Pubblicato il 2 novembre 2012 by Pier Luca Santoro

Il Giornalismo Non è Mai Stato Sostenibile

“It should be remem­be­red that jour­na­lism has never been a via­ble pro­duct as such. It has always nee­ded some other source of reve­nue than just the money col­lec­ted direc­tly from the rea­ders”. Ini­zia così “Cha­sing Sustai­na­bi­lity on the Net : Inter­na­tio­nal research on 69 jour­na­li­stic pure players and their busi­ness models”, ricerca coor­di­nata da Risto Kune­lius,  pro­fes­sore dell Uni­ver­sità di Tam­pere in Fin­lan­dia, che ana­lizza se e come le start up del gior­na­li­smo digi­tale hanno tro­vato una loro soste­ni­bi­lità economica.

La ricerca, pub­bli­cata un paio di giorni fa, ana­lizza 69 case stu­dies di altret­tanti pure players all digi­tal in Europa, Stati Uniti e Giap­pone. Un capi­tolo, rea­liz­zato da Nicola Bruno, è spe­ci­fi­ca­ta­mente dedi­cato all’Italia.

Il rap­porto, libe­ra­mente sca­ri­ca­bile, ana­lizza la realtà di Stati Uniti, Giap­pone, Gran Bre­ta­gna, Fran­cia, Ita­lia, Spa­gna e Fin­lan­dia esa­mi­nando tratti comuni e dif­fe­renze in que­ste nove nazioni. L’analisi dei diversi casi di stu­dio mappa le sin­gole realtà di cia­scun Paese, con­sente la com­pa­ra­zione con le altre testate delle diverse nazioni e iden­ti­fica i distinti modelli di busi­ness e le diverse forme di gene­rare ricavi. A sei mesi di distanza dalla pub­bli­ca­zione di “Sur­vi­val is Suc­cess” rap­pre­senta una risorsa pre­ziosa per com­pren­dere le dina­mi­che delle testate solo digi­tali, la loro realtà e le prospettive.

Com­ples­si­va­mente si evi­den­zia come vi sia stata una carenza di inno­va­zione in ter­mini di con­ce­zione e ricerca di modelli di busi­ness nuovi con il pro­blema di come gestire il pas­sag­gio dai “old media dol­lars ai new media pen­nies” a pesare come un maci­gno sulla soste­ni­bi­lità delle testate online. In que­sto, ben noto, pano­rama gene­rale, i gior­nali nati per essere pub­bli­cati solo online sono avvan­tag­giati, più avanti con­cet­tual­mente, rispetto alle testate che sono una deri­vata delle ver­sione car­ta­cea, pos­sono spe­ri­men­tare con mag­gior faci­lità a diversi livelli.

Ven­gono iden­ti­fi­cati 3 modelli di sistema media­tico: plu­ra­li­sta pola­riz­zato, demo­cra­tico cor­po­ra­tivo e libe­rale. L’Italia, insieme alla Fran­cia, viene inse­rita nel primo carat­te­riz­zato nel suo com­plesso da ven­dite scarse dei gior­nali che sono orien­tati alle elite del Paese, bassa pro­fes­sio­na­lità e forte stru­men­ta­liz­za­zione dell’informazione che, guarda caso, è for­te­mente influen­zata dalle sov­ven­zioni statali.

Per quanto riguarda il nostro Paese ven­gono ana­liz­zate 7 realtà diverse esa­mi­nando sia le testate all digi­tal che alcune agen­zie di infor­ma­zione quali For­mica Blu, China Files, Effecinque5 e FpS Media. Le testate ana­liz­zate in det­ta­glio sono Varese News, News 3.0 [Lettera43] e You­Re­por­ter anche se non man­cano i rife­ri­menti a Il Post, Dago­spia ed a Lin­kie­sta. Il capi­tolo dedi­cato alla nostra nazione rac­chiude nel titolo: “Italy: An unfi­ni­shed tran­si­tion” quale sia la realtà attuale.

I punti emer­genti salienti sono i seguenti:

  • Più che com­pe­tere con i media tra­di­zio­nali le start up all digi­tal del nostro Paese sono, come avviene anche in Gran Bre­ta­gna, loro alleate.
  • Uno staff ridotto che lavora sia sulla pro­du­zione di con­te­nuti che sulla gene­ra­zione di new busi­ness, di ricavi, sem­bra essere il modello più efficiente.
  • Nel com­plesso l’informazione online in Ita­lia è domi­nata dallo stra­po­tere del duo­po­lio di Repub­blica — Corsera.
  • Il poten­ziale delle start up è for­te­mente con­di­zio­nato dal grave ritardo della pene­tra­zione di Internet.
  • Le start up stanno lavo­rando sulla pro­du­zione di con­te­nuti ad alto valore aggiunto che pos­sono essere di inte­resse sia per i media che per altre imprese/soggetti.
  • Le diverse forme di gene­rare ricavi spa­ziano dalla for­ni­tura di con­te­nuti alla for­ma­zione pas­sando per orga­niz­za­zione di eventi e pro­dotti “speciali”.
  • Le testate all digi­tal sono ancora ben distanti dal gene­rare ricavi che coprano i costi. Uni­che ecce­zioni vir­tuose, per motivi diversi, Varese News e YouReporter.

A mar­gine, oltre a rin­gra­ziare per la cita­zione di que­sta TAZ all’interno del rap­porto, si segnala SuB­Mo­Jour, pro­getto della Uni­ver­sity of Tam­pere, USC Annen­berg and Waseda Uni­ver­sity che rac­co­glie un data­base straor­di­na­rio di case stu­dies sulle testate online nel mondo, Ita­lia com­presa, che rap­pre­senta una risorsa dav­vero preziosa.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Digital Marketing Manager @etalia_net | Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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