Posted on 26 ottobre 2012 by

Leggere [Bene] i Numeri del NYTimes

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I dati dif­fusi ieri dal «The New York Times» sui suoi risul­tati eco­no­mici nei primi nove mesi del 2012 con­fer­mano quello che, uti­liz­zando una meta­fora, ho da tempo deciso di defi­nire il dilemma del pri­gio­niero, pie­tra miliare della teo­ria dei gio­chi che illu­stra egre­gia­mente il falso para­dosso della pro­ba­bi­lità con­tro la logica. Un modello che pare per­fet­ta­mente cal­zante all’attuale dif­fi­coltà di defi­nire se e come sia pos­si­bile rim­piaz­zare i ricavi della carta con quelli del digitale.

Rispetto allo stesso periodo del 2011 i ricavi pub­bli­ci­tari regi­strano una fles­sione del 7,1%, con un calo del 10,9% per la ver­sione car­ta­cea accom­pa­gnato, altret­tanto dal calo per la ver­sione online/digitale del 2,2%.

Nello stesso arco tem­po­rale gli intrioti dalle ven­dite del quo­ti­diano cre­scono dell’8,5%. Vi sono attual­mente 566,000 abbo­na­menti a NYTimes.com men­tre le copie del car­ta­ceo si aggi­rano intorno alle 780mila nei giorni feriali e rag­giun­gono 1,27 milioni di copie la domenica.

Ten­denza che si era già evi­den­ziata, sep­pur in maniera meno accen­tuata, nel tri­me­stre precedente.

Que­sti numeri, per­so­nal­mente, mi dicono alcune cose che vor­rei con­di­vi­dere e sulle quali, spero, di aprire un con­fronto leale e costrut­tivo. Come si suol dire, i miei 2 cents.

Se calano anche i ricavi dall’advertising online signi­fica che con­ti­nuano ad esserci ten­sioni sui listini anche per un grande quo­ti­diano. Guerra dei prezzi, per usare un ter­mine forte, deter­mi­nata essen­zial­mente dalla per­ce­zione, sia da parte delle per­sone che degli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari di uno scarso, ridotto valore rispetto ad altri media come era già emerso con chia­rezza anche dal report della Niel­sen sul tema.

Dall’altro lato, anche se putroppo il NYTi­mes non for­ni­sce lo spac­cato dei ricavi dalla ver­sione car­ta­cea e da quella online/digitale, pare che il numero delle per­sone dispo­ni­bili ad atti­vare un abbo­na­mento alla ver­sione online si stia pla­fo­nando nono­stante la forte pro­mo­zio­na­lità effet­tuata dal quo­ti­diano sta­tu­ni­tense. Inol­tre, gli abbo­na­menti all’edizione digi­tale del «The New York Times»  rap­pre­sen­tano comun­que “solo” il 30% degli abbo­na­menti dell’edizione car­ta­cea il cui prezzo ad ini­zio marzo è stata aumen­tato di altri 50 cen­te­simi arri­vando a 2,50$ a copia [5$ la dome­nica]. Visti i rap­porti di copie e di prezzo è molto pro­ba­bile che in realtà la cre­scita dei ricavi dalle copie ven­dute sia per la mag­gior parte gene­rata dalla ver­sione cartacea.

Siamo in un periodo sto­rico in cui si parla molto di dati, e di open data. Impa­riamo a leg­gere bene i numeri.

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