febbraio 2013

Elezioni Browser Unici Corriere Repubblica
Pubblicato il 28 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

I Risultati Elettorali dei Quotidiani Online

Dal mio per­so­nale ter­mo­me­tro attra­verso i gruppi di edi­co­lanti su Face­book pare che la noti­zia epo­cale delle dimis­sioni di del Papa non abbiano sor­tito un effetto sulle ven­dite dei gior­nali nelle riven­dite, poco meglio sem­bra sia andata anche per quanto riguarda i giorni delle elezioni.

Sono allora andato a veri­fi­care i dati Audi­web delle prin­ci­pali testate d’informazione online, non tanto per acqui­sire i valori asso­luti, la cui affi­da­bi­lità dovrebbe, final­mente, miglio­rare da set­tem­bre di quest’anno gra­zie alla rile­va­zione dell’audience in mobi­lità, quanto per vedere il trend, che al suo interno è omogeneo.

Se l’11 feb­braio, giorno dell’annuncio delle dimis­sioni del Papa, si nota un lieve picco rispetto alla media dei bro­w­ser unici dei quo­ti­diani online, è il secondo giorno delle ele­zioni, il 25 feb­braio, che si vede una vera e pro­pria esplo­sione sia dei bro­w­ser unici che delle pagine viste per quasi tutte le testate.

Stra­to­sfe­rico l’incremento per l’oligopolio dell’informazione online nostrana con Repubblica.it e Corriere.it che rispet­ti­va­mente schiz­zano da 2,7 e 2,4 milioni di bro­w­ser unici del 22 feb­braio a 5,5 e 4 milioni del 25 feb­braio. In fun­zione di un numero estre­ma­mente ele­vato di pagine viste, 86.8 milioni per Repub­blica, il tempo medio di per­ma­nenza sul sito web rag­giunge i 20 minuti per il quo­ti­diano diretto da Ezio Mauro e 18 minuti per quello di De Bortoli.

Elezioni Browser Unici Corriere Repubblica

Numeri, in valori asso­luti infe­riori, ma incre­menti anche in que­sto caso dav­vero impor­tanti, sem­pre a tri­pla cifra, per tutti gli altri quo­ti­diani online che regi­strano sem­pre una cre­scita vicina o supe­riore al rad­dop­pio del numero di bro­w­ser unici come nel caso di La Stampa, Il Sole24Ore, Il Fatto, Il Mes­sag­gero ed Il Gior­nale, che addi­rit­tura tri­plica, e L’Unità, che però tra i quo­ti­diani nazio­nali è la testata con i valori asso­luti più modesti.

Così non è invece com­ples­si­va­mente per i quo­ti­diani locali dove gli incre­menti, che pure vi sono, hanno un’entità deci­sa­mente più modesta.

Tra le testate all digi­tal, di cui Audi­web Report for­ni­sce i dati sola­mente di alcuni di loro esclu­dendo nel trend gior­na­liero Lin­kie­sta ed il Post, impen­nata di Huf­fing­ton Post Ita­lia il 25 men­tre Let­tera 43 addi­rit­tura cala quel giorno per invece, in con­tro­ten­denza rispetto a tutti gli altri quo­ti­diani online, cre­scere il 26. Come mostra il gra­fico di di sin­tesi sot­to­stante per entrambe le testate con­si­de­rate i numeri restano comun­que mode­sti rispetto alle ver­sioni online dei quo­ti­diani nazio­nali che hanno sem­pre supe­rato abbon­dan­te­mente [ad esclu­sione di L’Unità] il milione di bro­w­ser unici.

Elezioni Browser Unici HuffPost Ita e Lettera43

Com­ples­si­va­mente sono stati 18,2 milioni i bro­w­ser unici per le edi­zioni online delle testate car­ta­cee incluso il cir­cuito Quotidiano.net e l’insieme dei quo­ti­diani locali del Gruppo Repubblica-Espresso. Numeri supe­riori 4 volte alle ven­dite dei quo­ti­diani su carta ed ai dati Audi­tel dello stesso giorno che però a par­tire dalle 18.30 nella fascia 18.30–20.30 ha avuto un’audience di 23,8 milioni di per­sone per arri­vare a 30,6 tra le 20.30 e le 23.00; un dato non di troppo supe­riore a quello delle altre gior­nate se si esclude Men­tana che arriva a 3,3 milioni di tele­spet­ta­tori nel TG serale.

Se la gior­nata dei primi risul­tati elet­to­rali ha gene­rato pic­chi di traf­fico straor­di­nari per l’informazione online, frutto della ricerca imme­diata di noti­zie da parte del 30% della popo­la­zione ita­liana, fanno riflet­tere la for­tis­sima con­cen­tra­zione infor­ma­tiva con il 50% del totale dei bro­w­ser unici solo per i due “big players” ed i numeri ancora rela­ti­va­mente mode­sti delle testate solo online, chiaro segnale del valore del brand nato sulla carta che si tra­sfe­ri­sce all’online.

Pier Luca  Santoro Black & White
Pubblicato il 27 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

Intervistato 3

Con gli amici Marco Bram­billa e Gian­luca Die­goli per la loro ini­zia­tiva 91esimo minuto, un pod­cast su online, mar­ke­ting e din­torni, abbiamo fatto una chiac­chie­rata sull’industria dell’informazione.

Si discute a tutto campo di edi­to­ria par­tendo dalle edi­cole e dalla filiera distri­bu­tiva, aspetto che nelle pre­ce­denti inter­vi­ste non era stato trat­tato, per arri­vare alle pro­spet­tive per il futuro, pas­sando per CPM e modelli di busi­ness dell’informazione online e molto altro ancora. Finale a sor­presa con pre­vi­sioni da “cartamante”.

Buon ascolto.

=“http://2c1db00f8f1a0e89c853-d29cd0dc99a55e36d2e02c10e0b1d9f3.r15.cf3.rackcdn.com/91esimo-9.mp3”

Pier Luca  Santoro Black & White

A mar­gine, se vi inte­ressa anche il mondo dell’editoria libra­ria, con­si­glio di ascol­tare l’intervista a Filippo Pre­to­lani “edi­tore liquido” visio­na­rio nel senso posi­tivo del termine.

BGC Follow-Surplus-ex2
Pubblicato il 26 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

Il Valore dei Media Online

Nella mia rubrica per l’European Jour­na­lism Obser­va­tory sin­tesi e com­mento dei risul­tati di un inte­res­sante stu­dio pro­dotto da The Boston Con­sul­ting Group secondo il quale gli sta­tu­ni­tensi rica­vano mag­gior valore dai media online, al netto dei costi asso­ciati, che dai media tra­di­zio­nali, dall’offline.

Buona let­tura.

BGC Follow-Surplus-ex2

La notizia
Pubblicato il 25 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

La Notizia

Mala tem­pora cur­runt per l’editoria e per la carta stam­pata. I gior­nali con­ti­nuano a per­dere copie, la crisi di RCS, nono­stante i conti del solo «Cor­riere della Sera» siano posi­tivi, è il ter­mo­me­tro della feb­bre di tutto il set­tore, anche, nel nostro Paese e il Web e il digi­tale, ad oggi, sono ben lon­tani dal garan­tire un recu­pero con­tri­bu­tivo significativo.

E’ in que­sto qua­dro che esor­di­sce «La Noti­zia» nuova testata, nuovo quo­ti­diano che sarà online dal 5 marzo pros­simo, dispo­ni­bile anche su smart­phone e tablet —  sia per iOs che Android  — e nelle edi­cole a par­tire dal 12 marzo in for­mato ber­li­ner ed una folia­zione di 24 pagine ad un prezzo di 0,80€ per cin­que giorni alla set­ti­mana. 25mila le copie stam­pate e distri­bu­zione selet­tiva limi­tata solo ai cen­tri cittadini.

Secondo le anti­ci­pa­zioni pub­bli­cate sul numero di feb­braio di «Prima Comu­ni­ca­zione» in uscita oggi, il taglio edi­to­riale è quello del gior­na­li­smo d’inchiesta e i respon­sa­bili dell’iniziativa dicono di ispi­rarsi al modello di Milena Gabanelli.

“Nè di destra nè di sini­stra: noi vogliamo inter­cet­tare il disa­gio, l’arrabbiatura della gente e sup­por­tare un’idea di Paese che si fonda sul merito” dichiara il Diret­tore Gae­tano Pedullà, che però aggiunge “se pro­prio vogliamo tro­vare una con­no­ta­zione poli­tica direi che è un gior­nale  ren­ziano ma lui non lo sa”.

L’edizione online avrà alcune aree dove ver­ranno rea­liz­zate delle inchie­ste “on demand” a pagamento.

Gestione interna della ven­dita pub­bli­ci­ta­ria, dalla quale ci si attende un milione di euro per il primo anno, e forse a breve la crea­zione di una vera e pro­pria con­ces­sio­na­ria.  Due sedi, a Milano e a Roma, 13 gior­na­li­sti, tutti soci all’1%, ed un piano dei costi di 2,3 milioni di euro.

Di que­sti tempi è dav­vero LA notizia.

https://twitter.com/LaNotiziaTweet/status/305665931793797122

Clicca per Accedere alla Versione Interattiva
Pubblicato il 24 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

Scenari Elettorali Interattivi

Ancora una volta il «The Guar­dian» batte tutti in quanto a qua­lità della pro­pria pro­po­sta editoriale.

Il quo­ti­diano bri­tan­nico per spe­ciale dedi­cato alle ele­zioni nel nostro Paese ha rea­liz­zato un gra­fico inte­rat­tivo che mostra con straor­di­na­ria sem­pli­cità ed altret­tanta chia­rezza i cin­que pos­si­bili sce­nari, e le rela­tive impli­ca­zioni, dei risul­tati elet­to­rali in Italia.

Il gra­fico è l’ennesima lezione di buon gior­na­li­smo da parte del gior­nale anglo­sas­sone che con­sente al let­tore di avere un’immediata com­pren­sione delle diverse opzioni pos­si­bili in seguito al voto. Inu­tile dire che il con­fronto con l’oligopolio dell’informazione online nostrana è impietoso.

Clicca per Accedere alla Versione Interattiva

Clicca per Acce­dere alla Ver­sione Interattiva

A mar­gine si segnala l’articolo del NYTi­mes “In Italy, Illu­sion Is the Only Rea­lity” la dice lunga sulla per­ce­zione oltreo­ceano dell’Italia e un gra­fico con gli ultimi son­daggi di ieri sulle Ele­zioni 2013 — dati pub­bli­cati dal gior­na­li­sta Fabri­zio Ron­do­lino sul suo pro­filo Face­book per “Disob­be­dienza civile” come, con­di­vi­si­bile, pro­te­sta rispetto alla ridi­cola cen­sura eser­ci­tata, anche, in tal senso.

Clicca per Accedere alla Versione Interattiva

Clicca per Acce­dere alla Ver­sione Interattiva

rimborso-Imu-lettera
Pubblicato il 23 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

Più Comunicativa per i Simboli Elettorali

Per le ele­zioni poli­ti­che del 24 e 25 feb­braio pros­simi si è avuto un vero e pro­prio boom di liste e sim­boli. Al Mini­stero dell’Interno sono state pre­sen­tate le richie­ste di par­te­ci­pa­zione di 215 con­cor­renti, ridotti a 169 dopo la sele­zione in base ai cri­teri di ammis­sione fis­sati dalla legge. Men­tre nel 2008 le liste e i sim­boli erano stati 181 e gli ammessi alla com­pe­ti­zione elet­to­rale 153, rispet­ti­va­mente 34 e 16 in meno.

Il Vimi­nale ha respinto molte liste “taroc­che” o “cloni”, pre­di­spo­ste per sot­trarre voti ai desti­na­tari con­traf­fatti. La corsa di tali liste è finita con l’affissione del loro sim­bolo nella bacheca delle richie­denti e tal­volta è pro­se­guita con il ricorso in Cassazione.

Nume­rosi con­tras­se­gni sono stati riman­dati ai pre­sen­ta­tori per avere entro 48 ore le modi­fi­che atte a evi­tare con­fu­sioni con altri, come disturbi agli elet­tori e alte­ra­zioni alla rego­la­rità del confronto.

I par­titi ita­liani e le leggi elet­to­rali di soste­gno chia­mano “sim­boli” i segni gra­fici distin­tivi dell’identità, com­po­sti da forme, figure, scritte, carat­teri e colori. L’elaborazione sin­te­tica di que­ste parti dovrebbe dare un aspetto este­riore ori­gi­nale all’organizzazione poli­tica, che la rea­lizza come rife­ri­mento evo­ca­tivo. Mira a con­fi­gu­rare un’identità pre­cisa per mis­sione, valori, logi­che di azione e com­por­ta­menti, tesi alla sod­di­sfa­zione di inte­ressi tipici di più o meno ampi set­tori della società.

Il sim­bolo può faci­li­tare il rico­no­sci­mento da parte dei cit­ta­dini del posi­zio­na­mento di un par­tito rispetto ai com­pe­ti­tori, orien­tarli nelle scelte e nelle inte­ra­zioni, garan­tirli nell’ambito di oscil­la­zione delle tat­ti­che di breve periodo per rap­porto all’identità di lungo, espressa fin dall’elaborazione gra­fica. Può indi­care un impe­gno assunto, incor­po­rato, più forte di qua­lun­que “con­tratto”, pro­pa­gan­dato in occa­sione di sca­denze elet­to­rali. E’ una com­po­nente dell’immagine, che motiva la scelta e rin­nova il legame dei cit­ta­dini, dà il senso delle comu­ni­ca­zioni e spinge alla mobi­li­ta­zione. Non può limi­tarsi ad essere una spet­ta­co­lare appa­ri­zione media­tica di una strut­tura a perdere.

Ogni elet­tore, anche con scarsa com­pe­tenza poli­tica, deve poter sen­tire, dagli usi evi­denti che un par­tito fa del suo sim­bolo, quali sono la signi­fi­canza e la pro­spet­tiva del gruppo dirigente.

rimborso-Imu-lettera

La signi­fi­canza è il modo con cui l’immagine e la comu­ni­ca­zione di un par­tito si legano all’esperienza per­so­nale e sono sen­tite coe­renti con le esi­genze indi­vi­duali, rile­vando quelle che pos­sono essere sod­di­sfatte dall’offerta poli­tica di chi, in quale misura e con che costi [Jean Marie Floch, Iden­ti­tés visuel­les, 1995].

I segni gra­fici usati dai par­titi ita­liani per evo­care la loro distin­ti­vità cor­ri­spon­dono poco alla deno­ta­zione e all’etimologia della parola “sim­bolo”, anche quando si tratta di prese in giro, con­traf­fa­zioni, osta­coli, sulla via dell’obiettivo elet­to­rale, rag­giun­gi­bile dalle forze orga­niz­zate per la com­pe­ti­zione politica.

Il “syn­bal­lein”, il met­tere assieme della deri­va­zione greca e il rac­co­gliere per inter­pre­tare il con­te­nuto latente dell’immagine [Jean Laplan­che et Jean-Baptiste Pon­ta­lis, 1967; Gian Luigi Bec­ca­ria, 1994], sono pre­senti solo in qual­che con­tras­se­gno d’antan, ere­di­tato da alcune liste attuali.

La coa­li­zione di Cen­tro­si­ni­stra, su sette par­titi com­po­nenti, ne ha due con rife­ri­menti simili: il Par­tito Socia­li­sta Ita­liano e la Sud­ti­ro­ler Volk­spar­tei; quella di Cen­tro, su tre com­po­nenti, ha l’UDC, che esi­bi­sce il vec­chio scudo cro­ciato con la scritta “Liber­tas”; il Cen­tro­de­stra, forte dei suoi nove com­po­nenti, vede la Lega Nord ripro­porre l’Alberto da Gius­sano delle ori­gini, con­tor­nato dai nomi nuovi, evi­den­ziati, di Maroni e Tre­monti. Il nome di quest’ultimo, anzi, era stato scritto “tre­Monti” con la M maiu­scola, forse per ridi­men­sio­nare per iscritto il Pre­si­dente del Con­si­glio del governo tec­nico, che ha avuto l’opposizione dei leghi­sti fin dalla costi­tu­zione, salvo poi ricredersi.

Il gruppo dei par­titi Ita­lia dei Valori + Rifon­da­zione Comu­ni­sta + Comu­ni­sti Ita­liani + Verdi + Movi­mento Aran­cione, riu­niti sotto il nome di Rivo­lu­zione Civile, è rap­pre­sen­tato da un sim­bolo con un pro­filo del “Quarto Stato” di Pel­lizza da Vol­pedo, sovra­stato dal cognome del lea­der, l’ex pro­cu­ra­tore aggiunto di Palermo Anto­nio Ingroia. Il logo è inse­rito in un cer­chio a colori giallo aran­cio e rosso fra­gola. E’ uno dei pochi con­tras­se­gni evo­ca­tivi della pro­po­sta poli­tica por­tata avanti, forse anche per merito della con­su­lenza di un pro­fes­sore di tec­no­lo­gie appli­cate alla comu­ni­ca­zione dell’Università di Roma La Sapienza.

Chi guarda i sim­boli delle liste “taroc­che”, “cloni”, “civette”, di “disturbo” rimane col­pito da quelle espli­ci­ta­mente pro­vo­ca­to­rie, come il Movi­mento Bunga Bunga, ispi­rato al Movi­mento 5 Stelle di Grillo, Angeli della Terra, che dall’alto del tri­co­lore ita­liano pro­cla­mano: “L’Italia ai cit­ta­dini”, Civiltà Rurale Svi­luppo, che si adorna della testa di un cervo e di spi­ghe di grano, con imma­gini in verde su fondo giallo ed è con­cor­rente dell’Alleanza per la Terra-Economia e Società Verdi, che dise­gna il map­pa­mondo e il let­te­ring in verde, ma fa risal­tare una spiga dorata dalla stri­scia cen­trale della parola “Terra”, scritta in grande. Sem­pre in quest’area “eco­lo­gica” il Fronte Verde mette sul sim­bolo un arciere, che tira al riparo di un’onda tri­co­lore, né manca il FDE– Fede­ra­li­sti Demo­cra­tici Euro­pei, che di stelle ne hanno una tren­tina e le coniu­gano con l’airone dell’IDV. Il più tarocco è un Fra­telli d’Italia, con la deno­mi­na­zione piaz­zata sopra un guer­riero in arma­tura, che cavalca un cavallo al galoppo su una ban­diera italiana.

Anche le Leghe non man­cano. Sono Lombardo-Veneta, Padana, della Lom­bar­dia, Liga Veneta-Repubblica, per Maroni Pre­si­dente e l’Unione Padana.

Per rea­liz­zare l’unità uni­ver­sale dei mili­tanti della Chiesa di Gesù Cri­sto si bat­tono i cit­ta­dini romani, che affer­mano, rigo­ro­sa­mente in latino, di par­teg­giare per la teo­cra­zia cristiana.

Tra voti per la Camera e per il Senato gli elet­tori si tro­ve­ranno ad avere a che fare con più di 25 liste e sim­boli. Que­sti ultimi sono pre­va­len­te­mente “nomi­na­tivi”, ripren­dono il nome del lea­der o “pro­gram­ma­tici”, indi­cano cioè la mis­sione o i valori di riferimento.

In que­sta ampia ico­no­gra­fia i colori bianco, rosso e verde tra­boc­cano anche nel Cen­tro­si­ni­stra per i sim­boli del PD, di SEL e dei Moderati.

Al Cen­tro il con­tras­se­gno della lista di Fini gioca con il verde, l’azzurro e un timido tri­co­lore, a com­ple­mento del nome, grande, del lea­der e di Futuro e Libertà, scritto più pic­colo; Scelta Civica pre­fe­ri­sce il bianco e l’azzurro per il sim­bolo, che adorna l’head line “Con Monti per l’Italia” per mezzo di una scia tri­co­lore in stile pat­tu­glia acro­ba­tica dell’Aeronautica Militare.

Ber­lu­sconi Pre­si­dente fa lo stesso uso della ban­diera ita­liana per il Popolo della Libertà, tra­sfor­man­dola in un quasi con­fine tra il nome del par­tito e il suo, men­tre Fra­telli d’Italia annoda la stri­scia tri­co­lore a Cen­tro­de­stra Nazio­nale e la Destra-Storace parte da una base uguale per pro­ten­dere una fiac­cola (luce o arma?).

Infine il MIR-Moderati in Rivo­lu­zione di Giam­piero Samorì, avvo­cato di Modena, dise­gna un logo che avvolge la peni­sola in un nastro rosso, bianco e verde per segna­lare l’urgenza di rea­liz­zare un “pro­gramma capi­ta­li­stico, che mette al cen­tro dell’attenzione l’impresa, i lavo­ra­tori e i con­su­ma­tori” e non distrugge le aziende private.

Per essere più comu­ni­ca­tivi i sim­boli delle liste elet­to­rali ita­liane devono essere non solo este­ti­ca­mente pia­ce­voli e al ser­vi­zio dei lea­der, ma espres­sivi di mis­sioni, valori di rife­ri­mento, forza orga­niz­za­tiva, logica di azione verso la società e d’interazione con i cittadini.

Nell’attesa…..

Mass 4 di RF

Evo­lu­zione dal modello di opi­nion giving al modello di opi­nion sharing

Newsstand
Pubblicato il 22 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

Pricing e Risultati

«The Eco­no­mist» negli ultimi mesi del 2012 ha cam­biato la pro­pria poli­tica di pri­cing per quanto riguarda gli abbo­na­menti alla rivi­sta per il mer­cato sta­tu­ni­tense offrendo la ver­sione car­ta­cea e quella digi­tale senza distin­zione allo stesso prezzo di 127$ [96,1€] e pro­po­nendo il bundle, il pac­chetto carta + digi­tale a 160$ [121,1€].

Al con­ve­gno “Digi­tal Media Stra­te­gies” che si è tenuto in que­sti giorni a Lon­dra tra i vari rela­tori è inter­ve­nuto anche Nick Blun­den, respon­sa­bile di tutta l’area digi­tal del set­ti­ma­nale anglo­sas­sone che ha par­lato pro­prio delle stra­te­gie di prezzo  e dei risul­tati ottenuti.

Secondo quanto ripor­tato il 75% dei nuovi abbo­na­menti dopo il cam­bio di prezzo com­prende la ver­sione car­ta­cea della rivi­sta con un 25% di sot­to­scri­zioni alla sola ver­sione car­ta­cea, che comun­que dà accesso anche all’edizione online, e ben il 50% di abbo­na­menti sono per il pac­chetto carta + digi­tale nono­stante que­sto costi il 25% in più come sopra ripor­tato. Solo il restante 25% va alla ver­sione esclu­si­va­mente digitale.

In un momento in cui la ten­sione per il recu­pero dei ricavi è alle stelle «The Eco­no­mist» rie­sce ad alzare i prezzi e dun­que di riflesso, come giu­sta­mente viene evi­den­ziato, a garan­tirsi una migliore mar­gi­na­lità a con­ferma della rela­tiva ine­la­sti­cità della domanda per l’informazione di qualità.

E’ anche la con­ferma di come in un ambiente, in un eco­si­stema dell’informazione sem­pre più mul­ti­piat­ta­forma la carta con­ti­nui a gio­care un ruolo essenziale.

Newsstand

Marameo
Pubblicato il 21 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

Zitto e Nuota

Maria Petre­scu per Inter­vi­stato, inte­res­sante ini­zia­tiva edi­to­riale di video-giornalismo in Rete di cui è co-fondatrice, mi ha, appunto, inter­vi­stato su gior­nali, modelli di busi­ness e il futuro dell’editoria.

Ven­ti­cin­que minuti circa a tutto campo sui temi di mag­giore attua­lità in que­sto momento per quanto riguarda lo stato attuale dell’industria dell’informazione e le pro­spet­tive per il futuro.

Pro­prio per quanto riguarda il futuro ragio­ne­vol­mente pre­ve­di­bile, e di quanto e come quel che accade oltreo­ceano possa essere d’insegnamento rela­ti­va­mente a ciò che potrebbe avve­nire nel nostro Paese a distanza di tempo, a par­tire dal minuto tre del video, parlo di zuppe pronte, guerre puni­che e rispol­vero una datata bar­zel­letta che si con­clude con “zitto e nuota”.

Un’altra delle cose che dico in que­sti 25 minuti, regi­strati la set­ti­mana scorsa, è che la corsa affan­nosa ai volumi di traf­fico per­lo­più non ha senso e ieri viene pub­bli­cato que­sto arti­colo: “Publi­shers Opt Out of the Page­view Rat Race”

Se, dopo aver visto il video, ave­ste voglia di dirmi che ne pen­sate l’apposito spa­zio dei com­menti è sem­pre aperto senza cen­sure di sorta a tutto ciò che non sia aper­ta­mente spam pro­mo­zio­nale, appro­vando per­sino agli insulti.

- Clicca per Ingrandire -
Pubblicato il 20 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

Agende e Analfabetismi Digitali

Si parla, poco, dav­vero troppo poco, dell’agenda digi­tale per l’Italia, ma forse non tutti sanno che la que­stione è da inse­rire nella più ampia agenda digi­tale Euro­pea, pro­gramma di ampio respiro con obiet­tivi spe­ci­fici alle quali ogni stato mem­bro dell’Unione Euro­pea deve adem­piere entro il 2020 ed una serie di sotto-obiettivi con avan­za­menti biennali.

Per quanto riguarda il bien­nio 2013–2014 l’UE ha sta­bi­lito una lista di prio­rità, di obiet­tivi da rag­giun­gere in que­sti due anni, con  7 aree di inter­vento e 101 azioni che i governi di cia­scun Paese devono intra­pren­dere allo scopo. Le 7 macroa­ree sono:

  1. Mer­cato unico digitale
  2. Inte­ro­pe­ra­bi­lità e standard
  3. Fidu­cia e sicurezza
  4. Accesso a Inter­net veloce e ultra-veloce
  5. La ricerca e l’innovazione
  6. Miglio­rare l’alfabetizzazione digi­tale, le com­pe­tenze e l’inclusione
  7. Abi­li­ta­zione dei bene­fici deri­vanti dall’ICT per la società dell’UE

Nell’area dedi­cata all’agenda digi­tale euro­pea viene visua­liz­zata una sco­re­board, un cru­scotto gra­fico che indica il livello di avan­za­mento rela­ti­va­mente agli obiet­tivi definiti.

Ne esi­ste una gene­rale della media di tutte le nazioni ed una per cia­scun Paese. Sot­to­ri­por­tate quella gene­rale e quella rela­tiva all’Italia così da mostrare a colpo d’occhio quale e quanta sia la distanza del nostro Paese rispetto alla media del totale delle nazioni dell’Unione Europea.

- Digital Agenda EU -

- Digi­tal Agenda EU -

- Digital Agenda Italy -

- Digi­tal Agenda Italy -

Sem­pre nell’area dedi­cata all’agenda digi­tale euro­pea è pos­si­bile visua­liz­zare gra­fi­ca­mente una mole impor­tanti di dati sul tema ed effet­tuare com­pa­ra­zioni al riguardo. Dati tutti di grande inte­resse la cui let­tura vale asso­lu­ta­mente il tempo speso. Anche in que­sto caso, come d’abitudine non posso che con­si­gliare di farlo.

Per­so­nal­mente ne ho sele­zio­nati, anche per sin­tesi, tre.

Il primo è rela­tivo al livello di alfa­be­tiz­za­zione infor­ma­tica della popo­la­zione ita­liana rispetto alla media dei 27 stati mem­bri ed indica con chia­rezza l’analfabetismo dila­gante nel nostro Paese, anche, sotto il pro­filo della capa­cità di uti­lizzo dell’ICT. Si noti come la scuola sia com­ple­ta­mente assente nel pro­cesso di for­ma­zione in tal senso.

Analfabeti Digitali

- Clicca per Ingrandire -

Gli altri due gra­fici sot­to­stanti sono ine­renti alla pene­tra­zione della let­tura di fonti d’informazione online, con il primo che mostra la ten­denza nel corso degli anni ed il con­fronto con la media UE, ed il secondo che foto­grafa la situa­zione nel 2011 [ultimo dato dispo­ni­bile] per cia­scuno stato membro.

In entrambi i casi balza all’occhio, ancora una volta, la distanza del nostro Paese dalla mag­gior parte delle altre nazioni ed ovvia­mente rispetto alla media degli stessi.

- Clicca per Ingrandire -

- Clicca per Ingrandire -

-  Clicca per Ingrandire -

- Clicca per Ingrandire -

Agende e anal­fa­be­ti­smo digi­tali. Com­ment is free.

Prezzo Vs Vendite Quotidiani inglesi
Pubblicato il 19 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

Aumento dei Ricavi dal Cartaceo

Men­tre il mondo della carta stam­pata si inter­roga su come recu­pe­rare dal digi­tale i ricavi calanti della ver­sione tra­di­zio­nale di gior­nali e rivi­ste, la rispo­sta par­rebbe essere molto più a por­tata di mano di quanto si possa cre­dere: alzare il prezzo di copertina.

Già nel 2012 uno stu­dio di Simon-Kucher & Part­ners, società di con­su­lenza inter­na­zio­nale spe­cia­liz­zata in stra­te­gie, mar­ke­ting, pri­cing e ven­dite, sui 25 prin­ci­pali quo­ti­diani sta­tu­ni­tensi  dimo­strava come la domanda di gior­nali fosse rela­ti­va­mente ine­la­stica e ad un aumento di prezzo non vi fosse cor­ri­spon­dente calo delle ven­dite por­tando com­ples­si­va­mente ad una cre­scita dei ricavi. Ele­mento con­for­tato da un’analisi equi­va­lente effet­tuata rela­ti­va­mente ai quo­ti­diani inglesi [non tabloid] che mostrava gli stessi risul­tati per il periodo 2007–2010.

A ulte­riore con­forto arri­vano ora i dati pub­bli­cati da The Media Brie­fing che ha ela­bo­rato i dati di ven­dita dei quo­ti­diani inglesi dal 2001 al 2012 e gli aumenti di prezzo degli stessi nel mede­simo arco temporale.

Emerge come a fronte di un aumento del prezzo medio dei gior­nali del 208% negli ultimi 11 anni le ven­dite siano calate “solo” del 36% nello stesso periodo.

Prezzo Vs Vendite Quotidiani inglesi

Prezzo medio che è influen­zato dal basso costo dei tabloid e che con­si­de­rando esclu­si­va­mente i quo­ti­diani “di qua­lità” anglo­sas­soni cre­sce con­si­de­re­vol­mente con una for­chetta che va da 1,40£ del «The Guar­dian» [1,60€] —  che però il sabato viene ven­duto a 2,30£ [2,67€] — sino alle 2,50£ del «The Finan­cial Times».

Come mostra il gra­fico di sin­tesi sot­to­stante tutti i quo­ti­diani, ad esclu­sione dell’Indipendent, hanno avuto una cre­scita dei ricavi dalle ven­dite della ver­sione car­ta­cea, ed è pro­prio il quo­ti­diano economico-finanziario lon­di­nese che a dispetto di ven­dite calanti ottiene la mag­gior cre­scita di ricavi con aumenti di prezzo anche due volte l’anno dal 2005 in poi.

A fronte del trend, che pare inar­re­sta­bile, di fles­sione delle ven­dite par­rebbe dav­vero che aumen­tare il prezzo non debba inti­mo­rire, anzi sia una pos­si­bi­lità da con­si­de­rare con atten­zione per aumen­tare i ricavi di quest’area.

Circulation Revenues

Older Posts