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Traslocare bit: dalla nuvola alla casa di proprietà del Giornalaio

Da una parte c’è un bel blog ospitato dalla piattaforma WordPress.com, dall’altro un ampio progetto condiviso che prevede un blog self-hosted, cioè installato su una propria macchina server a partire da un CMS (Content Management System) open-source, scaricabile da WordPress.org. Parlo naturalmente del blog Il Giornalaio di Pier Luca Santoro e di Datamediahub, che avete davanti in questo momento.

Ma come passare da un’installazione all’altra senza perdere tutto (o impazzire)? Scordatevi il copia-incolla a mano, parliamo di più di 1800 post pubblicati in poco meno di cinque anni di attività. E comunque la regola aurea rimane sempre la stessa: “se devi fare una cosa più di una volta, falla fare al computer“. Li abbiamo costruiti per questo, no? Per fortuna WordPress mette a disposizione ottimi strumenti di gestione del proprio blog, per cui seguendo una procedura abbastanza lineare è possibile effettuare la migrazione con successo e in poco tempo.

Il primo passo? Ricerca libera su internet! Sembra banale, ma è il modo con cui trovare il 99% delle risposte di cui si ha bisogno, soprattutto se si tratta di questioni tecniche che riguardano il web stesso. Il restante 1% è composto da ciò che risolveremo da soli, in maniera originale, e che auspicabilmente condivideremo con il resto del mondo… andando così ad arricchire quel 99% di qualcun altro in cerca di risposte. Nel nostro caso ho semplicemente cercato “trasferimento da wordpress.com a wordpress.org” su Google…

Ho così trovato e seguito l’ottima guida di Dario Vignali, pubblicata a febbraio ma perfettamente adeguata anche al nuovo WordPress 3.8.x (al momento siamo arrivati al rilascio della versione 3.8.1). La strategia è semplice: la piattaforma permette di scaricare materialmente tutti i contenuti di un blog in un formato XML particolare, chiamato WXR. Tutto in un singolo file ben strutturato, che contiene sia i dati che i metadati (categorie, tag, autori ecc.). C’è da dire che se il blog da trasferire è molto grande, il principale problema sorge nel momento in cui si cerca di reimportare il file WXR nel nuovo sito, perché è necessario caricare un file a volte troppo grande (i web server hanno spesso dei limiti abbastanza stringenti per il caricamento dei file) e che richiede troppo tempo per essere elaborato.

La soluzione proposta da Dario è un software per Windows dal nome scontato, WordPress WXR File Splitter (“Ripartitore di File WXR di WordPress”), che permette appunto di separare il file troppo grande in porzioni più piccole e gestibili, senza distruggere la struttura interna del file (che è un semplice XML, quindi potete aprirlo e leggerlo con un qualsiasi editor di testo). A questo punto basta caricare i singoli file uno dopo l’altro e l’importazione complessiva va a buon fine. Questo è il caso in cui la strategia divide et impera funziona alla grande.

Va tenuto presente, poi, che l’importer è in grado di capire se il contenuto che sta importando è già presente o meno, per cui non ci sono problemi di duplicazione o sovrascrittura. Se il processo si dovesse interrompere bruscamente per un qualsiasi motivo, basta ricominciare con lo stesso file: tutto ciò che era già stato importato sarà ignorato. Anche l’ordine di importazione è indifferente: quello che conta è la data di pubblicazione dei singoli contenuti, non l’ordine con cui si importano.

Per chi non guarda finestre quando è al computer, c’è un semplicissimo script in python che da linea di comando separa il file originale in un numero fisso di parti. Per non perdere tempo, personalmente ho fatto così: ho caricato il file completo, aspettando una decina di minuti. Poi il processo si è interrotto per un qualche motivo ignoto, ma aveva importato quattro quinti dei post (l’ultimo post caricato risaliva a circa un anno fa). L’ho verificato facilmente, cercando nel file WXR il titolo dell’ultimo post importato: era in una riga a circa 4/5 del file! Ho usato quindi lo script suddetto per spezzare il file in 10 parti. Ho ricercato il titolo ed era finito nel nono file. Ho dovuto così importare solo il nono e il decimo file per completare il processo.

Ma nel frattempo Pier Luca aveva scritto altri post su Il Giornalaio! Nessun problema: ho scaricato nuovamente l’archivio dal blog, questa volta limitandomi ai soli ultimi post. Poi ho caricato il nuovo file e integrato l’archivio di Datamediahub.

Ultimo passaggio, il trasferimento del dominio da http://giornalaio.wordpress.com a http://www.datamediahub.it. WordPress ha una piattaforma di billing per vendere rapidamente alcuni servizi tra i quali proprio questo (costo 13 dollari l’anno), che elimina ogni disagio a chi aveva in passato linkato il blog del Giornalaio (per esempio citando un suo articolo in un post sul proprio blog), mantenendo validi anche i vecchi indirizzi. È stata necessaria però una piccola accortezza, oltre all’attivazione del servizio di Redirect di WordPress.com: lasciare identica la struttura degli indirizzi degli articoli, in modo da limitare il cambio al solo dominio. Così il post che prima si chiamava http://giornalaio.wordpress.com/anno/mese/giorno/nome_dell_articolo_1 ora si chiama http://www.datamediahub.it/anno/mese/giorno/nome_dell_articolo_1. Le impostazioni che riguardano la struttura degli indirizzi dei post sono nella pagina di amministrazione del blog, sotto la voce Impostazioni > Permalink. Se qualcuno ha avuto comunque problemi con i vecchi link agli articoli del Giornalaio può mandare una mail a info@datatamediahub.it.

Buon trasloco!

Alessio Cimarelli

Data scientist at Dataninja
Giornalista free-lance e sviluppatore web. Dopo la lau­rea in fisica all’Università Sapienza di Roma ha con­se­guito il master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste e ha comin­ciato a girare l’Italia, tra gior­na­li­, uffici stampa e ricerca pura. Co-fondatore di dataninja.it, attualmente collabora con varie testate ita­liane (Corriere della Sera, Secolo XIX, Wired) e alcune agen­zie edi­to­riali in ambito di svi­luppo web e data jour­na­lism. Mem­bro della comu­nità Spaghetti Open Data, ormai scrive quasi più in java­script e python che in ita­liano o inglese.
About Alessio Cimarelli 10 Articoli
Giornalista free-lance e sviluppatore web. Dopo la lau­rea in fisica all’Università Sapienza di Roma ha con­se­guito il master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste e ha comin­ciato a girare l’Italia, tra gior­na­li­, uffici stampa e ricerca pura. Co-fondatore di dataninja.it, attualmente collabora con varie testate ita­liane (Corriere della Sera, Secolo XIX, Wired) e alcune agen­zie edi­to­riali in ambito di svi­luppo web e data jour­na­lism. Mem­bro della comu­nità Spaghetti Open Data, ormai scrive quasi più in java­script e python che in ita­liano o inglese.

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