Posted on 15 settembre 2012 by

Giornalismo & Diffamazione

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E’ uscito pochi giorni fa il trai­ler, l’anteprima di “Al Qaeda, Al Qaeda”, docu-film di denun­cia con­tro la disin­for­ma­zione e la per­se­cu­zione a mezzo stampa in Ita­lia. Visti gli avve­ni­menti di que­sti giorni non poteva esservi scelta più azzeccata.

Il docu-film rico­strui­sce e narra sto­rie vere, attra­verso la testi­mo­nianza diretta degli inte­res­sati, mate­riale di archi­vio e scene ori­gi­nali, le sto­rie che giorno dopo giorno i media rac­con­tano agli ita­liani, senza rite­gno per la verità delle cose e  molto spesso senza alcun rispetto per le per­sone che sono coin­volte. Sto­rie di ordi­na­ria fol­lia media­tica note per i casi più cele­bri come “la mac­china del fango” die­tro le quali si nascon­dono, o ven­gono nasco­ste a seconda dei punti di vista, abusi e dif­fa­ma­zione del gior­na­li­smo nostrano.

Il film docu­men­ta­rio è tratto dal libro “Primo, non dif­fa­mare” di Luca Bauc­cio, avvo­cato e cofon­da­tore di You­Re­por­ter, il primo sito ita­liano di video-citzen jor­na­lism, che, tra le altre cose, ha difeso, con suc­cesso, la moglie di Abu Omar nel pro­cesso con­tro i suoi sequestratori.

Bauc­cio, da me con­tat­tato, spiega che il film, attual­mente nelle fase con­clu­siva di mon­tag­gio, avrà la durata di circa 50 minuti e sarà pre­sen­tato uffi­cial­mente il 18 otto­bre pros­simo presso il cinema Apollo in Gal­le­ria De Cri­sto­fo­ris a Milano. Gli attori, sono tutti non pro­fes­sio­ni­sti anche se alcuni di loro, come Bep­pino Englaro o You­seff Nada, sono comun­que per­so­naggi noti; ciò che li acco­muna è il fatto di essere tutti per­sone che sono state dif­fa­mate dai media negli ultimi anni.

Il film sarà distri­buito attra­verso i canali “non uffi­ciali”, non appa­rirà dun­que nelle sale cine­ma­to­gra­fi­che ma sarà dispo­ni­bile in Rete, su iTunes..etc. e il dvd sarà posto in ven­dita al prezzo “popo­lare” di 8/10 euro.

“Al Qaeda, Al Qaeda”, è il grido di al lupo, al lupo, meta­fora di come sia facile essere vit­time di accuse di reati infa­manti da un gior­nale, o da una tele­vi­sione. Non vuole sup­por­tare le tesi com­plot­ti­ste sull’11 set­tem­bre ma riba­dire quali siano i pre­sup­po­sti di una con­vi­venza civile. Un com­pito tutt’altro che facile in un con­te­sto in cui vince chi grida di più, anche dalle pagine e dalle edi­zioni online dei gior­nali, e la dif­fa­ma­zione appare a tutta pagina men­tre le smen­tite, quando vi sono, in un tra­fi­letto nella parte bassa della 52esima pagina.

Vedremo quali spazi saranno con­cessi dai main­stream media a que­sta impor­tante rea­liz­za­zione, sarà anche que­sto uno “ZMOT” [zero moment of truth] anche se da un’altra pro­spet­tiva da quella a cui si rife­ri­sce Google.

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