Un Nerdblog per Datamediahub

Ogni tanto circolano in rete articoli dalle visioni apocalittiche: “la dittatura degli algoritmi” per esempio viene gridata come pericolo/emergenza (qui sul Corriere e su La Stampa), e la rete additata come l’origine di tutti i mali (Scalfari – che per istinto di sopravvivenza non leggo praticamente mai 😀 – addirittura dice che è la causa dell’ignoranza). Dipende molto da come vogliamo vivere queste fase di rivoluzione digitale con i suoi pregi e i suoi rischi. Cercare di acquisire competenze e strumenti per muoverci con consapevolezza, o rimpiangere i “bei tempi andati”? (Belli poi non si sa per chi…)
Eric Schmidt nel 2010 diceva

From the dawn of civilization until 2003 humankind generated five exabytes of data. Now we produce five exabytes every two days. And the pace is accelerating

Non penso che di fronte a questi dati, a tutto questo nuovo mondo, i giornalisti debbano stare seduti ad aspettare un lancio di agenzia da pubblicare, sognando il prepensionamento. Mentre i grandi editori annaspano, a fondo valle c’è una moltitudine di persone preparatissime che sta crescendo ogni giorno, che prenderà il sopravvento. E meno male, finalmente! Dice Aaron Pilhofer – direttore dell’Interactive news team del New York Times – che il giornalista non deve necessariamente sapere scrivere del codice, ma è molto meglio che sappia cosa il codice può permettergli di fare (più info qui).

mandela

I giornalisti del Messaggero che hanno scritto l’articolo biografico su Nelson Mandela, queste competenze evidentemente non le avevano. Non sapevano che salvando anticipatamente l’articolo sul loro sistema editoriale (o CMS) il titolo introdotto inizialmente, diventa poi parte integrante dell’indirizzo/url della pagina. Mandela è morto il 5 dicembre 2013, e ad oggi 29 gennaio 2014 l’url della pagina è ancora “Da sbloccare in caso di morte“. Quello che sta accadendo è molto più grande di noi, è necessaria un’alfabetizzazione generale rapidissima, diffusissima. E’ necessario che ciascuno di noi si rimbocchi le maniche e si metta ogni giorno a studiare, cercare di capire, informarsi, senza essere angosciati ma con una buona dose di umiltà.

Io ho scelto la strada più nerd (un termine diffusamente considerato negativo, ma bellissimo a mio giudizio – e comunque diversamente da quanto leggo su Wikipedia, non ho alcun problema di socializzazione!): voglio capire di più su codice e dati, sto imparando a fare molto più gioco di squadra di quanto non facessi quando lavoravo in giornali cartacei, acquisisco competenze, cerco di fare un piccolo passo avanti ogni giorno. Datamediahub è un progetto che ha questa filosofia: quello che abbiamo pensato fin qui con Pier Luca Santoro, Massimo Gentile, Lelio Simi e Alessio Cimarelli è di provare a fare qualcosa di nuovo, mescolare le nostre competenze, fare mash-up insomma pur vivendo tutti in città diverse, riuscendo a vedersi raramente, sentendosi tutti i giorni via mail.

Questa parte del sito si chiama Nerdblog in chiarissimo riferimento (ma con le dovute proporzioni!) al famosissimo Nerdblog di ProPublica, uno dei primi blog(luoghi) all’interno di giornali e progetti editoriali aperto per ospitare discussioni sul codice, sullo sviluppo. In Italia non so quanti altri ce ne siano, io personalmente non ne ho ancora visti: chiaramente se qualcuno ne conosce, sono gradite segnalazioni di link o case history.

Da queste parti ci occuperemo di varie cose, non solo prettamente nerd: si pensava di costruire un qualche glossario per definire meglio parole e concetti che stanno diventando sempre più ricorrenti ma spesso vanno approfondite (alzi la mano chi non ha sentito parlare di “BigData”, tanto per dirne una). L’idea è di condividere competenze, ma senza dare nulla per scontato. Possiamo imparare tutti, gli uni dagli altri, e sperimentare insieme. A chi va di provare? 🙂

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