Quando Social Media Marketing e Buon Giornalismo Coincidono

L’engagement non è di per se stesso un obiettivo strategico nello sviluppo di un piano di social media marketing ma rappresenta uno dei principali parametri, se non IL parametro, per valutare la bontà delle azioni adottate.

Le poche volte in cui il termine inglese viene tradotto si utilizza, anche da parte del sottoscritto, come sinonimo coinvolgimento. Esiste però un altro termine che probabilmente è più adatto, più consono: ingaggiare. Termine che, come spiega il dizionario etimologico, significa impegnare, far si che qualcuno si impegni in una determinata azione.

Ingaggiare

Cory Bergman, per chi non lo conoscesse General Manager di Breaking News [NBC News], fondatore di Lost Remote [Mediabistro], co-fondatore di Next Door Media,  membro di Poynter e professore del Master of Communications in Digital Media dell’ University of Washington [e molto altro ancora], ha scritto un interessante articolo, tutto da leggere, su come misurare l’impatto di un articolo e più in generale del giornalismo. Nelle conclusioni scrive:

There still isn’t a trusted set of “impact metrics” for journalism, but as I’ve written before, I believe newsrooms must help create that connection by including action paths from current storytelling.   If we enable consumers to take action directly from stories — when they care the most — then we’re increasingly able to measure a given story’s impact.

Sostenendo in buona sostanza che l’abilitare le persone a svolgere un’azione di loro interesse e più in generale per la comunità di riferimento sia l’elemento perniante e premiante di valutazione del giornalismo. Tesi che mi sento di condividere in toto, e che, fortunatamente, è adottata anche alle nostre latitudini con quale caso di buone pratiche quotidiane.

La dimostrazione che, al di là di pregiudizi e ritrosie reciproche, social media marketing, se ben concepito rispetto agli obiettivi dell’impresa editoriale, e buon giornalismo possono assolutamente coincidere.

Sul tema da leggere la presentazione di Serena Carpenter, ricca di casi concreti su, appunto, [buon] giornalismo ed engagement.

[slideshare id=14276103&doc=engagement-f12-120913084928-phpapp02]

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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6 thoughts on “Quando Social Media Marketing e Buon Giornalismo Coincidono

  1. Il concetto di “ingaggio” è veramente centrale. Al master Iulm in social media marketing ad esempio se ne tratta ampiamente (me ne ha parlato moltissimo il mio socio che lo ha appena terminato). Progettare un piano editoriale che faccia ingaggio significa creare contenuti in grado di risuonare sul pubblico di riferimento. Per fare ciò occorre in prima istanza ASCOLTARE. Alex Giordano al centro studi di Etnografia Digitale opera per l’ascolto e la segmentazione del target con i software di scansione e analisi delle conversazioni online: ecco come nascono le campagne per brand come chicco, Louis Vitton e Mulino bianco.

      1. Oh, hai ragione, visto che però lo IULM non mi paga per scrivere queste cose, aggiungo che il mio socio di cui sopra mi ha un’opinione negativa della loro organizzazione interna che tenderebbe a tenere poco insieme la didattica e a lasciare i corsisti in balia della (sola) loro buona volontà.
        Ecco, ora l’ho detta tutta 😉

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