marzo 2013

Crocefisso Elettrico
Pubblicato il 31 marzo 2013 by Pier Luca Santoro

Buona Pasqua

I migliori auguri di una buona Pasqua a tutto coloro che inav­ver­ti­ta­mente, o meno, pas­sano per que­sta TAZ.

Un augu­rio par­ti­co­lare ai gior­na­lai, agli edi­co­lanti, peo­nes dell’editoria anche oggi al lavoro dall’alba per con­ti­nuare a dare il laico pia­cere del mat­tino a coloro che ancora lo apprezzano.

Crocefisso Elettrico

Giornali al Vento
Pubblicato il 30 marzo 2013 by Pier Luca Santoro

Il Paywall Aumenta le Vendite del Cartaceo

Sono pas­sati due anni da quando il «The New York Times» decise di innal­zare un muro, un “mete­red pay­wall”, ini­zial­mente con 20 arti­coli gra­tuiti ora scesi a 10, tra pole­mi­che e perplessità.

Ora sap­piamo che si è trat­tato di una scelta vin­cente con oltre 675mila abbo­nati all’edizione online.

Per l’occasione Journalism.co.uk ha inter­vi­stato Paul Smurl, Vice Pre­si­dente di NYTimes.com Paid Pro­ducts al New York Times Media Group, per fare il punto della situa­zione sul modello dei mete­red paywall.

Smurl, tra le altre cose, nell’intervista afferma:

We didn’t design this model to sup­port print but in fact what we’ve seen is an increase in home deli­very sub­scrip­tions, in par­ti­cu­lar on Sun­days, for the last seve­ral ABC periods since we laun­ched and an impro­ve­ment in trend in terms of print can­cel­la­tions and reten­tion and that has been a sur­prise to us.

Il pay­wall aumenta le ven­dite del cartaceo.

Giornali al Vento

Sul tema da leg­gere le con­si­de­ra­zioni e le pre­vi­sioni di Felix Salomon.

Condivisioni Temi
Pubblicato il 29 marzo 2013 by Pier Luca Santoro

Autorappresentazione & Condivisione dell’Informazione

Le con­di­vi­sioni sui social net­work sono un ele­mento essen­ziale nell’attuale eco­si­stema dell’informazione. Non si tratta sol­tanto di un ele­mento di traf­fic buil­ding ma di un para­me­tro signi­fi­ca­tivo dell’interesse e dell’attenzione nei con­fronti della testata e degli arti­coli, dell’informazione della testata stessa. Le con­di­vi­sioni sui social net­work creano brand aware­ness, noto­rietà di marca, e costrui­scono fidu­cia, gra­zie al pas­sa­pa­rola online degli utenti sul valore del giornale.

Tema “caldo” del quale discu­te­remo al Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo di Peru­gia il 24 aprile pros­simo nel panel “Social [In]Ability” , di cui sarò il mode­ra­tore, in cui, tra l’altro verrà pre­sen­tata in ante­prima nazio­nale la ricerca dell’Osservatorio sulle Nuove Forme di Con­sumo di Infor­ma­zione e sulle Tra­sfor­ma­zioni dell’Ecosistema Mediale dell’Università di Urbino su come si infor­mano gli italiani.

Sul tema delle con­di­vi­sioni 33Across, piat­ta­forma per la con­di­vi­sione sociale dei con­te­nuti part­ner di 625mila edi­tori, ha pub­bli­cato i dati dell’analisi effet­tuata que­sto mese delle con­di­vi­sioni delle per­sone delle 500 prin­ci­pali fonti d’informazione negli USA sud­di­vise in 24 categorie.

Dalla sin­tesi dei risul­tati emerge una dif­fe­renza estre­ma­mente rile­vante tra gli argo­menti più con­di­visi dalle per­sone e quelli che invece sono di mag­gior inte­resse, più clic­cati. Se noti­zie di attua­lità, poli­tica, ma anche intrat­te­ni­mento e gos­sip, sono i temi più clic­cati è ciò che ruota intorno alla scienza, ad argo­menti scien­ti­fici quello che viene mag­gior­mente con­di­viso dalle persone.

Una dico­to­mia che si può spie­gare sola­mente con il desi­de­rio di auto­rap­pre­sen­tarsi in maniera diversa da come si è real­mente. Ten­ta­tivo di pre­sen­tarsi agli occhi dei pro­pri con­tatti pro­iet­tando un’immagine di se desi­de­rata, non reale.

Com­por­ta­mento aspi­ra­zio­nale, “wan­nabe”, che può essere uti­liz­zato per la dif­fu­sione di argo­menti spe­ci­fici sui social media ma che non porta traf­fico al sito web.

Condivisioni Temi

Update: Sul tema da leg­gere Andrea Con­tino e Luca De Biase.

Utilizzo FB Smartphones
Pubblicato il 28 marzo 2013 by Pier Luca Santoro

Sempre Connessi

IDC ha con­dotto un son­dag­gio per conto di Face­book per inve­sti­gare come le per­sone usano gli smart­pho­nes. Sono stati inter­vi­stati online 7446 sta­tu­ni­tensi di età com­presa tra i 18 ed i 44 anni pos­ses­sori di un iPhone o di Android.

Dopo l’utilizzo della posta elet­tro­nica e la navi­ga­zione su Inter­net l’attività più popo­lare [70% dei rispon­denti] è quella di col­le­garsi a Face­book, seguono l’utilizzo di mappe e gio­chi. La let­tura di noti­zie è svolta nel 44% dei casi.

Secondo i risul­tati pub­bli­cati, nei primi 15 minuti dal risve­glio 4 per­sone su 5 con­trol­lano il pro­prio smart­phone. Il 69% del cam­pione lo uti­lizza appena sve­glio, per­cen­tuale che sale all’89%  per la fascia di età 18–24 anni.

L’utilizzo dello smart­phone è costante nell’arco della gior­nata e si tri­plica durante i fine set­ti­mana. I social, Face­book in pri­mis ma anche Twit­ter e Lin­ke­din sono uti­liz­zati costan­te­mente durante le atti­vità quo­ti­diane dallo shop­ping alla pre­pa­ra­zione dei pasti pas­sando per cinema, pale­stra ed eventi.

L’eccitazione viene tra­smessa uti­liz­zando Insta­gram, aggior­nando Lin­ke­din o man­dando un mes­sag­gio diretto via Twit­ter, men­tre la curio­sità è sod­di­sfatta attra­verso Face­book, Twit­ter ed Instagram.

La gra­fica di sin­tesi sot­to­stante rias­sume le atti­vità più comu­ne­mente svolte su Face­book e la loro inten­sità. Dopo la let­tura delle noti­zie pro­ve­nienti dai pro­pri con­tatti i gio­chi sono la prin­ci­pale, seguono i gruppi di interesse.

Siamo sem­pre con­nessi, le inte­ra­zioni sociali sono costanti. Le imprese posso sce­gliere di par­te­ci­pare, con edu­ca­zione, alla con­ver­sa­zione o esserne estro­messe se adot­tano moda­lità non  con­sone, non adeguate.

Utilizzo FB Smartphones

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Pubblicato il 27 marzo 2013 by Pier Luca Santoro

Gamification ed Engagement

Nel tempo speso sul sito del gior­nale l’industria dell’informazione ha un indi­ca­tore impor­tante del livello di coin­vol­gi­mento effet­tivo del let­tore. L’implementazione di tec­ni­che ricon­du­ci­bili alla gami­fi­ca­tion può essere ele­mento di grande ausi­lio poi­ché l’applicazione all’informazione con­sente di appro­fon­dire l’esperienza del let­tore, delle per­sone, crea coin­vol­gi­mento e par­te­ci­pa­zione, miglio­rando com­ples­si­va­mente di riflesso le per­for­mance di busi­ness aziendali.

E’ una tesi che sostengo da tempo anche in que­sti spazi e sulla quale attual­mente sto lavo­rando per un impor­tante player nel video-giornalismo partecipativo.

Tema che ahimè con­ti­nua a restare asso­lu­ta­mente mar­gi­nale in Ita­lia ed ancor più, se pos­si­bile, per quanto riguarda l’editoria ita­liana e che sarà trat­tato al Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo di Peru­gia il 25 aprile pros­simo nel panel “La gami­fi­ca­tion dell’informazione fun­ziona”, di cui sarò il mode­ra­tore, in cui ver­ranno illu­strati casi con­creti e testi­mo­nianze sul tema.

In attesa di quel giorno la con­ferma arriva da Gygia, impresa sta­tu­ni­tense che for­ni­sce le infra­stut­ture per gami­fi­care il pro­prio sito web, che ha pub­bli­cato un’infografica di sin­tesi dei risul­tati dei pro­pri clienti, tra i quali figu­rano, per citarne alcuni del mondo dei media, For­bes e MTV, che for­ni­sce i dati sugli obiet­tivi rag­giunti secondo l’analisi di un miliardo di interazioni.

Dai dati pub­bli­cati emerge come gra­zie alla gami­fi­ca­tion i com­menti siano aumen­tati del 13%, le con­di­vi­sioni su Twit­ter, Face­book e gli altri social net­work del 22% e la ricerca di con­te­nuti sia cre­sciuta di ben il 66% con un tasso di coin­vol­gi­mento com­ples­sivo che ha aumen­tato l’engagement dei visi­ta­tori media­mente di quasi un  terzo [29%].

La gami­fi­ca­tion funziona.

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