Pubblicato il 20 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

Global Digital Media Trendbook 2012

World New­sme­dia Research Group, asso­cia­zione mon­diale no pro­fit di ricerca stra­te­gica sui media, con il sup­porto dell’ Euro­pean Publi­shers Coun­cil, della FIPP e di Vislink,  ha rila­sciato pochi giorni fa “The Glo­bal Digi­tal Media Trend­book 2012″, ricerca giunta alla set­tima edi­zione sulle ten­denze, le evo­lu­zioni dei digi­tal media a livello globale.

Il rap­porto con­clu­sivo può essere acqui­stato a 300 € men­tre la sin­tesi dei risul­tati prin­ci­pali è dispo­ni­bile gra­tui­ta­mente facen­done richie­sta per mail.

Al di là di ten­denze già note, a comin­ciare dal calo degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari su quo­ti­diani e perio­dici e della forte cre­scita dell’advertising online, della quale però l’industria dell’informazione bene­fi­cia solo in minima parte, si evi­den­zia una for­tis­sima con­cen­tra­zione, ancora una volta, del mer­cato pub­bli­ci­ta­rio con 10 nazioni, tra le quali sep­pur all’ultimo posto figura anche l’Italia, che rap­pre­sen­tano il 72,7% di tutti gli inve­sti­menti in adver­ti­sing ed il resto del mondo a solo il 27,3%.

Altret­tanta con­cen­tra­zione per l’advertising online [search inclusa], come già emer­geva dal rap­porto annuale rea­liz­zato da PEW Research Center’s Pro­ject for Excel­lence in Jour­na­lism: “State of the News Media 2012″, con le prime 5 aziende che rac­col­gono ben il 67,7% del totale degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari online tra le quali Goo­gle pesa da solo ben il 40,6%. Valori in gioco che spie­gano sia la guerra degli edi­tori con­tro l’azienda di Moun­tain View che una parte delle dif­fi­coltà a otte­nere ricavi signi­fi­ca­tivi dal Web per l’industria dell’informazione.

Minore la con­cen­tra­zione nella sola cate­go­ria display dove i primi 5 pesano il 47,4% del totale con Face­book e Goo­gle che deten­gono rispet­ti­va­mente il 14% ed il 13,8%.

In Europa nel 2011 i video pesa­vano il 44% del totale della rac­colta pub­bli­ci­ta­ria online, i social net­work il 37% e il mobile il 18%. Secondo quanto pub­bli­cato nel rap­porto gli inve­sti­menti sul mobile dovrebbe cre­scere in maniera espo­nen­ziale rag­giun­gendo nel 2015 una quota del 29%, cre­scita quasi tutta a sca­pito dei social net­work. Non a caso Face­book ha comin­ciato a risa­lire in borsa dopo aver annun­ciato di aver ini­ziato a testare una sua piat­ta­forma per la pub­bli­cità su mobile.

Per quanto riguarda spe­ci­fi­ca­ta­mente l’Italia il valore dei ser­vizi acqui­stati da mobile dovrebbe cre­scere dai 160 milioni di dol­lari del 2011 ai 681 del 2015; una pre­vi­sione forse ecces­si­va­mente otti­mi­stica visto che, come evi­den­zia il rap­porto stesso, siamo il Paese che, dopo la Spa­gna, ha il minor livello di down­loads delle app per tablet e smart­pho­nes sia a paga­mento che gra­tuite. Ipo­tesi che par­rebbe con­fer­mata anche dall’incidenza di solo il 34% dei pos­ses­sori di smart­pho­nes che in Ita­lia acce­dono ad Inter­net quo­ti­dia­na­mente da que­sto mezzo, da que­sto device.

Infine, nelle 25 nazioni prese in esame dalla ricerca le atti­vità più comu­ne­mente svolte online sem­brano essere la visione di video, l’utilizzo di posta elet­tro­nica e l’acquisto di pro­dotti, un’attività quest’ultima che, sep­pure in forte svi­luppo, non riguarda certo l’Italia. Gli aggre­ga­tori, anche se il dato non è recen­tis­simo, sono ancora appan­nag­gio di una ristretta fascia di utenti.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Digital Marketing Manager @etalia_net | Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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