Pubblicato il 3 novembre 2012 by Pier Luca Santoro

Carta Versus Online

Si assi­ste con cadenza rego­lare ad annunci, a pro­clami sul sor­passo degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari online rispetto a quelli sulla carta stam­pata. Oltre a tenere in con­si­de­ra­zione che men­tre gli inve­sti­menti per le ver­sioni tra­di­zio­nali vanno agli edi­tori la quota che arriva dall’online alle testate è solo una minima parte, può essere inte­res­sante veri­fi­care dove que­sto effet­ti­va­mente avvenga.

Print Power, orga­niz­za­zione paneu­ro­pea dedi­cata alla pro­mo­zione dei mezzi stam­pati e del loro ruolo nell’ambito di moderni pro­grammi e cam­pa­gne di mar­ke­ting inte­grato, ha aggre­gato i dati for­niti da Zeni­thOp­ti­me­dia per le prin­ci­pali nazioni del vec­chio con­ti­nente, Ita­lia com­presa, e Stati Uniti, mostrando per cia­scun Paese la quota di inve­sti­menti pub­bli­ci­tari online e quella rela­tiva alla carta stampata.

Come mostra il gra­fico di sin­tesi sot­to­stante in realtà il tanto accla­mato sor­passo, di fatto, è avve­nuto solo negli USA e in Gran Bre­ta­gna. Molto vicino in Fran­cia, dove però il mer­cato della carta stam­pata è “dro­gato” dalle sov­ven­zioni sta­tali molto più che in Ita­lia [circa 10 volte tanto].

In tutte le altre nazioni gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari sulla carta, con i gior­nali a fare la parte del leone rispetto ai perio­dici, sono net­ta­mente supe­riori a quelli online. In Ita­lia, dove l’advertising sulla stampa è for­te­mente con­di­zio­nato dalla grande con­cen­tra­zione degli inve­sti­menti sulla tele­vi­sione, la quota è comun­que più che doppia.

Come si direbbe sui social net­work, sapevatelo!

In tema, da leg­gere l’articolo pub­bli­cato sul «Finan­cial Times» a cura di Andrew Edgecliffe-Johnson, media edi­tor del quo­ti­diano eco­no­mico finan­zia­rio, “Publi­shers can sur­vive digi­tal kryp­to­nite”. Ne anti­cipo le conclusioni:

It is temp­ting for publi­shers to focus only on digi­tal stra­te­gies, but they must also think about how to manage their decli­ning print busi­nes­ses and how to keep up the value of their jour­na­lism, regard­less of medium. The music indu­stry disco­ve­red this to its cost. For a decade after Nap­ster laun­ched, exe­cu­ti­ves scur­ried to find new digi­tal busi­ness models, neglec­ting the CD even as it repre­sen­ted a majo­rity of their reve­nues. New­spa­pers and maga­zi­nes risk repea­ting the mistake.

Più o meno, se posso dirlo, quel che soste­nevo già due anni fa al Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo di Perugia.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Digital Marketing Manager @etalia_net | Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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