Metterci la Faccia

Mercoledì 12 febbraio scorso nella pagina Facebook de «La Stampa» è stato caricato un  post – con foto – con degli errori. Capita, chi non lavora non sbaglia, come si suol dire, anche se ovviamente l’obiettivo è sempre quello di far si che ciò non avvenga.

A causa dell’errore si stavano generando una serie di cattive interpretazioni che alimentavano un dibattito viziato dallo stesso. Ho quindi deciso di far rimuovere il post in questione ed al tempo stesso ho creduto opportuno spiegare e metterci la faccia.

Come mostra lo screenshot sottostante del post in questione, la scelta è stata apprezzata dai lettori con 102 di questi che hanno deciso di apporre il loro “mi piace” a supporto della stessa.

Metterci la Faccia

La comunità si è auto-moderata da sola “arginando” commenti comunque critici o fuori tema e, addirittura, qualcuno si è spinto sino a complimentarsi esplicitamente per la scelta commentando: “Tanto di cappello per aver ammesso l’errore ed averci messo la faccia. Dott. Santoro, lei è un professionista!”

FB La Stampa Errore

Questo quando pochi giorni prima a seguito della pubblicazione delle linee guida di comportamento per i canali social del quotidiano torinese l’attacco di un lettore si trasformava in un ringraziamento a fronte dalla risposta ottenuta. Cosa che qualcuno ha addirittura definito “da manuale”.

Metterci la faccia e rispondere, dialogare apertamente con il proprio pubblico di riferimento è essenziale. Sembra banale ma nella pratica quotidiana rappresenta, ahimè, ancora un’eccezione, come dimostra la sorpresa del lettore in questione per aver avuto risposta: “Grazie per aver risposto, è la prima volta che un giornale web risponde ad un post. Lo leggerò, grazie”.

FB La Stampa Grazie

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