Il Basso Livello di Coinvolgimento dei Quotidiani Online Italiani

Si è tenuto la scorsa settimana A-Day, Advertising Day Italia, evento annuale per fare il punto sulle tendenze del settore dell’advertising online.

Al suo interno Chiara Galli, Head of Business Development Italy di ComScore, ha effettuato una presentazione sulle caratteristiche e le tendenze del mercato pubblicitario sul Web italiano.  Presentazione che grazie a Mirella Castigli sono riuscito ad ottenere.

La slide 22 è dedicata alla crescita, o al calo, delle diverse categorie verticali in termini di engagement, di tempo speso dagli internauti del nostro Paese per ciascuna tipologia.

Emerge, come del resto già evidenziato nel tempo dai dati Audiweb, come la categoria delle notizie, dell’informazione sia ai minimi livelli e come, in particolare, i quotidiani online italiani siano al fondo, ultimi tra le diverse categorie prese in considerazione per tempo speso.

Un indicatore importante del, basso, livello di coinvolgimento effettivo del lettore, delle persone, che, da un lato, ritengo possa porre la parola fine ad eventuali ambizioni di mettere dei paywall da parte di alcuni quotidiani nazionali, relativamente alle quali sono circolate indiscrezioni che appaiono assolutamente velleitarie alla luce dei dati di ComScore e, dall’altro lato, minano ulteriormente il valore della comunicazione pubblicitaria al loro interno, e dunque la sostenibilità economica degli stessi.

– Clicca per Ingrandire –

Invece di perseguire la strada dei “boxini morbosi” e delle fotogallery che attirano un audience inesitabile e producono click, pagine viste il cui valore è concettualmente nullo, si deve lavorare sul coinvolgimento e dunque sul tempo speso.

Come ribadivo recentemente, uno dei modi per aumentare il tempo, la permanenza sul sito è quella di coinvolgere il lettore rispetto ad attività, ad interessi che facciano appunto sì che abbia voglia di passare una parte crescente del tempo speso online all’interno del sito web della testata invece che, come avviene in maniera crescente, all’interno dei diversi social network, come mostra il grafico sopra riportato.

In tal senso, a mio avviso, le leve su cui operare sono fondamentalmente due.

Creazione, ed alimentazione, di comunità d’interesse all’interno del sito del giornale e implementazione di tecniche riconducibili alla gamification, che può essere elemento di grande ausilio poichè l’ applicazione all’informazione consente di approfondire l’esperienza del lettore, delle persone, crea coinvolgimento e partecipazione, migliorando complessivamente di riflesso le performance di business aziendali.

Elementi che coniugati con un’informazione di qualità e partecipata, open, possono davvero fare la differenza. Prima di pensare al modello di business, pensiamo al lettore, pensiamo alle persone, solitamente così facendo “il business” viene [quasi] da sè.

La presentazione integrale di ComScore, liberamente scaricabile, è stata resa disponibile anche da «Prima Comunicazione».

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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