settembre 2012

Temi più discussi
Pubblicato il 17 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

Studio di una Comunità di Pratica sul Futuro del Giornalismo

Nella mia rubrica set­ti­ma­nale per l’European Jour­na­lism Obser­va­tory sin­tesi e com­mento di uno stu­dio effet­tuato da una dot­to­randa al master in comu­ni­ca­zione all’Università di Ottawa dal titolo: “The Future is Not Black and White: A Study of a Twitter-based Com­mu­nity of Prac­tice on the Future of Newspapers”.

Molto spesso si ritiene che Twit­ter non possa essere stru­mento di con­ver­sa­zione ma sola­mente di dif­fu­sione di mes­saggi spesso monodirezionali.

Twit­ter, come ogni altro mezzo, come ogni stru­mento, genera effetti diversi in fun­zione di come viene uti­liz­zato. E’ que­sta forse la più banale ma anche la più rile­vante con­sta­ta­zione alla quale lo stu­dio giunge.

Buona let­tura.

Kantar Media Ad Spending
Pubblicato il 16 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

Sorpresa! La Pubblicità su Internet Cala

Kan­tar Media ha rila­sciato all’inizio di que­sta set­ti­mana la situa­zione degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari negli Stati Uniti aggior­nata a giugno.

Secondo quanto ripor­tato per la prima volta il valore degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari sul Web cala del 5,4% nel secondo tri­me­stre e, com­ples­si­va­mente, del 3,9% nel periodo gen­naio — giu­gno 2012.

Se, come spiega la nota di com­mento, si tratta solo della pub­bli­cità display [ban­ners & co], e sono dun­que esclusi sia la search che gli inve­sti­menti in adver­ti­sing su Inter­net in mobi­lità, in forte svi­luppo come noto, è cer­ta­mente un indi­ca­tore del calo del valore media­mente rico­no­sciuto per CPM  e della inef­fi­ca­cia  delle attuali forme e for­mati adot­tati per l’advertising online.

Viene spesso rite­nuto che i feno­meni negli Stati Uniti siano anti­ci­pa­tori di un lustro rispetto alle dina­mi­che che si veri­fi­cano nel nostro Paese. Tesi che com­ples­si­va­mente non mi trova d’accordo poi­chè ho avuto modo di veri­fi­care a più riprese che molto spesso in realtà molti dei feno­meni che si veri­fi­cano dall’altra parte dell’oceano non hanno mai luogo in Ita­lia. Se comun­que così fosse in que­sto caso, vista la glo­ba­liz­za­zione, anche in ter­mini di mer­cato, della Rete, sarà bene tenerne conto.

Pubblicato il 15 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

Giornalismo & Diffamazione

E’ uscito pochi giorni fa il trai­ler, l’anteprima di “Al Qaeda, Al Qaeda”, docu-film di denun­cia con­tro la disin­for­ma­zione e la per­se­cu­zione a mezzo stampa in Ita­lia. Visti gli avve­ni­menti di que­sti giorni non poteva esservi scelta più azzeccata.

Il docu-film rico­strui­sce e narra sto­rie vere, attra­verso la testi­mo­nianza diretta degli inte­res­sati, mate­riale di archi­vio e scene ori­gi­nali, le sto­rie che giorno dopo giorno i media rac­con­tano agli ita­liani, senza rite­gno per la verità delle cose e  molto spesso senza alcun rispetto per le per­sone che sono coin­volte. Sto­rie di ordi­na­ria fol­lia media­tica note per i casi più cele­bri come “la mac­china del fango” die­tro le quali si nascon­dono, o ven­gono nasco­ste a seconda dei punti di vista, abusi e dif­fa­ma­zione del gior­na­li­smo nostrano.

Il film docu­men­ta­rio è tratto dal libro “Primo, non dif­fa­mare” di Luca Bauc­cio, avvo­cato e cofon­da­tore di You­Re­por­ter, il primo sito ita­liano di video-citzen jor­na­lism, che, tra le altre cose, ha difeso, con suc­cesso, la moglie di Abu Omar nel pro­cesso con­tro i suoi sequestratori.

Bauc­cio, da me con­tat­tato, spiega che il film, attual­mente nelle fase con­clu­siva di mon­tag­gio, avrà la durata di circa 50 minuti e sarà pre­sen­tato uffi­cial­mente il 18 otto­bre pros­simo presso il cinema Apollo in Gal­le­ria De Cri­sto­fo­ris a Milano. Gli attori, sono tutti non pro­fes­sio­ni­sti anche se alcuni di loro, come Bep­pino Englaro o You­seff Nada, sono comun­que per­so­naggi noti; ciò che li acco­muna è il fatto di essere tutti per­sone che sono state dif­fa­mate dai media negli ultimi anni.

Il film sarà distri­buito attra­verso i canali “non uffi­ciali”, non appa­rirà dun­que nelle sale cine­ma­to­gra­fi­che ma sarà dispo­ni­bile in Rete, su iTunes..etc. e il dvd sarà posto in ven­dita al prezzo “popo­lare” di 8/10 euro.

“Al Qaeda, Al Qaeda”, è il grido di al lupo, al lupo, meta­fora di come sia facile essere vit­time di accuse di reati infa­manti da un gior­nale, o da una tele­vi­sione. Non vuole sup­por­tare le tesi com­plot­ti­ste sull’11 set­tem­bre ma riba­dire quali siano i pre­sup­po­sti di una con­vi­venza civile. Un com­pito tutt’altro che facile in un con­te­sto in cui vince chi grida di più, anche dalle pagine e dalle edi­zioni online dei gior­nali, e la dif­fa­ma­zione appare a tutta pagina men­tre le smen­tite, quando vi sono, in un tra­fi­letto nella parte bassa della 52esima pagina.

Vedremo quali spazi saranno con­cessi dai main­stream media a que­sta impor­tante rea­liz­za­zione, sarà anche que­sto uno “ZMOT” [zero moment of truth] anche se da un’altra pro­spet­tiva da quella a cui si rife­ri­sce Google.

L’Amplificazione Sociale di una Notizia nell’Oline
Pubblicato il 14 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

Acquisizione e Condivisione dell’Informazione di Attualità

Human High­way, per conto di Liquida, ha con­dotto una ricerca sul ruolo dell’online nell’informazione di attua­lità nel nostro Paese ana­liz­zando il pro­cesso di acqui­si­zione delle noti­zie e su come avvenga la distri­bu­zione attra­verso par­te­ci­pa­zione e con­di­vi­sione dei let­tori, delle per­sone. I risul­tati della ricerca, effet­tuata su un cam­pione stra­ti­fi­cato di 2029 casi, rap­pre­sen­ta­tivo degli utenti inter­net ita­liani, sono stati pub­bli­cati ieri in tarda serata.

La ricerca ana­lizza gli effetti dei social net­work nell’informazione di attua­lità, quelle che ven­gono defi­nite le 4 fasi di vita della noti­zia, dall’acquisizione della noti­zia sino alla con­di­vi­sione e dif­fu­sione in Rete pas­sando per l’approfondimento suc­ces­sivo e il con­fronto sociale sulla noti­zia, e il pas­sag­gio dallo user gene­ra­ted con­tent allo user ampli­fied content.

E’ stato moni­to­rato l’andamento del numero di con­di­vi­sioni per giorno negli ultimi 300 giorni rile­vando i 38 prin­ci­pali siti di infor­ma­zione ita­liani, sia appar­te­nenti alla cate­go­ria dei quo­ti­diani car­ta­cei che alle testate all digi­tal. Le con­di­vi­sioni prese in esame sono quelle pro­dotte su Face­book, Twit­ter e Goo­gle Plus.

Emerge la netta pre­do­mi­nanza dei siti d’informazione che hanno un cor­ri­spon­dente car­ta­ceo rispetto ai pure players del digi­tale. Un aspetto che con­ferma la dif­fe­renza di ampiezza della base di let­tori, come con­fer­mano anche i dati Audi­web di luglio con, pren­dendo a titolo esem­pli­fi­ca­tivo i due top di cia­scuna cate­go­ria, «Vare­se­News» a 48.076 utenti unici e «Repub­blica» 1.337.329 utenti unici, e che fa riflet­tere sulle dif­fi­coltà ed il per­corso da com­piere per le testate all digi­tal nel nostro Paese.

Anche per quanto riguarda i social net­work spicca la asso­luta pre­do­mi­nanza di Face­book che pro­duce il 91,6% delle con­di­vi­sioni men­tre Twit­ter, teo­ri­ca­mente new­swire dell’informazione, pesa solo il il 7,5%. “Città fan­ta­sma” Goo­gle Plus al 0,9% del totale delle con­di­vi­sioni come mostra il gra­fico di sin­tesi sottoriportato.

Le fonti infor­ma­tive di rife­ri­mento nel caso di un evento straor­di­na­rio per gli utenti inter­net del nostro Paese sono i motori di ricerca [Goo­gle] che ottiene il 50,6% delle pre­fe­renze e resta “top of mind” sep­pure in calo rispetto al 2011, la tele­vi­sione 40,1% e i quo­ti­diani online al 28%. Rispetto all’anno scorso acqui­stano con­si­de­ra­zione Face­book [14,6%] e Twit­ter [3,6%] a sca­pito degli aggregatori/motori di noti­zie. Se cer­ta­mente, come nel caso del con­fronto tra i siti di infor­ma­zione di testate nate dalla carta e quelli solo online, pesa la dif­fe­renza di ampiezza della base di per­sone iscritte a Face­book rispetto a Twit­ter, risulta evi­dente come la piat­ta­forma di micro­blog­ging da 140 carat­teri  sia fonte di rife­ri­mento attual­mente per le noti­zie solo per una spa­ruta mino­ranza sep­pure in forte cre­scita; sarà bene tenerne conto.

Anche per quanto riguarda l’amplificazione sociale pro­dotta dalla Rete, dai social net­work, in ter­mini asso­luti, è Face­book a regnare sovrano con  4,7 milioni di segna­la­zioni rispetto ai 800mila tweet/retweet e 1 milione di post e com­menti sui blog e 900mila segna­la­zioni a cono­scenti via mail.

Rela­ti­va­mente al per­corso della noti­zia, ed alle 4 fasi di vita già citate, la prima fonte d’informazione resta la tele­vi­sione che è anche il mezzo di comu­ni­ca­zione uti­liz­zato per appro­fon­dire e ripren­dere la noti­zia in tempi suc­ces­sivi sep­pure, come già emer­geva, motori di ricerca e siti d’informazione pri­meg­gino, 59% ver­sus 56% della TV, in que­sto pas­sag­gio, nella fase di appro­fon­di­mento dell’informazione. Social media e social net­work gio­cano invece un ruolo deter­mi­nante nel pro­cesso di ampli­fi­ca­zione e dif­fu­sione dell’informazione come mostra la tavola di sin­tesi sot­to­ri­por­tata. L’amplificazione sociale per certi temi e certe testate dell’online rap­pre­senta la prima risorsa di atten­zione e di traf­fico sul sito.

La distri­bu­zione dei con­te­nuti passa dun­que in maniera sem­pre più rile­vante attra­verso social media e social net­work ed è in corso il pas­sag­gio dall’impression all’expression, dalla pura espo­si­zione ai con­te­nuti di un media a quello di let­tura, apprez­za­mento e con­di­vi­sione. Face­book e Twit­ter diven­tano “luo­ghi” nei quali gli edi­tori distri­bui­scono e pro­muo­vono il pro­prio con­te­nuto ali­men­tando il rap­porto con i pro­pri lettori.

Pas­sag­gio dallo user gene­ra­ted con­tent allo user ampli­fied con­tent che lascia comun­que il timone in mano all’industria dell’informazione con van­taggi e oneri, di atten­zione e capa­cità di rela­zione con le per­sone, come sem­pre avviene in que­sti casi.

“At the heart of jour­na­lism today is a great para­dox: the indu­stry is in the midst of uncer­tainty cau­sed by the very same tech­no­lo­gies that allow jour­na­lism to reach far broa­der audien­ces, more quic­kly, and with grea­ter input, feed­back, and resour­ces than ever before. We feel stron­gly that journalism’s future is very bright. Tech­no­logy is chan­ging jour­na­lism fore­ver, but the core tech­ni­ques of qua­lity jour­na­lism are more impor­tant than they have ever been” -  The New Jour­na­list: Roles, Skills, and Cri­ti­cal Thin­king, Bene­detti, Cur­rie e Kie­rans, 2010 -

Annuncio Interattivo Volkswagen
Pubblicato il 13 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

Prove Tecniche di Innovazione sulla Carta

In que­sti spazi si è soste­nuto a più riprese la neces­sità, e la pos­si­bi­lità, di fare inno­va­zione sulla carta

Adesso, secondo quanto ripor­tato dal Guar­dian, Il numero in edi­cola ad otto­bre della ver­sione inglese di «Marie Claire» con­terrà al suo interno un fil­mato della durata di 45″, lo spot del pro­fumo di Dolce & Gabbana.

La tec­no­lo­gia uti­liz­zata [Video in Print® Tech­no­logy] è pro­dotta da Ame­ri­chip ed è già stata uti­liz­zata allo stesso scopo da Mar­tini per pro­muo­vere Mar­tini Gold sull’edizione russa di «Vogue». Il fil­mato sot­to­stante mostra -  Update h 17.20: Il video è stato bloc­cato, ahimè. E’ pos­si­bile visio­narlo QUI — come all’apertura della pagina il video parta automaticamente.

Al tempo stesso Volk­swa­gen in India, l’11 set­tem­bre scorso, ha pub­bli­cato su mag­giori quo­ti­diani nazio­nali un annun­cio isti­tu­zio­nale che, anche in que­sto caso, gra­zie ad un chip, all’apertura della pagina da parte del let­tore faceva par­tire l’audio a tema con la cam­pa­gna pub­bli­ci­ta­ria. Tec­nica già uti­liz­zata nel 2010 per il lan­cio della Vento.

Si tratta di un valore aggiunto sia per quanto riguarda la comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria che sotto il pro­filo gior­na­li­stico con la pos­si­bi­lità di mostrare con­te­nuti aggiun­tivi che sulla carta non tro­vano spa­zio. Prove tec­ni­che di inno­va­zione sulla carta che ne dimo­strano l’effetiva possibilità

Mappa utenti intenet italia
Pubblicato il 12 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

Cluster Analysis degli Utenti Internet in Italia

Sono stati dif­fusi ieri i dati Audi­web per il mese di luglio. Gli utenti attivi nel mese [28,1 milioni di per­sone] cre­scono del 7,3% e quelli nel giorno medio del 9,2% [13,3 milioni di per­sone] rispetto al pari per­diodo dell’anno pre­ce­dente e sono col­le­gati in media per 1 ora e 19 minuti [+8%], con­sul­tando 136 pagine per per­sona [+5%]. Regi­stran­dosi è pos­si­bile sca­ri­care i dati di sin­tesi della rile­va­zione men­sile e appro­fon­dire il pro­filo socio-demografico degli ita­liani che uti­liz­zano Inte­net nel nostro Paese.

Ma chi sono que­ste per­sone, che inte­ressi hanno e quale il loro approc­cio nei con­fronti della Rete?

A sve­larlo la ricerca della Niel­sen, per conto di Dien­nea MagNews, “Digi­tal Mar­ke­ting Trends 2012″ che fa il punto sui com­por­ta­menti digi­tali degli ita­liani. Effet­tuata nel marzo di quest’anno, ha sot­to­po­sto un cam­pione di mille indi­vi­dui oltre i 18 anni che uti­liz­zano abi­tual­mente Inter­net ad un que­stio­na­rio di circa 18 minuti, com­pren­sivo di domande chiuse e semi-strutturate som­mi­ni­strato con la tec­nica C.A.W.I [Com­pu­ter Assi­sted Web Interviewing].

La ricerca, libe­ra­mente sca­ri­ca­bile pre­via regi­stra­zione, ha inda­gato le abi­tu­dini di uti­lizzo di Inter­net degli ita­liani, dall’anzianità d’uso al luogo da cui si col­le­gano pas­sando per il tempo speso in Rete e le prin­ci­pali atti­vità svolte, foca­liz­zan­dosi in par­ti­co­lare su uti­lizzo della posta elet­tro­nica, social net­work ed e-commerce.

Di par­ti­co­lare inte­resse la clu­ster ana­ly­sis, l’analisi dei diversi seg­menti, degli utenti Inte­net in Ita­lia che iden­ti­fica 5 gruppi che si distin­guono per il loro orien­ta­mento alla Rete sia per quanto sono evo­luti sul Web che per il loro legame con Inter­net [da razio­nale a emotivo].

La mappa sot­to­stante ne sin­te­tizza le prin­ci­pali evi­denze clas­si­fi­can­doli, come spiega Niel­sen, in “dor­mienti” [14%], che svol­gono su Inter­net poche atti­vità e hanno poca dime­sti­chezza con la Rete, i “non coin­volti”, cioè coloro che approc­ciano Inter­net in modo distac­cato, pari al 25% del cam­pione; i “prag­ma­tici” [15%], che si approc­ciano a Inter­net per sfrut­tarne le como­dità e i plus, i “fana­tici”, con un pro­filo evo­luto ed esperto e pari al 17% del cam­pione e, nello sta­dio evo­lu­tivo pre­ce­dente, gli utenti “fol­lo­wer” [29% degli inter­vi­stati] che mostrano un approc­cio emu­la­tivo dell’atteggiamento dei “fana­tici” ma, a tutti gli effetti, sul web hanno un com­por­ta­mento più basico.

I due gra­fici di sin­tesi sot­to­stanti con­sen­tono di appro­fon­dire la pro­fi­la­zione sia in base a pro­filo socio-demografico e uti­lizzo di Inter­net che in par­ti­co­lare rife­ri­mento all’approccio verso e-mail, social net­work e acqui­sti online.

Come si può vedere tutti i pro­fili com­pren­dono la con­sul­ta­zione di siti d’informazione tra le prin­ci­pali atti­vità svolte online, una defi­ni­zione che pro­ba­bil­mente è par­ti­co­lar­mente ampia e va ben oltre i siti dei quo­ti­diani che deter­mina come per almeno il 61% del cam­pione [Fana­tici, Fol­lo­wer e Prag­ma­tici], pari a circa 17 milioni di per­sone se pro­iet­tato sull’universo degli utenti attivi nel mese, vi sia inte­resse per una qual­che forma d’informazione.

Come emerge dalla ricerca sullo sce­na­rio dell’informazione online, rea­liz­zata da Human High­way per conto di Liquida, infatti anche coloro che non fre­quen­tano abi­tual­mente quo­ti­diani online, né blog di attua­lità, sono più disin­te­res­sati ma non disin­for­mati. Sem­pli­ce­mente, incon­trano le infor­ma­zioni attra­verso una diversa dieta media­tica con meno quo­ti­diani  e meno blog ma più social net­works [si veda come, oltre ai tre clu­ster sopra­ci­tati, anche il 7o% dei “dor­mienti” e il 71% dei “non coin­volti” sia comun­que iscrittto ad almeno un social net­work] con i rap­porti per­so­nali che sono una fonte impor­tante di acqui­si­zione della noti­zia ma di taglio diverso: più cro­naca e attua­lità [e gos­sip], meno poli­tica interna ed estera e anche meno sport.

Per gli edi­tori, per l’industria dell’informazione, si tratta ora di capire come coin­vol­gere posi­ti­va­mente que­sti diversi gruppi di per­sone facen­doli appro­dare ai loro siti, e  così mone­tiz­zare, senza sca­dere come avviene attual­mente.  Se posso dirlo, ho delle idee al riguardo.

its-not-information-overload-shirky
Pubblicato il 11 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

L’Infobesità è Causata dai Social Network

Nella mia rubrica set­ti­ma­nale per l’European Jour­na­lism Obser­va­tory si parla di info­be­sità.

W. Rus­sell Neu­man, pro­fes­sore di studi della comu­ni­ca­zione alla Uni­ver­sity of Michi­gan,  Esz­ter Har­git­tai, pro­fes­sore asso­ciato di studi della comu­ni­ca­zione alla Nor­th­we­stern Uni­ver­sity, e Oli­via Curry, assi­stente alla ricerca presso la  Nor­th­we­stern Uni­ver­sity, hanno pub­bli­cato sulla rivi­sta sta­tu­ni­tense «The Infor­ma­tion Society» i risul­tati del loro stu­dio “Taming the Infor­ma­tion Tide: Infor­ma­tion Over­load in the Ame­ri­can Home”. Una sin­tesi del risul­tati è stata resa dispo­ni­bile recen­te­mente dalla Nor­th­we­stern Uni­ver­sity che ha con­cesso al sot­to­scritto, per conto appunto dell’European Jour­na­lism Obser­va­tory, copia inte­grale della ricerca.

Emerge, lo anti­cipo, come per le per­sone l”information over­load non sia vis­suto com­ples­si­va­mente come un pro­blema ma sia invece l’eccesso di con­di­vi­sioni, di infor­ma­zioni non richie­ste sui social net­work ad infa­sti­dire. Aspetto che anche altre ricer­che confermano.

Se già l’anno scorso c’era chi soste­neva che il pro­blema era mal posto e che invece di infor­ma­tion over­load fosse neces­sa­rio par­lare di infor­ma­tion over­con­sump­tion, di sovra­con­sumo infor­ma­tivo, Clay Shirky sostiene che si tratti di uti­liz­zare i giu­sti fil­tri. Fil­tri che, come sug­ge­rivo ieri, pos­sono essere, anche, quelli delle piat­ta­forme, degli str­ru­menti, di con­tent curation.

Pare dun­que che l’infobesità non sia un pro­blema ma che sia il con­sumo com­pul­sivo e l’eccesso di con­di­vi­sioni di infor­ma­zioni ad esserlo. C’è da rifletterci.

Buona let­tura. [Com­ment is free]

Storination
Pubblicato il 10 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

10 Strumenti per la Cura dei Contenuti

La con­tent cura­tion, l’atto di sco­prire e pre­sen­tare con­te­nuti digi­tali, sta diven­tando sem­pre più popo­lare tra edi­tori ed esperti di mar­ke­ting in un ottica di brand jour­na­lism. Invece di con­cen­trarsi sulla gene­ra­zione di nuovi con­te­nuti, la cura dei con­te­nuti si con­cen­tra sul fil­trare effi­ca­ce­mente i con­te­nuti da una varietà di fonti e la con­se­gna ai let­tori in un modo visi­va­mente accat­ti­vante e organizzata.

Ci sono diversi ser­vizi di cura dei con­te­nuti che con­sen­tono di creare rivi­ste online con con­te­nuti mash-up da siti web, blog, feed RSS, social media, e altre fonti online.

Qui di seguito una lista di 10 siti gra­tuiti per rea­liz­zare la cura dei con­te­nuti che è pos­si­bile uti­liz­zare per for­nire con­te­nuti per il pub­blico per creare la pro­pria rivi­sta digi­tale o il pro­prio quo­ti­diano. L’ obiet­tivo di fondo, è impor­tante spe­ci­fi­carlo, è quello di costruire una espe­rienza effi­cace e ridurre l’impatto dell’ over­load di informazioni.

1. Bag­theweb

Bag­TheWeb aiuta gli utenti a curare i con­te­nuti Web. Se si desi­dera sal­vare i migliori con­te­nuti che si incon­tra durante la navi­ga­zione in Inter­net ed averne accesso in un secondo momento que­sta è una risorsa impor­tante. Con­sente di sal­vare le pagine che tro­vate utili e uti­liz­zarlo per rife­ri­mento per­so­nale o da con­di­vi­dere con gli altri.

Come sug­ge­ri­sce il nome, è pos­si­bile creare una “borsa” [“Bag The Web”] per qual­siasi argo­mento e rac­co­gliere, pub­bli­care e con­di­vi­dere qual­siasi con­te­nuto dal Web. Que­ste “borse” pos­sono essere usate per molti scopi: per rac­co­man­dare i pro­dotti, per la con­di­vi­sione di cono­scenze tec­ni­che, per la costru­zione di guide di viag­gio, ma anche per difen­dere una causa, e per­sino per l’organizzazione di una riu­nione o la pre­pa­ra­zione di un discorso.

2. Pearl­tress

Pearl­tress è un ser­vi­zio gra­tuito che con­sente di creare la mappa vivente del web. Lo scopo di que­sto è quello di poter facil­mente sal­vare e recu­pe­rare con­te­nuti inte­res­santi che si tro­vano sul web. Il con­te­nuto memo­riz­zato viene orga­niz­zato e pre­sen­tato all’utente in maniera visi­va­mente accat­ti­vante ed pos­si­bile con­di­vi­derlo con gli altri.

3. Col­lec­ted

Col­lec­ted è un ser­vi­zio in cui facil­mente rac­co­gliere feed e fonti di noti­zie pro­prie e di altri su base gior­na­liera. È anche pos­si­bile espor­tare la rac­colta a un nuovo feed che è pos­si­bile uti­liz­zare nel vostro let­tore pre­fe­rito, come Goo­gle Rea­der, Net­New­sWire [se usate un Mac], etc. Col­lec­ted con­sente di rac­co­gliere siti di news, feeds di twit­ter, flickr RSS, blog, o qual­siasi cosa che uti­lizza RSS, Atom o XML.

4. Tra­pit

Tra­pit è uno degli stru­menti più nuovi con cui è pos­si­bile per­so­na­liz­zare la noti­zia che si legge on-line. Quanto più si uti­lizza il sito più cre­sce la cono­scenza e la pos­si­bi­lità di otte­nere rac­co­man­da­zini su nuovi con­te­nuti ai quali si potrebbe essere poten­zial­mente inte­res­sati Il pro­cesso attra­verso il quale indi­vi­duare il con­te­nuto che inte­ressa è un po’ diverso da altri, viene infatti data la pos­si­bi­lità di creare la propria“trappola”, il pro­prio con­te­ni­tore di infor­ma­zioni e noti­zie che viene così tra­sfor­mato in base per tutti i con­te­nuti di quel genere.

5. The­meefy

The­meefy è una bella piat­ta­forma per sco­prire, “curare”, com­pi­lare e pub­bli­care le infor­ma­zioni dal web creando la pro­pria rivi­sta per­so­nale a tema. È pos­si­bile creare un account gra­tuito o, in alter­na­tiva uti­liz­zare il vostro ID di Face­book o Twitter.

The­meefy per­mette di avere i con­te­nuti web tra­sfor­mati in una rivi­sta alla quale può acce­dere chiun­que tra­mite un unico URL. È molto facile da usare. È pos­si­bile creare la vostra rivi­sta e pub­bli­care con­te­nuti con l’aggiunta di link o cari­care i con­te­nuti dal computer.

6. Sto­rify

Sto­rify è pro­ba­bil­mente uno degli stru­menti più noti, aiuta i suoi utenti a rac­con­tare sto­rie  rac­colte dai social media come tweets, foto e video. Gli utenti pos­sono cer­care più social net­work da un luogo, e quindi tra­sci­nare i sin­goli ele­menti nelle loro sto­rie. Si pos­sono rior­di­nare gli ele­menti ed anche aggiun­gere testi per comn­sen­tire al let­tore di con­te­stua­liz­zare megio. Sto­rify è stato lan­ciato nel set­tem­bre 2010 ma è stato reso dispo­ni­bile pub­bli­ca­mente nell’aprile 2011, anno in cui e ha vinto la Star­tup Acce­le­ra­tor di Sou­th­west nel 2011.

7. Paper.li

Paper.li, è un altro tra gli stru­menti più noti e dif­fusi, è un ser­vi­zio di cura dei con­te­nuti. Per­mette di pub­bli­care una sorta di gior­nale sulla base di argo­menti a loro pia­cere ed offrire a let­tori e fol­lo­wers una sele­zione di noti­zie rac­colte e link gior­na­lieri. Richiede un account Twit­ter o Face­book per iscri­versi e ini­ziare la pub­bli­ca­zione che avviene rac­co­gliendo, curando, le fonti dei con­tatti su uno di que­sti social net­work. È inol­tre pos­si­bile uti­liz­zare Paper.li per mone­tiz­zare il con­te­nuto , offrendo abbo­na­menti a paga­mento con la ver­sione PRO.

8. Issuu

Issuu è un ser­vi­zio gra­tuito che per­mette di cari­care qual­siasi tipo di docu­mento e farne una rivi­sta. Con 52 milioni di let­tori al mese, Issuu è una delle piat­ta­forme in più rapida cre­scita dell’editoria digi­tale in tutto il mondo e un modo molto effi­cace per indi­riz­zare il traf­fico al blog o al sito web della vostra azienda. Con­sente di rac­co­gliere, con­di­vi­dere e pub­bli­care infor­ma­zioni in un accat­ti­vante e user-friendly for­mato rivi­sta digitale.

Gra­zie alla ver­sione PRO può essere un modo molto effi­cace per gli edi­tori minori per costruire il loro pub­blico. Per­so­nal­mente  ne ho spe­ri­men­tato con sod­di­sfa­zione l’utilizzo quando con l’amico Enrico Sbandi rea­liz­zammo un istant maga­zine per Miss Ita­lia 2011.

9. Sto­ri­na­tion

Per creare in meno di un minuto uno sto­ry­board curato di voi e, volendo, da altri.
Sto­ri­na­tion con­sente di creare comu­nità online, chia­mata nazione, in cui le per­sone con­di­vi­dono le sto­rie sociali sullo stesso argo­mento. Dopo aver aperto la vostra “nazione”, a orga­niz­zare il vostro Sto­ry­board, uno spa­zio vir­tuale in cui chiun­que può con­tri­buire aggiun­gendo la pro­pria sto­ria da Storify.

10. Scoop.it

Scoop.it è un ottimo stru­mento per sco­prire con­te­nuti rile­vanti per la pro­pria nic­chia, non­ché per for­nire con­te­nuti ai let­tori. Si può uti­liz­zare la dash­board, il cru­scotto, per recu­pe­rare i con­te­nuti in base a fil­tri delle parole chiave o alla data da un numero illi­mi­tato di fonti, tra cui siti web, feed RSS, spe­ci­fici account sui social media, e altro ancora. Scoop.it fa il resto e si for­ni­sce esat­ta­mente il tipo di con­te­nuto che si sta cer­cando. Scoop.it, nelle loro stesse parole, con­sente di “pub­bli­care facil­mente rivi­ste splen­dide”. Si tratta di un ottimo stru­mento per cura­tion leva e, per­chè no, per aumen­tare la pro­pria visi­bi­lità se non si ha tempo per rea­liz­zare, ancora una volta per curare, un blog.

A mar­gine, si segnala, con­si­gliando ovvia­mente la let­tura, l’elenco rea­liz­zato da Sim­ply­ze­sty sui 10 migliori aggre­ga­tori di noti­zie: “The 10 Best News Aggre­ga­tor Apps For Those On The Go”

Update delle 10.10: Su segna­la­zione di Rosa­ria Gagliano gli stru­menti diven­tano, almeno, 10+1.

11. Next­Mags

Next­Mags, piat­ta­forma tutta ita­liana, per­mette di creare in pochi facili passi una rivi­sta. E’ pos­si­bile gestire i maga­zine rea­liz­zati  da solo o in gruppo, con i fami­liari, amici, col­le­ghi o com­pa­gni di squa­dra. Diversi tipi di ruoli asse­gnati dall’amministratore per­met­te­ranno di gestire la crea­zione e la gestione col­la­bo­ra­tiva degli articoli.

E ’ pos­si­bile pub­bli­care la/le rivi­ste rea­liz­zate su Face­book, Twit­ter e altre piat­ta­forme sociali, e ren­derli acces­si­bili da tutto il mondo.

Ovvia­mente ogni ulte­riore segna­la­zione, nello spa­zio dei com­menti, è asso­lu­ta­mente gradita.

Flipboard InfoGraphic
Pubblicato il 9 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

I Numeri di Flipboard

Fli­p­board, anche se il suo Diret­tore Edi­to­riale non con­di­vide que­sta defi­ni­zione, è uno dei più cele­bri aggre­ga­tori sociali di noti­zie per tablet e smart­phone, ha avuto una cre­scita espo­nen­ziale dal lan­cio di due anni fa ad oggi.

A fine 2011, quando è stata lan­ciata la ver­sione per smart­phone, aveva 5 milioni di utenti, men­tre ora annun­cia di aver rag­giunto i 20 milioni di utenti e che ogni secondo una per­sona in più sca­rica l’applicazione. Acce­dono a Fli­p­board 1,5 milioni di utenti al giorno in tutto il mondo uti­liz­zan­dolo per circa 3 minuti [pari ad 86 minuti al mese] e ven­gono con­su­mate, viste media­mente 5 pagine [flips]

Il 75% degli uti­liz­za­tori è col­le­gato con almeno un social net­work e genera 14,5 milioni di con­di­vi­sioni al mese. Il giorno di picco nell’utilizzo dell’applicazione è la dome­nica per i tablet e il gio­vedì per la ver­sione per smart­phone. Le news sono uno degli argo­menti che mag­gior­mente ven­gono inse­riti, scelti, da chi sca­rica e uti­lizza l’app.

Que­ste e altre infor­ma­zioni quelle con­te­nute nell’info­gra­fica rea­liz­zata da Fli­p­board per cele­brare i due anni dal lan­cio il 28 ago­sto scorso.

Per quanto riguarda il nostro Paese in maniera spe­ci­fica, che non rien­tra tra i “top coun­tries”, secondo App­Data, è al 13esimo posto tra le app gra­tuite di noti­zie più sca­ri­cate per quanto riguarda la ver­sione per iPhone, men­tre si col­loca al 9° posto nella ver­sione per iPad. Una posi­zione che vede l’aggregatore davanti a molti quo­ti­diani nazio­nali nella ver­sione per smart­phone e in buona posi­zione in quella per tablet, in cui, comun­que, le app dei grandi quo­ti­diani nazio­nali sono bat­tute da quelle di Nasa Tele­vi­sion e di Natio­nal Geo­gra­phic Italia.

Ren­dere l’esperienza di let­tura più per­so­na­liz­zata, evi­tando di repli­care anche per tablet e smart­phone il modello gene­ra­li­sta dei gior­nali pare dun­que una strada vin­cente, restano da valu­tare, anche in que­sto caso, la soste­ni­bi­lità dell’attuale modello di busi­ness per quanto riguarda l’impresa ed i rischi con­nessi all’eccesso di per­so­na­liz­za­zione, quello che Par­sier defi­ni­sce “The Fil­ter Bub­ble”, per le persone.

- Clicca per Ingrandire -

Locandine Giornali
Pubblicato il 8 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

Le 20 Tendenze per il 2020

Se Mark Potts su «Reco­ve­ring Jour­na­list» trac­cia una sin­tesi dei cam­bia­menti che la Rete e la tec­no­lo­gia hanno appor­tato a gior­nali e gior­na­li­smo negli ultimi 20 anni che vale asso­lu­ta­mente il tempo della let­tura, sono ancora più inte­res­santi le pre­vi­sioni rea­liz­zate da «New­spa­pers & Tech­no­logy» sulle ten­denze per il 2020, uno sguardo futu­ri­bile che parte da feno­meni attual­mente già in fase di avvio che dovreb­bero, secondo quanto pub­bli­cato, esplo­dere e consolidarsi.

Per como­dità di let­tura ho tra­dotto i 20 punti elencati.

1. La con­net­ti­vità wire­less è onni­pre­sente e facil­mente acces­si­bile, reti più potenti sono messe in funzione.

2.  La pene­tra­zione Tablet vola, diven­tano più leg­geri, più eco­no­mici e più ver­sa­tili, gli smart­phone sono uti­liz­zati da oltre il 90 per cento dei con­su­ma­tori. I dispo­si­tivi mobili sono sem­pre presenti.

3.  I siti sono più intel­li­genti, pro­get­tati con ele­menti con­ce­piti per inte­grarsi in fun­zione di come il cer­vello umano inte­ra­gi­sce con essi.

4.  Aumen­tano le pres­sioni, e le forze eco­no­mi­che, sui costi asso­ciati alla distri­bu­zione fisica di un pro­dotto stampato.

5.  Noti­zie che non solo è pos­si­bile uti­liz­zare, ma noti­zie iper­per­so­na­liz­zate rea­liz­zate per ogni sin­golo indi­vi­duo. Hyper-informazione mirata che è costan­te­mente visua­liz­zata sui pro­pri dispo­si­tivi mobile. Ma i con­su­ma­tori dipen­dono ancora dai redat­tori dalla loro capa­cità di curare le infor­ma­zioni impor­tanti per loro.

6.  Il gior­nale stam­pato soprav­vive, ma non in ogni città ame­ri­cana e non tutti i giorni della settimana.

7 . I gior­nali sono ormai mar­chi di noti­zie, con la carta stam­pata che è solo uno dei molti pro­dotti e ser­vizi che inclu­dono social media mana­ge­ment, pro­get­ta­zione di siti web e altre offerte su misura per le pic­cole e medie imprese.

8. I Gior­nali di carta sono dispo­ni­bili in più forme e dimen­sioni, con for­mati com­patti che pre­val­gono sugli attuali broad­sheet e  tabloid.

9. Le orga­niz­za­zioni edi­to­riali di infor­ma­zione sono più sog­get­tive, con con­te­nuti volti a ser­vire par­ti­co­lari gruppi di inte­resse ed  ideo­lo­gie. Una ple­tora di canali e punti ven­dita offre ai con­su­ma­tori mol­te­plici prospettive.

10. La pro­prietà azien­dale di quo­ti­diani non è più di imprese ma di pri­vati ​​e gruppi di pri­vate equity che ven­gono ad assu­mere un mag­giore con­trollo dell’industria dell’informazione.

11. Pic­coli edi­tori dedi­cati a sin­gole comu­nità e pro­prie­tari di gior­nali che ser­vono le più pic­cole città con­ti­nuano a pro­spe­rare. Allo stesso modo, le mar­che nazio­nali come il New York Times, il Wall Street Jour­nal e USA Today rima­nere in vita, men­tre quelli di medie dimen­sioni metro­po­li­tane hanno com­ple­ta­mente rior­ga­niz­zato le loro ope­ra­tions per rima­nere vitali.

12. La Qua­lità vende: La ricerca della verità è ancora importante.

13. I Pro­dotti ed cicli di vita delle tec­no­lo­gie si com­pri­mono ulte­rior­mente, costrin­gendo mana­ger e diri­genti a rea­gire ai cam­bia­menti del mer­cato ancora più velocemente.

14. Le stra­te­gie di coin­vol­gi­mento della comu­nità si evol­vono con i gior­nali che sono foca­liz­zati su come attrarre una par­te­ci­pa­zione civica dei let­tori. Alcuni mer­cati hanno repor­ter volon­tari in maniera simile a come alcune città hanno i vigili del fuoco volon­tari. L’obiettivo: ridurre i costi asso­ciati alla crea­zione di contenuti.

15. La pre­coc­cu­pa­zione per quanto riguarda la pri­vacy cre­sce in quanto i con­su­ma­tori sono sem­pre più pre­oc­cu­pati di quanto il mar­ke­ting e altri terzi in gene­rale cono­scano le loro inten­zioni e preferenze.

16. La linea di demar­ca­zione tra il mondo delle app ed il Web scom­pare, per­met­tendo la crea­zione di un nuovo por­ta­fo­glio di servizi.

17. Forum di discus­sione e com­mento sono monetizzati.

18. I Dati regnano sovrani: Come sono rac­colti, come ven­gono estratti e come sono con­fe­zio­nati sia per gli inser­zio­ni­sti e lettori.

19. Gli edi­tori che si adat­tano con suc­cesso si posi­zio­nano per godere della pros­sima età d’oro del giornalismo.

20 Il Chi­cago Tri­bune, Chi­cago Sun-Times e Daily Herald a Arling­ton Heights, Illi­nois, offrono edi­zioni spe­ciali olo­gra­fi­che dei Chi­cago Cubs vin­ci­tori del 2020 World Series. OK. Stiamo sognando una parte di que­sto arti­colo, ma la tec­no­lo­gia olo­gra­fica è reale.

Mi sem­bra possa essere uno sce­na­rio suf­fi­cien­te­mente pro­ba­bile, anche se, per quanto riguarda spe­ci­fi­ca­ta­mente il nostro Paese, aggiun­ge­rei almeno altri 5 anni aggior­nando le ten­denze descritte al 2025.

Sem­pre da da «New­spa­pers & Tech­no­logy», si con­si­glia la let­tura di “It’s 2020: Do you know where your new­spa­per is? Bet­ter yet, do you know what your new­spa­per is?” e la sin­tesi rea­liz­zata da WAN — IFRA sul tema: “The fami­liar future face of newspapers”

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