Posted on 30 agosto 2012 by

A Tutto Schermo

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Goo­gle ha pub­bli­cato ieri i risul­tati di un’indagine sul mondo multischermo.

La ricerca: “The New Multi-screen World: Under­stan­ding Cross-Platform Con­su­mer Beha­vior”, con­dotta nel secondo tri­me­stre di quest’anno in col­la­bo­ra­zione con Ipsos ed un’azienda spon­sor, ha inve­sti­gato come i diversi media sono uti­liz­zati nel corso della gior­nata, come i diversi schermi [PC, smart­phone, tablet e TV] impat­tano l’uno sull’altro, le moti­va­zioni di uti­lizzo di un mezzo rispetto all’altro, come tablets e smart­pho­nes sono uti­liz­zati insieme a PC e TV, come le per­sone fac­ciano un uti­lizzo mul­ti­schermo per rea­liz­zare ciò che gli inte­ressa e, ine­vi­ta­bil­mente trat­tan­dosi di Goo­gle, il ruolo della search, della ricerca sui motori in quest’ambito.

I risul­tati dicono molto sul futuro dei media e sulle stra­te­gie di comu­ni­ca­zione da adottare.

Il primo ele­mento che emerge è che il 90% delle inte­ra­zioni, del tempo di con­sumo dei media passa ora per uno schermo men­tre a radio, rivi­ste e gior­nali va il restante 10%. Aspetto che, per quanto riguarda la stampa, raf­forza la mia con­vin­zione sulla neces­sità di accel­le­rare spe­ri­men­ta­zioni sull’impiego di solu­zioni di realtà aumentata.

Si evi­den­zia come ad ogni device, ad ogni schermo sia asso­ciato un ruolo con il PC vis­suto come ele­mento pro­dut­tivo, di lavoro, gli smart­pho­nes come ele­mento di comu­ni­ca­zione “always on”, ed i tablets come ele­mento asso­ciato pre­va­len­te­mente al diver­ti­mento, allo svago. Ruoli che è neces­sa­rio tenere in con­si­de­ra­zione nel momento di creare con­te­nuti infor­ma­tivi e/o di pro­get­tare azioni di comunicazione.

Vi sono fon­da­men­tal­mente due moda­lità di uti­lizzo dei diversi mezzi. Uno è sequen­ziale, ovvero si ini­zia uti­liz­zando uno stru­mento per poi com­ple­tare su di un altro, men­tre l’altro è con­tem­po­ra­neo, in mul­ti­ta­sking, siano atti­vità rela­zio­nate tra loro [come ad esem­pio com­men­tare sui social net­work quel che si vede in TV] o meno. Si tratta di com­por­ta­menti messi in atto dal 98% delle per­sone intervistate.

Gli smar­pho­nes sono il mezzo più comu­ne­mente utliz­zato per ini­ziare un’attività che viene poi com­ple­tata con un altro tipo di mezzo, il PC è invece il punto di par­tenza per atti­vità di mag­gior com­ples­sità, sia lavo­ra­tive che non, e i tablets con­fer­mano l’associazione con il lei­sure essendo spesso uti­liz­zati in prima bat­tuta per aqui­sti online e pia­ni­fi­ca­zione di vacanze [e-tourism].

L’utilizzo mul­ti­schermo avviene con tre com­bi­na­zioni nell’arco della gior­nata, il caso più fre­quente è nell’abbinamento tra smart­pho­nes e TV. Resta l’e-mail l’attività più comune durante il mul­ti­ta­sking, seguita dalla navi­ga­zione su Inter­net e la par­te­ci­pa­zione nei social net­work. Nel 22% dei casi le atti­vità di mul­ti­ta­sking sono com­ple­men­tari tra loro e, di riflesso, non lo sono nel 78% dei casi.

La ricerca non chia­ri­sce quanto que­sto sia ele­mento di distra­zione, di caduta di atten­zione, ma con una per­cen­tuale così ele­vata di atti­vità non rela­zio­nate tra loro non è dif­fi­cile imma­gi­nare che lo sia. Si tratta sia di un’opportunità, se si pensa alla pos­si­bi­lità di visi­tare il sito web di un’azienda/brand visti in tele­vi­sione, ma anche di una minac­cia al valore della comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria in TV.

Come con­clu­dono, giu­sta­mente, gli esten­sori della ricerca, l’approccio, il ten­ta­tivo di coin­vol­gere le per­sone, non deve più essere tra digi­tale e tra­di­zio­nale ma spe­ci­fi­ca­ta­mente mirato a cia­scun sup­porto, per­so­na­liz­zan­dolo per cia­scun device, per cia­scun media.

Ben­ve­nuti nel nuovo mondo multischermo.

A mar­gine, sul tema, si con­si­glia la con­sul­ta­zione di que­sta pre­sen­ta­zione: “Pat­terns for Mul­ti­screen Stra­te­gies” e la let­tura dell’articolo di cor­redo alla stessa.

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