne par­ti di essa (e sem­pre alle stes­se).

Con­ti­nuia­mo insie­me que­sta lista? Aspet­tia­mo idee e sug­ge­ri­men­ti.

Papers

Lelio Simi

giornalista, content curator at DataMediaHub
Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Di strategie e marketing editoriale scrive su pagina99. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha tenuto per quattro anni un blog personale "Senzamegafono".
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Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Di strategie e marketing editoriale scrive su pagina99. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha tenuto per quattro anni un blog personale "Senzamegafono".

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