Posted on 2 marzo 2013 by

Tyrannosaurus Rex

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Ieri, dopo tanta attesa, è stata appro­vata in Ger­ma­nia la legge sul copy­right sul Web  che in molti ave­vano ribat­tez­zato “legge anti-Google”.

Rispetto alle inten­zioni ini­ziali ed alle attese degli edi­tori tede­schi la legge è stata “annac­quata” e, come rife­ri­sce il «The Finan­cial Times», all’ultimo momento nella legge è stato inse­rito un para­grafo che con­sente ancora di pub­bli­care pic­coli por­zioni di testo, estratti, senza chie­dere per­messo e pagare una fee per farlo.

La defi­ni­zione di estratto e la sua quan­ti­fi­ca­zione in ter­mini di numero di parole darà pro­ba­bil­mente spa­zio ad una nego­zia­zione tra Goo­gle e gli edi­tori teu­to­nici per quanto riguarda Goo­gle News, così come già avve­nuto in Bel­gio ed in Fran­cia recen­te­mente, che non è dif­fi­cile pre­ve­dere si con­clu­derà con l’ennesima vit­to­ria di Pirro.

Fonti notizie USA UK Germania

Gli edi­tori, alla dispe­rata ricerca di fonti di ricavo, vogliono far pagare Goo­gle per la pub­bli­ca­zione dell’anteprima dei loro con­te­nuti anche in Ita­lia, con la FIEG schie­rata in prima fila nella “sacra bat­ta­glia”, e più in gene­rale nel resto d’ Europa.

Goo­gle News genera se miliardi di click verso i siti d’informazione ed i cri­teri dell’algoritmo ten­dono a favo­rire i media tra­di­zio­nali por­tando di fatto un van­tag­gio non indif­fe­rente agli stessi.

Clau­dio Giua, Diret­tore svi­luppo e inno­va­zione del Gruppo Edi­to­riale L’Espresso, è inter­ve­nuto recen­te­mente sulla que­stione affer­mando che più che di Goo­gle News, che “non fa pub­bli­cità, quindi non sot­trae risorse agli edi­tori”, ma di Goo­gle in gene­rale e della sua straor­di­na­ria capa­cità di capa­cità di mone­tiz­za­zione di con­te­nuti altrui gra­zie alla “posi­zione di mono­po­li­sta della ricerca in rete e di semi-monopolista della pub­bli­cità sulla rete”.

Pec­cato che di fatto la rile­vanza in ter­mini di ingressi pub­bli­ci­tari per Goo­gle dalle noti­zie sia scarso o nullo come ha ben spie­gato [qui tra­dotto in ita­liano] Fré­dé­ric Fil­loux che ha ana­liz­zato le ricer­che effet­tuate dagli utenti e le key­words, le parole chiave di mag­gior valore, ven­dute a mag­gior prezzo da Goo­gle. 

La miglior sin­tesi su come affron­tare la que­stione è stata espressa da Louis Drey­fus, CEO di «Le Monde» dopo l’accordo rag­giunto in Fran­cia che spiega “…que­sto accordo non cam­bia il modello eco­no­mico della stampa e coloro che si basano sugli aiuti, siano essi il fondo di Goo­gle o i fondi sta­tali, per tirare avanti sba­gliano. I media pos­sono con­tare sola­mente su se stessi e sulla capa­cità di rin­no­vare la pro­pria offerta per uscire dalla crisi”.

Con­cetto che già nel 2007 Don Tap­scott e Antony D. Wil­liams in “Wiki­no­mics” espri­me­vano ricor­dando un con­cetto, che volendo ben vedere dovrebbe essere basico, tra i fun­da­men­tals di qua­lun­que impresa, scri­vendo che è la crea­zione di valore [aggiunto] per il cliente, per le per­sone, NON il con­trollo la rispo­sta da dare nella digi­tal economy.

Che molti edi­tori, molte testate, a cin­que anni di distanza non l’abbiano ancora com­preso è oltre­modo pre­oc­cu­pante, indice di men­ta­lità da Tyran­no­sau­rus Rex che rischia di por­tarli all’estinzione come mostra il video sot­to­stante nella mera­vi­gliosa ani­ma­zione 3D.

Update: Il NYTi­mes spiega che la legge “anti Goo­gle” è pas­sata solo al Bun­de­stag, non al Bun­de­srat e quindi non è ancora rati­fi­cata. inol­tre al Bun­de­srat hanno la mag­gio­ranza i verdi ed i social­de­mo­cra­tici e quindi, per quanto “annac­quata”, non è detto che passi. Credo che, comun­que, il mio ragio­na­mento resti valido. Com­ment is free!

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Attualmente è temporary manager come social media editor de «La Stampa» . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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