dicembre 2012

pubblico prima pagina ultimo numero
Pubblicato il 31 dicembre 2012 by Pier Luca Santoro

«Pubblico»: Perchè Business Plan & Marketing NON Sono un Optional

Come ormai molti sapranno con oggi «Pub­blico», dopo soli 103 giorni, cessa le pub­bli­ca­zioni, chiude. L’iter del quo­ti­diano diretto da Luca Telese potrebbe facil­mente defi­nirsi cro­naca di una morte annun­ciata riper­cor­ren­done le diverse fasi.

Cer­ta­mente, come segna­lano i redat­tori del gior­nale,  un capi­tale sociale di 750mila euro è un segnale impor­tante di quanta improv­vi­sa­zione vi sia stata sin dalla nascita del quo­ti­diano, basti pen­sare che «Lin­kie­sta», testata all digi­tal che dun­que non deve soste­nere i costi di carta, stampa e distri­bu­zione, è stata fon­data con un capi­tale sociale di un milione di euro ed ha rica­pi­ta­liz­zato per un pari importo nella pri­ma­vera di quest’anno, per capire che più che cre­derci ci si provava.

Anche la com­pa­gine socie­ta­ria, con due dei tre soci di mag­gio­ranza, Tom­maso Tes­sa­rolo e Mau­ri­zio Feve­rati, senza espe­rienza alcuna nei gior­nali e con il primo dei due con alle spalle già un fal­li­mento edi­to­riale con Cur­rent TV, non era ele­mento di ras­si­cu­ra­zione sulle pro­spet­tive del giornale.

Le cro­na­che nar­rano che il busi­ness plan pre­ve­desse brea­ke­ven a 9mila copie e l’obiet­tivo di ven­dita in una for­bice com­presa tra 10 e 15mile copie ven­dute a fronte di una tira­tura di 30mila.

Un busi­ness plan per­chè possa defi­nirsi tale si arti­cola su diverse sezioni tra le quali figu­rano ele­menti di ana­lisi di mer­cato, di stra­te­gia di pene­tra­zione del mer­cato, di mar­ke­ting ed ovvia­mente di ana­lisi eco­no­mica e finanziaria.

Che 19 gior­na­li­sti, 3 poli­gra­fici e 10 col­la­bo­ra­tori fissi interni, uni­ta­mente ai pre­ci­tati costi di stampa e distri­bu­zione, fos­sero un costo fisso che neces­si­tava di una capa­cità finan­zia­ria deci­sa­mente supe­riore al capi­tale sociale in caso le ven­dite non aves­sero man­te­nuto la soglia di break even è un ele­mento che in qua­lun­que busi­ness plan, anche il più scal­ca­gnato, il più appros­si­ma­tivo, va inse­rito, va considerato.

Che poco più di tre mesi non sia un tempo per rag­giun­gere il break even è altret­tanto un ele­mento che, senza nulla togliere, per­sino un neo­lau­reato in eco­no­mia azien­dale inse­ri­rebbe a chiare let­tere nella sezione economico-finanziaria di un qual­siasi busi­ness plan. I casi sono dun­que due: o il busi­ness plan non è mai stato fatto o, in alter­na­tiva, è stato rea­liz­zato par­tendo da basi di eccesso di otti­mi­smo [per usare un eufe­mi­smo] atte sola­mente a con­vin­cere gli inve­sti­tori ad appor­tare il loro contributo.

Dopo il suc­cesso del primo giorno, con ven­dite nell’ordine delle 50mila copie, il gior­nale è imme­dia­ta­mente crol­lato al di sotto delle copie neces­sa­rie a garan­tirne la soprav­vi­venza. La mia fre­quen­ta­zione di alcuni gruppi di gior­na­lai, di edi­co­lanti [che colgo l’occasione di rin­gra­ziare per ospi­tarmi pur non aven­done titolo]  già dopo una set­ti­mana mi aveva evi­den­ziato con chia­rezza che il gior­nale non si ven­deva, ed infatti, secondo quanto dichia­rato dallo stesso Telese, il ven­duto è intorno alle 4mila copie.

Se i segnali erano chiari e forti sin dall’inizio che il pro­getto edi­to­riale non dava i frutti spe­rati come mai non è stato fatto nulla? Per quanto a me noto l’unica ini­zia­tiva è stata di pro­ce­dere ad una distri­bu­zione selet­tiva, di non for­nire le copie a tutte le edi­cole. Aspetto che in assenza di una map­pa­tura delle edi­cole, ele­mento sul quale mi sof­fer­merò con la dovuta atten­zione nei pros­simi giorni, rischia sola­mente di depri­mere ulte­rior­mente le ven­dite gene­rando rot­ture di stock lad­dove il gior­nale si vende.

Pubblico Edicola Ultimo Numero

Anche le visite al sito del gior­nale, che ven­gono sban­die­rate come un suc­cesso, erano invece un altro segnale che l’interesse intorno alla testata era scarso se vi fosse stato qual­cuno in  grado di inter­pre­tare quei numeri.

Ed ancora qual’era il pro­getto edi­to­riale, esi­steva dav­vero? Quali le azioni di mar­ke­ting? Da osser­va­tore esterno bal­zano agli occhi diversi aspetti al riguardo.

Si pro­cede ad abbas­sare ad un euro il prezzo del quo­ti­diano, lan­ciato ambi­zio­sa­mente a 1,50€, un altro errore nel posi­zio­na­mento di prezzo per un gior­nale che dichia­ra­ta­mente si rivolge agli “ultimi”, il 17 di novem­bre, dopo due mesi, quando ormai era evi­dente a chiun­que che il gior­nale “non andava”.

Nes­suna altra ini­zia­tiva, per così dire, di mar­ke­ting risulta. Inte­ra­zione e coin­vol­gi­mento pres­so­chè nulli su Face­book, dove il numero di “fans” è deci­sa­mente basso per una testata nazio­nale, e la con­sueta auto­re­fern­zia­lità tipica dei main­stream media anche su Twit­ter facente fun­zione di mega­fono monodirezionale.

Oggi forse in molti, a comin­ciare para­dos­sal­mente dal quo­ti­diano in que­stione come mostra l’immagine sopra­ri­por­tata tratta dal gior­nale di oggi, scri­ve­ranno che il pro­blema è la carta, che pen­sare nel 2012 di lan­ciare un quo­ti­diano in edi­cola oggi è una follia.

Per­so­nal­mente non sono certo che sia dav­vero così ma quello di cui sono sicuro è che in qua­lun­que set­tore si operi un piano stra­te­gico di medio periodo, ed i rela­tivi aspetti eco­no­mici che qua­lun­que “buon padre di fami­glia” deve con­si­de­rare, un busness plan da uti­liz­zare come bus­sola del pro­prio cam­mino e non come stru­mento per get­tare fumo negli occhi e un’attività di mar­ke­ting degna di que­sto nome non pos­sono man­care in fase di avvio di un pro­getto, di una start up come è di moda dire.

Vale evi­den­te­mente ancor­più, se pos­si­bile, in un mer­cato quale quello edi­to­riale attra­ver­sato da dina­mi­che che non ne fanno esat­ta­mente un seg­mento facile da approc­ciare nè sul fronte tra­di­zio­nale e nep­pure online.

La prima pagina di oggi, l’ultima di que­sta breve sto­ria di «Pub­blico» titola a carat­teri cubi­tali “Gra­zie”. Forse sarebbe stato più oppor­tuno un “Chi è causa del suo mal pianga se stesso“[#].

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[#] Il rife­ri­mento NON è ovvia­mente ai dipen­denti del giornale.

Pubblicato il 30 dicembre 2012 by Pier Luca Santoro

Previsioni Nefaste

eMar­ke­ter riprende i dati di com­Score su i primi 10 quo­ti­diani online al mondo pub­bli­cati, anche, in  que­sti spazi a metà di dicem­bre. Ven­gono inol­tre dif­fusi i ricavi pub­bli­ci­tari dei quo­ti­diani sta­tu­ni­tensi dal 2010 ad oggi e le pro­ie­zioni sino al 2016 sud­di­vise tra carta e online.

Come mostra la tabella sot­to­stante, le pre­vi­sioni sono di un calo signi­fi­ca­tivo della rac­colta pub­bli­ci­ta­ria per il for­mato car­ta­ceo dei quo­ti­diani anche nel 2013. Calo che dovrebbe con­ti­nuare negli anni a seguire sep­pur attenuandosi.

Quello che col­pi­sce di più è come anche nel 2016 i ricavi dall’advertising online non pese­ranno che meno di un quarto del totale delle reve­nues pub­bli­ci­ta­rie [inci­denza che sale anche per effetto del calo della carta] e che  comun­que non com­pen­se­ranno le per­dite della ver­sione tra­di­zio­nale dei gior­nali che resterà in ogni caso predominante.

Proiezione ADV US Newspapers

E’ l’ennesima evi­denza della neces­sità sem­pre più pres­sante, asso­lu­ta­mente attuale, di pas­sare dal pie­di­stallo allo sga­bello, di imma­gi­nare un insieme di fonti di ricavo che vadano al di là del bino­mio attuale ven­dite — pub­bli­cità che è sem­pre più evi­dente non sarà, non è in grado di garan­tire soste­ni­bi­lità eco­no­mica per i giornali.

Una parte del ragio­na­mento che avrei voluto fare ieri a Radio24 ma che pur­troppo la ristret­tezza dei tempi radio­fo­nici non ha con­sen­tito. Credo sia impor­tante averne defi­ni­ti­va­mente con­sa­pe­vo­lezza, per que­sto ho voluto ripren­derlo.

Pubblicato il 29 dicembre 2012 by Pier Luca Santoro

Le 10 Prime Pagine che Hanno Fatto il Giro del Mondo nel 2012

233 Gra­dos, “super­blog” spe­cia­liz­zato sull’attualità dei media e del mondo edi­to­riale, ha pub­bli­cato prima di Natale le 10 prime pagine che hanno fatto il giro del mondo per la loro rile­vanza o anche per le pole­mi­che che hanno generato.

Nella spe­ciale clas­si­fica, che in qual­che modo rias­sume anche l’anno infor­ma­tivo, figura la coper­tina del set­ti­ma­nale sati­rico fran­cese «Char­lie Hebdo» che ridi­co­liz­zava il pro­feta Mahoama e che generò pro­te­ste e vio­lenze nel mondo arabo e, sem­pre per restare in Fran­cia, la prima pagina di «Libe­ra­tion» che a carat­teri cubi­tale “con­si­gliava” a Ber­nard Arnault “chasse-toi riche con” [vat­tene ricco coglione], o ancora la recente prima pagina del «New York Post» che decise di met­tere a tutta pagina la foto di un uomo che stava per essere inve­stito dalla metropolitana.

Il podio della clas­si­fica, il primo posto spetta però ad «Il Gior­nale» del 3 ago­sto di quest’anno che sopra la foto­gra­fia del­primo mini­stro tede­sco Angela Mer­kel recava a carat­teri cubi­tali la scritta “quanto reich” con chiaro rife­ri­mento al nazi­smo e che ovvia­mente fece infu­riare i tede­sci e fu ripreso in tutto il mondo non esat­ta­mente come esem­pio di eccel­lenza gior­na­li­stica, per usare un eufemismo.

No com­ment!

Il Giornale 4° Reich

Condivisioni per SN
Pubblicato il 28 dicembre 2012 by Pier Luca Santoro

Le Notizie più Social del 2012 in Italia

Human High­way, , società di ricer­che di mer­cato che, tra l’altro,  ha rea­liz­zato UAC Meter, stru­mento di osser­va­zione e ana­lisi della dif­fu­sione dell’informazione online sui social net­work, ha reso dispo­ni­bili i dati rela­tivi alle con­di­vi­sioni sociali delle diverse fonti d’informazione nel nostro Paese nel 2012.

Dall’ana­lisi dell’amplificazione sociale delle noti­zie emerge come ogni giorno in Ita­lia le diverse fonti d’informazione, dalle ver­sioni online dei quo­ti­diani ai blog pas­sando per le testate all digi­tal, ven­gano pub­bli­cati media­mente 2mila arti­coli al giorno che ven­gono con­di­visi da 250mila per­sone quotidianamente.

Evi­denza di come i social media siano, anche, mezzi di distri­bu­zione e dif­fu­sione dei mass media, come segna­lava Tom Forem­ski, auto­re­vole [ex] gior­na­li­sta del «Finan­cial Times», che ne ha  rias­sunto l’idea appunto con l’acronimo di SoDOMM [The Social Distri­bu­tion of Mass Media]. Evi­denza inol­tre sia del pas­sag­gio dall’impression all’expression, dalla pura espo­si­zione ai con­te­nuti di un media a quello di let­tura, apprez­za­mento e con­di­vi­sione che del pas­sag­gio dallo user gene­ra­ted con­tent allo user ampli­fied content.

Il tasso di ampli­fi­ca­zione sociale delle noti­zie di una testata diventa così un indice che esprime ade­sione, con­senso o dis­senso, par­te­ci­pa­zione e coinvolgimento.

Per il 2012 sono state ana­liz­zate 40 testate che hanno pro­dotto 644mila arti­coli gene­rando 54 milioni di “like” su Face­book e 4 milioni di tweet.

Se si con­ferma, come era già emerso dalle pre­ce­denti ana­lisi,  che a pri­meg­giare sono «La Repub­blica» ed «Il Cor­riere della Sera», che da soli accor­pano il 66,1% del totale delle con­di­vi­sioni, la sor­presa viene da «Gior­na­let­ti­smo», testata all digi­tal che si col­loca al quarto posto, dopo «Il Fatto Quo­ti­diano», per numero di con­di­vi­sioni e che col­pi­sce l’immaginario col­let­tivo con un arti­colo su distra­zione e poten­zia­lità cere­brali dell’uomo che col­le­ziona 112.749 con­di­vi­sioni facen­done la noti­zia più con­di­visa in asso­luto nel 2012.

E’ inte­res­sante notare come la quarta noti­zia più con­di­visa [76.648 con­di­vi­sioni] sia rela­tiva ad una “bufala” pub­bli­cata da «Il Mat­tino» di Napoli e poi dallo stesso corretta.

Gra­zie alla col­la­bo­ra­zione di @nelsonmau, data jour­na­list e recente co-fondatore di Data­ni­nja, sito di recente crea­zione nato per rac­co­gliere una serie di espe­ri­menti di data-journalism, i dati pub­bli­cati da Human High­way sono stati ulte­rior­mente ela­bo­rati per appro­fon­dire il tema.

Emerge come il 72,2% delle con­di­vi­sioni sia atti­nente ad argo­menti rela­tivi alla cro­naca o alla poli­tica del nostro Paese men­tre lo sport rac­co­glie solo il 5,2%. O gli  spor­tivi dun­que pre­fe­ri­scono con­ti­nuare a discu­tere al bar oppure i quo­ti­diani spor­tivi non stanno facendo un buon lavoro sui social network.

Si evi­den­zia inol­tre la con­ferma dell’assoluto stra­po­tere di Face­book rispetto a Twit­ter e Goo­gle+. Pic­chi nel numero di con­di­vi­sioni si osser­vano il 23 feb­braio, l’11 marzo, il 9 mag­gio ed il 24 di giu­gno. Date che non cor­ri­spon­dono agli hash­tag più uti­liz­zati su Twit­ter, quali ter­re­moto o Brin­disi per citarne alcuni, e che evi­den­ziano le dif­fe­renze tra Face­book e Twitter.

Argomenti più condivisi 2012

Dif­fe­renza che emerge anche dalla spac­ca­tura di quali siano le testate mag­gior­mente con­di­vise su Face­book e quali invece su Twit­ter con il primo più tra­di­zio­na­li­sta ed il secondo che lascia mag­gior spa­zio a testate all digi­tal quali «Il Post» o «Linkiesta».

Come “sot­to­pro­dotto” infine, emerge, o meglio si con­ferma, la pro­fonda dif­fe­renza tra “like” e coin­vol­gi­mento, tra con­tare i “fol­lo­wers” e avere una con­ver­sa­zione con loro, come testi­mo­nia, a titolo esem­pli­fi­ca­tivo, «La Gaz­zetta dello Sport» che su Face­book ha 773.569 “mi piace” ma non com­pare tra i primi dieci, e che altret­tanto su Twit­ter conta 623.125 “fol­lo­wers” ma rac­co­glie un numero di con­di­vi­sioni infinitesimale.

Condivisioni per SNClic­cando sulle imma­gini avrete accesso ai gra­fici qui pub­bli­cati in forma inte­rat­tiva ed altre infoir­ma­zioni che con­sen­tono di appro­fon­dire ulteriormente.

Update: Poi­chè attra­verso com­menti sui social net­work si rileva che forse non era stato espresso ori­gi­na­ria­mente con suf­fi­ciente chia­rezza, si segnala che le ana­lisi che sono state fatte in col­la­bo­ra­zione con Data­ni­nja [con­fronti tra testate, clas­si­fi­ca­zione delle news, inci­denza dei tre SN] non pos­sono dirsi rap­pre­sen­ta­tive del totale dell’informazione — i 644mila arti­coli — poi­chè sono pro­dotte solo sui top arti­coli cen­siti, ana­liz­zati da HH, pari a meno dell’1 per mille degli arti­coli pub­bli­cati. La spe­ci­fi­ca­zione non è mai ovvia; sorry.

Il Sole24Ore Paid Content
Pubblicato il 27 dicembre 2012 by Pier Luca Santoro

Il Sole24Ore: Nuovi Prodotti, Multimedialità & Content Paywall in Arrivo

Sono ormai un paio di mesi almeno che le indi­scre­zioni circa l’adozione di un pay­wall da parte di alcuni dei prin­ci­pali quo­ti­diani nazio­nali del nostro Paese si fanno sem­pre più insi­stenti. Dopo la con­ferma da parte del pre­si­dente del gruppo edi­to­riale Espresso-Repubblica dell’adozione di un  mete­red pay­wall per quanto riguarda l’edizione online di «La Repub­blica» è adesso la volta del quo­ti­diano di Confindustria.

In base alla docu­men­ta­zione otte­nuta dal sot­to­scritto è certo che «Il Sole24Ore» adot­terà quello che, forse coniando un neo­lo­gi­smo, defi­ni­rei un con­tent pay­wall, ovvero l’offerta di noti­zie, di con­te­nuti in parte ancora gra­tuiti ed in parte invece a paga­mento. Se il 2013 sarà l’anno del pay­wall in Ita­lia, dico subito che fra tutti, osser­vando anche quanto avviene in altre nazioni, il quo­ti­diano color sal­mone è quello che a mio avviso ha migliori chan­ces di suc­cesso in tal senso per la sua voca­zione alla spe­cia­liz­za­zione.

L’adozione di un con­tent pay­wall rien­tra in un piano edi­to­riale di rin­no­va­mento deci­sa­mente più ampio che è stato appro­vato anche dal comi­tato di reda­zione del quo­ti­diano la scorsa set­ti­mana. Inte­res­sante, credo dav­vero, entrare nei dettagli.

Il pro­getto non è solo edi­to­riale ma neces­sa­ria­mente anche orga­niz­za­tivo, nelle inten­zioni mira a pro­muo­vere l’evoluzione digi­tale del «Il Sole24Ore» in un’ottica di com­pleta inte­gra­zione carta-online e, ovvia­mente, di valo­riz­za­zione eco­no­mica dei con­te­nuti distri­buiti attra­verso il web o altri device/piattaforme.

Il Sole24Ore il giornale del giorno dopo

Il Pro­getto Edi­to­riale:

1. Buon­giorno dal tuo amico Sole

Un nuovo ser­vi­zio con con­te­nuti esclu­sivi che anti­cipa alle 6 della mat­tina alcuni con­te­nuti della gior­nata del «Il Sole24Ore». Sono previsti:

  • Dall’America: chiu­sura di Wall Street e “Inside Usa” [set­tori, casi, report]
  • Dall’Asia: aper­tura dei mer­cati e “Inside Asia”
  • Il Mondo rac­con­tato dal mondo: sele­zione della stampa internazionale
  • L’Italia rac­con­tata dalla stampa internazionale

2. Quo­ti­diano di carta

La chiu­sura anti­ci­pata alle 22 e la ridu­zione della folia­zione, che inte­res­serà anche altri gior­nali ita­liani, com­por­tano una rapida evo­lu­zione verso un nuovo modello di gior­nale, più snello nella strut­tura e meno scon­tato nei contenuti.

  • Noti­zie in esclu­siva, ana­lisi e grandi inchieste
  • Valo­riz­za­zione del metodo gior­na­li­stico del nuovo ser­vi­zio “Rating24”, stru­mento di valu­ta­zione ori­gi­nale e rigo­rosa dei fatti dav­vero interessante
  • Rubri­che che esal­tano l’interazione con il let­tore come “Dillo al Sole24”
  • Stru­menti ope­ra­tivi come le Guide pra­ti­che, L’esperto risponde e altro ancora
  • Filiera della divul­ga­zione eco­no­mica dalla Parola chiave al Dizio­na­rio e alla Bus­sola del risparmiatore

3. Sito Web e altri device/piattaforme

Ripro­get­ta­zione sia gra­fica sia di con­te­nuti del sito con l’obiettivo di aumen­tare la ric­chezza infor­ma­tiva, sia free che a paga­mento e ren­dere più frui­bile l’informazione. Due, quindi, gli obiet­tivi. Da una parte, enfa­tiz­zare l’identità del Sole 24 Ore e faci­li­tare il per­corso di navi­ga­zione offrendo al let­tore punti di rife­ri­mento molto intui­tivi e facil­mente rico­no­sci­bili. Dall’altra, decli­nare un’offerta strut­tu­rata su più livelli, tra con­te­nuti free e quelli a paga­mento, per asse­con­dare al meglio le due domande con una segna­le­tica molto chiara e imme­diata. In sintesi:

Nella fascia prin­ci­pale di navi­ga­zione — sotto la testata — i punti di accesso alle infor­ma­zioni sono iden­ti­fi­cati con i nomi delle stesse sezioni del quo­ti­diano car­ta­ceo [come Finanza & Mer­cati, Norme e Tri­buti, Impresa & Ter­ri­tori, Com­menti & Inchie­ste, Ita­lia Mondo] o dai brand clas­sici per gli appro­fon­di­menti del Sole sull’innovazione tec­no­lo­gica (Nova24) e sulla finanza per­so­nale (Plus24). Que­ste sezioni sono aree pre­giate dove pro­porre con­te­nuti e tool a paga­mento; que­sta fascia prin­ci­pale si com­pleta con due nuovi servizi:

  • “Stru­menti di lavoro”: sta­ti­sti­che e infor­ma­zioni tec­ni­che com­pa­rate con la valo­riz­za­zione online di pro­dotti già svi­lup­pati sul quo­ti­diano di carta e tool di cal­colo per gli utenti [ad esem­pio per l’Imu]
  • “Docu­menti”: una sezione che con­sente l’accesso rapido a testi uffi­ciali legati all’attualità, come accordi inter­na­zio­nali, leggi, cir­co­lari, nuovi con­tratti di lavoro etc. La rubrica viene ripro­po­sta all’interno di ogni sin­gola sezione del sito
  • La sezione Store24,  la vetrina com­mer­ciale di tutte le offerte del Sole 24 Ore verrà posi­zio­nata al lato destro dell’home page gene­rale del sito e delle home page dei sin­goli settori
  • Il Sole e suoi satel­liti: In home page, nella fascia di navi­ga­zione tra­sver­sale (sopra la testata) sono indi­cati i set­tori satel­liti del gior­nale e gli altri canali edi­to­riali spe­cia­liz­zati come Agricoltura24, Diritto24, Domenica24, Moda24, Casa24, Job24, Luxury24, Viaggi24, Radio24, Motori24. Shopping24 e Salute24. Tutti que­sti satel­liti avranno una loro home page per rispon­dere con più ordine e spazi alla domanda di riferimento.

a) Area free

L’area free del sito è il luogo delle noti­zie in tempo reale:

  • Brea­king news, primi det­ta­gli di cro­naca e signi­fi­ca­tivo raf­for­za­mento dei con­tri­buti audio-video
  • Trat­ta­menti ori­gi­nali di noti­zie non coperte dal quo­ti­diano car­ta­ceo, ma molto apprez­zate dai let­tori online

 b) Area pay

Tipo­lo­gia di con­te­nuti a pagamento:

  • Aggiornamento/approfondimento delle news nelle sezioni ver­ti­cali [Finanza, Norme, Impresa… etc.] con ana­lisi, sce­nari e reso­conti d’autore
  • Docu­men­ta­zione
  • Con­te­nuti aggre­gati con cor­re­lati e con­tri­buti multimediali
  • Stru­menti di for­ma­zione video/forum
  • Guide+ ed ebook
  • Pro­dotti da siti pro­fes­sio­nali specializzati

c) Ver­sione digi­tale del quo­ti­dianoreplica -

E’ la ripro­du­zione inte­grale su tablet o pdf pro­po­sta già attualmente.

d) Replica arric­chita e aggior­nata del quotidiano

E’ la ver­sione arric­chita con con­te­nuti aggiun­tivi, cor­re­lati da ban­che dati,  con­te­nuti d’archivio come pun­tate pre­ce­denti di inchie­ste, blog, gra­fici e stru­menti di lavoro e mul­ti­me­diali pho­to­gal­lery e video tematici.

e) Quo­ti­diano digi­tale del giorno dopo

Un nuovo pro­dotto. E’ il quo­ti­diano digi­tale di tran­si­zione tra il gior­nale car­ta­ceo già in edi­cola e quello in uscita il giorno dopo [vd imma­gine mock up sopra ripor­tata prima del det­ta­glio sul piano editoriale]

f) Filiera nuovi pro­dotti digi­tali a paga­mento [microac­qui­sti] o in abbonamento

Que­sti nuovi pro­dotti sono ver­ti­cal­mente a cura delle reda­zioni di rife­ri­mento e inte­grano i con­te­nuti tec­nici con la nuova area di info-design [Uffi­cio gra­fico e svi­luppo mul­ti­me­diale]. Ad esempio:

  • Mani­fat­tura 24: reso­conto testuale dell’inchiesta sui nuovi distretti pub­bli­cata dal gior­nale, arric­chita con un’introduzione, un’appendice scien­ti­fica e rico­stru­zioni visua­liz­zate a cura dell’ufficio gra­fico mul­ti­me­diale. E’ l’Enciclopedia Trec­cani dell’economia reale, in for­mato digi­tale e duplice ver­sione ita­liana e inglese.
  • Start up [Nòva24] e Mondo & Mer­cati [Esteri e Lunedì]
  • Con­te­nuti digi­tali tecnico-normativi

Sep­pure non siano dispo­ni­bili i livelli di prezzo delle diverse offerte, verrà spinto, incen­ti­vato sem­pre l’acquisto di solu­zioni che inclu­dono il quo­ti­diano. In par­ti­co­lare, in tutte le moda­lità di abbo­na­mento, verrà reso con­ve­niente l’acquisto delle solu­zioni “pre­mium digi­tal”  e “print + online”, rispetto alla ver­sione “stan­dard online [vd imma­gine per det­ta­gli]. Pre­via regi­stra­zione sarà pos­si­bile acce­dere ad un mas­simo di 10 con­te­nuti a paga­mento, sulla fal­sa­riga di quanto già avviene per «The Economist».

Il Sole24Ore Offerte

Il Piano Orga­niz­za­tivo:

1. Strut­ture di gestione

a) Super­desk carta-online

Aggiunta di almeno 5 unità e ha tre respon­sa­bili. E’ arti­co­lato su due turni, alla testa di ognuno dei quali ci sono un vice­di­ret­tore respon­sa­bile e un capo­re­dat­tore respon­sa­bile. Alcuni dei  com­piti del super­desk sono:

  • Gestione cen­tra­liz­zata del “news plan­ning” attra­verso il sistema edi­to­riale: agenda degli eventi, asse­gna­zione degli inca­ri­chi, coor­di­na­mento e feed­back con tutta la reda­zione. Il sistema è ali­men­ta­bile e con­sul­ta­bile dal super­desk e dai respon­sa­bili online dei sin­goli settori
  • L’attivazione in tempo reale di tutta la filiera infor­ma­tiva legata a una noti­zia [dalla brea­king news sul sito all’inchiesta per il quo­ti­diano] e il moni­to­rag­gio sull’attività dei settori/redazioni
  • Un capo­re­dat­tore del super­desk assume il ruolo di “social media edi­tor”, con il com­pito di pro­muo­vere nelle com­mu­nity della rete i con­te­nuti del Sole 24 Ore e di coor­di­nare l’attività social media dei settori

Que­sti, ed altri det­ta­gli che ho rite­nuto di non pub­bli­care, [di]mostrano come cambi il lavoro del gior­na­li­sta e l’organizzazione del lavoro

b) Raf­for­za­mento desk per il Web

Il desk del web viene poten­ziato con 3 nuove unità al fine di garan­tire il mas­simo della velo­cità e dell’utilità nel con­fe­zio­na­mento dell’offerta infor­ma­tiva e spe­cia­liz­zata. Si occupa anche di rea­liz­zare appro­fon­di­menti esclu­sivi per l’online.

c) Uffi­cio gra­fico e svi­luppo mul­ti­me­diale [nuova area pre­ce­den­te­mente non esistente]

L’ufficio gra­fico e svi­luppo mul­ti­me­diale pro­getta e coor­dina tutta l’attività gra­fica e visual: design, info­gra­fi­che, foto­gra­fie e stru­menti digi­tali inte­rat­tivi. Saranno inse­rite allo scopo due nuove per­sone a tempo pieno e  una rete di col­la­bo­ra­tori tec­nici spe­cia­li­stici free lance o comun­que non assunti a tempo pieno nell’area photo edi­tor e digi­tal media

d) Respon­sa­bili digi­tal e social media per tutte le reda­zioni e rela­tivi canali tematici

  • Tutte le reda­zioni par­te­ci­pe­ranno al ciclo inte­grale tra­sver­sale di pro­du­zione e aggior­na­mento delle infor­ma­zioni con pro­grammi mirati di ser­vizi sia per l’edizione car­ta­cea, sia per l’attività online free e pay, sia per i pro­dotti digi­tali spe­cia­liz­zati per abbo­na­mento o diretti al mer­cato dei sin­goli micropagamenti
  • Ogni sin­gola reda­zione deve indi­vi­duare spe­ci­fi­che respon­sa­bi­lità di coor­di­na­mento dei con­tri­buti per l’online e per l’informazione digi­tale nel suo com­plesso. Tra le respon­sa­bi­lità rien­tra anche la gestione degli account di set­tore per i social media

2. Nuovo lay­out della redazione

Risi­ste­ma­zione degli spazi della reda­zione e degli assi­stenti poli­gra­fici fina­liz­zata a valo­riz­zare la cen­tra­lità del super­desk, dell’ufficio gra­fico e svi­luppo mul­ti­me­diale e del desk online nel ciclo dell’informazione multipiattaforma.

3. For­ma­zione della redazione

  • Nell’immediato: For­ma­zione spe­ci­fica on-the-job per il super­desk, il desk online e i respon­sa­bili di set­tore, con par­ti­co­lare rife­ri­mento alla crea­zione e alla gestione di con­te­nuti a paga­mento oltre al plan­ning digitale
  • In futuro: For­ma­zione sulle tec­ni­che di scrit­tura per il web [tag­ga­tura, meta­dati e motori di ricerca], gestione e mode­ra­zione dei com­menti online, for­ma­zione sull’utilizzo dei social media e sull’engagement con gli utenti

Il Sole24Ore Paid Content

Come si suol dire in que­sti casi, “my 2 cents”. In sintesi:

  1. Ope­ra­zione com­ples­si­va­mente con­di­vi­si­bile e ben con­ge­gnata [resta da vedere il pri­cing delle diverse opzioni di abbonamento]
  2. Per­so­nal­mente spin­ge­rei di più su acqui­sto sin­goli con­te­nuti pre­mium, magari anche su altre aree, se del caso appog­gian­dosi a con­tent pro­vi­ders esterni in fase iniziale
  3. Si parla poco di social media se non per quanto riguarda la parte di for­ma­zione, che però viene rin­viata ad un futuro non meglio spe­ci­fi­cato, e soprat­tutto si parla poco di social, di crea­zione di com­mu­nity d’interesse NEL sito, e sem­pre in maniera gene­rica men­tre le altre aree sono ben det­ta­gliate. Que­sta è un area da ampliare a mio avviso soprat­tutto per l’area free che, se resta stra­te­gica per la rac­colta pub­bli­ci­ta­ria dell’online come viene detto nella docu­men­ta­zione, ne ha asso­lu­ta­mente bisogno.
  4. Da quello che capi­sco io, bene anche area orga­niz­za­zione con incre­mento per­so­nale; è ovvia­mente importante
  5. Tanto con­di­vi­si­bile quanto neces­sa­ria la logica di intre­gra­zione e di com­ple­men­ta­rietà tra carta e online; final­mente ci siamo arrivati
  6. Non si ragiona di con­te­nuti più adatti a pub­blico meno isti­tu­zio­nale e più sma­li­ziato né di ser­vizi online dedi­cati ai canali spe­cia­li­stici. Basterà cam­biare guscio? Non è che si rischi che il piano parta già un po’ datato? [Chiedo eh?]
  7. Nella docu­men­ta­zione non ci sono pre­vi­sioni di tar­get di risul­tato che invece dovreb­bero esserci assolutamente

Buon lavoro e buon 2013. Spe­riamo che il sole splenda l’anno prossimo.

Cultura Videoludica
Pubblicato il 26 dicembre 2012 by Pier Luca Santoro

L’Irresistibile Tentazione dei Luoghi Comuni

Ogni­qual­volta che si veri­fi­cano atti di vio­lenza straor­di­na­ria, che sia la strage ad Utoya in Nor­ve­gia o il mas­sa­cro di bam­bini nel Con­net­ti­cut per citare solo due dei casi più recenti, qual­che idiota, soprat­tutto se l’assassino è di gio­vane età, attri­bui­sce la colpa di quanto avve­nuto ai videogames.

Anche que­sta volta nel caso della strage di New­ton, dopo una set­ti­mana di silen­zio, la Natio­nal Rifle Asso­cia­tion nella con­fe­renza stampa con­vo­cata per cer­care di argi­nare il mon­tare di pro­te­ste negli Stati Uniti con­tro l’attuale legi­sla­zione sulle armi ha detto che le cause del mas­sa­cro nell’asilo sono da impu­tare ai video­gio­chi. Tesi ripresa dal «Natio­nal Post» come segnala Giu­seppe Gra­nieri in un suo arti­colo ricco di appro­fon­di­menti sul tema.

Anche il «The New York Times» inter­viene sulla que­stione soste­nendo che alcuni video­gio­chi sono usati dalle società pro­dut­trici per pro­muo­vere le armi presso i poten­ziali clienti, par­lando di pro­duct pla­ce­ment e di mar­ke­ting delle armi attra­verso i video­ga­mes con­fon­den­dosi cla­mo­ro­sa­mente rispetto a quelli che invece sono sem­plici accordi di licen­sing che avven­gono, ad esem­pio, anche nei gio­chi di corse d’auto o nelle simu­la­zioni dei tor­nei di calcio.

E’ l’irresistibile ten­ta­zione dei luo­ghi comuni unita ad una totale assenza di cul­tura videoludica.

Cultura Videoludica

Uno stu­dio del 2010 evi­den­zia con chia­rezza che non vi è cor­re­la­zione alcuna tra com­por­ta­menti vio­lenti e  video­ga­mes. Un arti­colo di «For­bes», pub­bli­cato ad aprile di quest’anno,  mostra come a fronte di un costante aumento delle ven­dite di video­gio­chi, anche, negli Stati Uniti cor­ri­sponda una dimi­nu­zione dei cri­mini violenti.

Il «The Washing­ton Post» riprende uno stu­dio com­pa­ra­tivo in dieci nazioni nel mondo che con­ferma ulte­rior­mente come non vi sia evi­denza alcuna di una rela­zione effet­tiva tra dif­fu­sione dei video­ga­mes e vio­lenza, anzi. Dai dati pub­bli­cati il 17 dicem­bre scorso emerge chia­ra­mente come le nazioni con una mag­giore spesa pro­ca­pite in video­gio­chi siano quelli con un tasso di omi­cidi con armi da fuoco tra i più bassi.

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Come scri­vevo tempo fa su Twit­ter, se i video­ga­mes isti­gano alla vio­lenza allora la tv istiga alla men­zo­gna ed alla mer­ci­fi­ca­zione ses­suale, nel nostro Paese ahimè più che in altri. Spe­riamo di aver messo un punto fermo sulla questione.

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Pubblicato il 25 dicembre 2012 by Pier Luca Santoro

Jesus Christ Superstar

“Jesus Christ Super­star”, film pro­dotto nel 1973, tratto dall’ opera musi­cale andata in scena per la prima volta a Broad­way nel 1971, rac­conta gli ultimi 6 giorni di vita di Gesù Cri­sto nella maniera più anti­con­ven­zio­nale, ma forse anche più rea­li­stica, con cui possa essere narrata.

Il film ha otte­nuto nume­rosi rico­no­sci­menti inter­na­zio­nali sia per il girato che per la musica ed ancora oggi, ad oltre 40 anni dalla prima rap­pre­sen­ta­zione tea­trale, con­ti­nua ad andare in scena a testi­mo­nianza del suo suc­cesso e della sua attualità.

La ver­sione inte­grale del film è stata cari­cata su You­Tube meno di 4 mesi fa e, in que­sti giorni in cui le tele­vi­sioni tra­smet­tono la decima replica di “Una pol­trona per due” [et simi­lia], tra­scor­rere circa un’ora e mezza per [ri]vederlo è secondo me un’opzione molto inte­res­sante, con rap­pre­sen­ta­zioni di Maria Mad­da­lena e di Giuda dav­vero straor­di­na­rie ed una musica che ha fatto la sto­ria del rock.

Auguri e Buon Natale!

Pubblicato il 24 dicembre 2012 by Pier Luca Santoro

Elogio della Carta

New­spa­per­work piat­ta­forma di mar­ke­ting degli edi­tori di gior­nali del Bel­gio creata per pro­muo­vere il valore e l’impatto posi­tivo della comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria sui quo­ti­diani car­ta­cei ha rea­liz­zato un video per dimo­strare come i con­te­nuti di un gior­nale siano tal­mente ric­chi ed inte­res­santi da cat­tu­rare com­ple­ta­mente l’attenzione del lettore.

Nel video a tre respon­sa­bili della comu­ni­ca­zione, tre impor­tanti inve­sti­tori pub­bli­ci­tari: Tel­net, BNP Pari­bas e Coca-Cola, viene offerto un giro in auto affin­chè pos­sano leg­gere il gior­nale. Men­tre ven­gono tra­spor­tati sono espo­sti a situa­zioni para­dos­sali per ten­tare di distrarli dalla let­tura, come un signore che si incen­dia o una banda di rap­per in una cabrio­let giu­data da un orso, ma la loro atten­zione resta sino alla fine del tra­gitto com­ple­ta­mente dedi­cata al quotidiano.

Il video è stato cari­cato su You­Tube il 20 dicem­bre e in 72 ore ha avuto più di 46mila visua­liz­za­zioni. Il primo a com­men­tare il fil­mato, due giorni fa, si chiede come mai allora il video non sia stato messo sulla carta, sul gior­nale. Nono­stante la bat­tuta sia facile iro­nia la domanda è cor­retta da ogni punto di vista.

Christmas Life
Pubblicato il 23 dicembre 2012 by Pier Luca Santoro

Racconto di Natale 2012

San­dro, l’amico al quale avevo già dedi­cato il rac­conto di Natale nel 2011, era andato dal den­ti­sta, una pic­cola caria e soprat­tutto una spe­cie di bolla che sen­tiva in fondo al palato con la lin­gua e che, quando qual­che volta si con­ce­deva “un’ammazzacaffè” dopo cena, gli bruciava.

Erano già un paio di mesi che ce l’aveva, lui con i medici non andava tanto d’accordo, ma adesso aveva deciso di farsi vedere. Segui­rono un paio di mesi di ana­lisi, di visite spe­cia­li­sti­che e di den­ti­sti, tre, che dice­vano la loro, spesso diversa. L’ultimo den­ti­sta al quale si rivolse, “un pro­fes­so­rone” con pub­bli­ca­zioni scien­ti­fi­che e lavori sta­tu­ni­tensi appena lo vide lo mandò di corsa al labo­ra­to­rio di ana­lisi dell’università con la quale col­la­bo­rava a fare un biop­sia. “Non sarà niente sicu­ra­mente, alla sua età è molto dif­fi­cile che…, non si pre­oc­cupi è solo per sicu­rezza” disse il pro­fes­sore a Sandro.

Pas­sa­rono due lun­ghe set­ti­mane di attesa e arri­va­rono, final­mente, i risul­tati dell’esame. Il pri­ma­rio del reparto volle con­se­gnar­glieli per­so­nal­mente. Arrivò con al seguito uno stuolo di medici e pra­ti­canti, come spesso accade, lo sguardo sfug­gente e gli disse: “è quello che ave­vamo detto”, “cioè?” replicò San­dro, lo sguardo si abbassò e pro­nun­ciò solo poche parole, quelle che nes­suno vor­rebbe mai sen­tirsi dire, “è un tumore, biso­gna ope­rare il prima possibile”.

San­dro, sguardo da duro, da uno che nella vita ne ha viste tante, ma cuore tenero, volle sapere tutto sul tipo di inter­vento, la durata, le pro­ba­bi­lità di sal­vezza e mille cose ancora. Il pro­fes­sore si man­te­neva distante da lui accer­chiato dagli altri camici bian­chi, gli disse che erano neces­sari altri esami ma che orien­ta­ti­va­mente l’intervento sarebbe durato almeno 8 ore e che però era riso­lu­tivo; al 90%. San­dro guardò Carla, la moglie, che per l’occasione l’aveva accom­pa­gnato, si girò verso il pro­fes­sore e disse: “va bene operiamo”.

Dopo una decina di giorni fu chia­mato dalla segre­te­ria dell’ospedale, “si pre­senti a digiuno gio­vedì pros­simo, dob­biamo farle gli esami di pre rico­vero e farla par­lare con l’anestesista”. Lo sguardo sfug­gente ancora una volta del pri­ma­rio che avrebbe dovuto ope­rarlo e l’approssimazione dell’anestesista lo con­vin­sero che no, non era con quelle per­sone, in quella strut­tura, che voleva gio­carsi la vita e gra­zie ad ami­ci­zie [si sa come fun­ziona, ahimè, in Ita­lia] riu­scì ad otte­nere una visita allo IEO [*], la miglior strut­tura in Ita­lia per que­sto tipo di patologie.

Fu così che in capo a un mese, dopo altri esami ed appro­fon­di­menti, lo con­tat­ta­rono “si pre­senti il 9 gen­naio qui da noi a Milano, il 10 mat­tina sarà ope­rato” gli dissero.

E’ ini­ziato così il 2012 di San­dro, entrato in sala ope­ra­to­ria il 10 mat­tina ed uscito l’11 dopo 12 ore di inter­vento e 10 in tera­pia inten­siva in osser­va­zione e un altro inter­vento di altre 4 ore l’11 notte per delle com­pli­ca­zioni post ope­ra­to­rie. Doveva stare un paio di set­ti­mane in ospe­dale ma vi rimase invece per circa un mese, altre com­pli­ca­zioni pro­prio la mat­tina del giorno in cui doveva essere dimesso, da solo tranne qual­che visita di amici, poi­ché lui non abi­tava a Milano e la moglie dopo i primi giorni era rien­trata a casa a curare la loro figlia di soli tre anni.

La gioia del ritorno casa fu minata dalle dif­fi­coltà post ope­ra­to­rie. Ancora non riu­sciva a man­giare se non qual­che pap­pina, gli omo­ge­neiz­zati che si danno per lo svez­za­mento ai bimbi, fati­cava a deglu­tire ed anche la par­lata non era fluida. Tutto que­sto lo ren­deva molto teso, ner­voso mi disse quando andai a tro­varlo pochi giorni dopo. Lui era un uomo d’azione, sem­pre in movi­mento, quando andò dalla logo­pe­di­sta per miglio­rare sia l’alimentazione che il ver­bale la prima cosa che le disse fu che entro due mesi doveva par­te­ci­pare come rela­tore ad un con­ve­gno che non voleva per­dersi per nes­suna ragione al mondo, dove­vano met­terlo in con­di­zione di par­lare bene per allora. “Io a quel con­ve­gno ci vado anche sui gomiti” fu una delle prime cose che mi rac­contò durante il nostro incontro.

Strin­gendo i denti come era nel suo carat­tere San­dro par­te­cipò a tutti e cin­que i giorni della mani­fe­sta­zione e i suoi inter­venti furono apprez­zati dai par­te­ci­panti ma San­dro, che appas­sio­nato del suo lavoro ne aveva sem­pre fatto la prio­rità asso­luta nella vita, que­sta volta non era con­tento. Sua moglie Carla all’ultimo momento non aveva voluto venire, nono­stante lui l’avesse sol­le­ci­tata più volte in tal senso, accam­pando motivi che a lui pare­vano banali, delle giu­sti­fi­ca­zioni più che delle reali moti­va­zioni; c’era qual­cosa che non andava, se lo sentiva.

Lo chia­mai il 20 mag­gio sera, nella zona dove abi­tava c’era stato il ter­re­moto e volevo assi­cu­rami che lui e la sua fami­glia stes­sero bene, che la sua casa non avesse subito danni. Mi rispose quando pre­oc­cu­pato stavo per riat­tac­care dopo tanti squilli a vuoto. “Sai Pier Luca, non avevo voglia di rispon­dere, non te la pren­dere non ce l’ho con te ovvia­mente, ma, dav­vero, non ho voglia di par­lare con nes­suno oggi” furono le sue prime parole. Gli chiesi se la casa avesse avuto gravi danni, se lui, sua moglie e sua figlia stes­sero bene ancor più pre­oc­cu­pato dalla sua rispo­sta. “No alla casa non è suc­cesso nulla e stiamo tutti bene di salute gra­zie, ma da sta­mat­tina dopo una furiosa liti­gata sono andato via di casa, Carla mi ha detto di fare le vali­gie e di lasciarla in pace. Quando ti si dice così non puoi far altro che togliere il disturbo” mi disse con la voce rotta dai sin­ghiozzi del pianto.

Lui amava tan­tis­simo sua moglie, quando me ne par­lava nei nostri incon­tri gli bril­la­vano gli occhi tutte le volte che la nomi­nava era evi­dente a chiun­que che lei fosse molto impor­tante per lui che 7 anni prima si era tra­sfe­rito nella zona di resi­denza della moglie pro­prio per andare a vivere insieme.

Da allora, nono­stante San­dro abbia ten­tato di ricu­cire la rela­zione, non c’è stato un seguito posi­tivo e, dopo le con­suete pra­ti­che legali, lui ha scelto di allon­ta­narsi dalla loca­lità dove vive­vano insieme, anche se non troppo per stare, almeno, vicino a sua figlia, per pro­vare a dimen­ti­care, a rimuo­vere gra­zie alla distanza quel che ha nel cuore stra­ziato dal dolore della separazione.

Per for­tuna la malat­tia ormai è alle spalle, curata con suc­cesso, pare, ed anche il lavoro gli “gira bene” e lo tiene impe­gnato, una cosa impor­tante, ma quando ci vediamo [ora che è solo capita più spesso] non posso fare a meno di notare come sia cupo, quanto sia sva­nito il sor­riso sul suo volto che invece prima, anche nei giorni duri del can­cro, era gio­ioso, con quel suo fare che sino a pochi mesi fa si carat­te­riz­zava per avere sem­pre una bat­tuta scher­zosa che a mi strap­pava sem­pre un sor­riso se non una risata.

Una sto­ria, ahimè tri­ste, che ho voluto rac­con­tare, uscendo dai temi nor­mal­mente trat­tati in que­sti spazi, per nar­rare, per ricor­dare a quanti troppo spesso lo dimen­ti­cano, quanto sia impor­tante nella vita di tutti noi l’amore e quanto impor­tante sia altret­tanto non dimen­ti­car­sene mai nep­pure nei momenti in cui ci fac­ciamo sopraf­fare da altri eventi, da cose che in quel deter­mi­nato momento ci appa­iono più rile­vanti, altri­menti, prima o poi ci tro­ve­remo nella situa­zione di pentircene.

Tene­telo, tenia­molo a mente, anche, in que­sti giorni che tra­di­zio­nal­mente sono dedi­cati alla fami­glia, qua­lun­que essa sia dal mio punto di vista, di fatto, tra­di­zio­nale o di per­sone dello stesso sesso che si vogliono bene.

Un abbrac­cio sin­cero a voi e ai vostri cari, con l’augurio di un buon Natale pieno d’amore. Davvero.

Christmas Life

[*] San­dro, al quale per cor­ret­tezza ho fatto leg­gere in ante­prima que­sto rac­conto nono­stante venga uti­liz­zato uno pseu­do­nimo, mi ricorda che è pos­si­bile fare acqui­sti o dona­zioni allo IEO, io l’ho fatto. Anche que­sto è Natale; auguri ancora.

Pubblicato il 22 dicembre 2012 by Pier Luca Santoro

Il Paywall del NYTimes Genera il 12% dei Ricavi da Vendite

Il tema dell’introduzione dei pay­wall è argo­mento caldo anche in Ita­lia dove si fanno sem­pre più insi­stenti e con­crete le voci di una sua ado­zione anche da parte delle prin­ci­pali testate nazio­nali del nostro Paese.

Biso­gna rico­no­scere che lo scet­ti­ci­smo che era stato espresso da molti, incluso il sot­to­scritto, al tempo dell’introduzione del mete­red pay­wal del NYTi­mes circa 18 mesi fa è smen­tito dai fatti. Ora per il quo­ti­diano le ven­dite del gior­nale pesano più della pub­bli­cità e la ver­sione digi­tale nel suo insieme [ver­sione per pc, tablet, smart­phone] rap­pre­senta circa il 30% delle ven­dite in quantità.

Secondo quanto riporta Bloom­berg, che cita i dati di un’analista finan­zia­rio spe­cia­liz­zato pro­prio nella area dei media, il pay­wall pesa il 12% del totale dei ricavi delle ven­dite del gior­nale, che quest’anno dovreb­bero rag­giun­gere com­ples­si­va­mente 768,3 milioni di dol­lari, pari a circa 92,2 milioni di $.

Se cer­ta­mente si tratta di ricavi impor­tanti biso­gna ricor­darsi che il sito del gior­nale sta­tu­ni­tense è il secondo al mondo, dopo il «Mail Online», per numero di utenti unici che vi acce­dono , con 48,7 milioni di utenti unici nel mese di otto­bre di quest’anno secondo le rile­va­zioni dif­fuse recen­te­mente da comScore.

Come sot­to­li­nea anche pai­d­Con­ten com­men­tando la noti­zia, non sono ricavi che da soli potranno con­sen­tire al «The New York Times» una soste­ni­bi­lità eco­no­mica che dovrà soste­nersi ine­vi­ta­bil­mente uti­liz­zando altre leve, arric­chendo il mix, anche per­chè ovvia­mente il trend di grande cre­scita delle ven­dite della ver­sione digi­tale nel tempo si sta­bi­liz­zerà ces­sando di gene­rare ricavi supplementari.

E’ oppor­tuno infine ricor­darsi, per avere un qua­dro il più com­pleto pos­si­bile, che le ven­dite della ver­sione digi­tale sono effet­tuate a caro prezzo, soste­nute da una for­tis­sima pro­mo­zio­na­lità, ed infatti i ricavi anche in quest’area con­ti­nuano ad essere calanti nel com­plesso come evi­den­zia un altro ana­li­sta finan­zia­rio che ha pub­bli­cato recen­te­mente i dati sto­rici e le pro­ie­zioni sino al 2016 al riguardo in base alle quale con­si­glia di ven­dere il titolo azio­na­rio del quotidiano.

Scrive Marco Pra­tel­lesi che “in un con­te­sto di grandi cam­bia­menti, aspet­tare che qual­cuno trovi un nuovo modello di busi­ness che sosti­tui­sca il pre­ce­dente per poi seguirne la strada potrebbe rive­larsi letale”. Che sia quello che sta suc­ce­dendo con le aspi­ra­zioni di eri­gere dei muri dei quo­ti­diani gene­ra­li­sti nazionali?

NYTImes Ricavi

Bonus track

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