Le 5 W del Giornalismo nel 2012

Le 5 W del giornalismo sono alla prima pagina del bigino per prepararsi all’abilitazione professionale.

Se i criteri basici di questa regola, che risale addirittura all’Ottocento, ai tempi della trasmissione di notizie e articoli attraverso il telegrafo, restono certamente ancora oggi validi, altrettanto certamente le evoluzioni dell’ecosistema dell’informazione ne richiedo un’interpretazione in chiave di coinvolgimento del lettore da parte dei giornalisti e dei giornali.

E’ quello che propone Ike Pigott, ex giornalista televisivo ora votato alla comunicazione d’impresa, che suggerisce una rivisitazione della regola focalizzando l’attenzione su coinvolgimento e gli elementi esperienzali del lettore.

Le 5 W diventano dunque:

  • Who are we trying to communicate to? – A chi stiamo cercando di comunicare – Elemento di base di riflessione sul gruppo di persone, sul pubblico di riferimento al quale si comunica.
  • What do they want to talk about? – Di cosa [qs persone] vogliono parlare – Si ribalta l’approccio ed invece di imporre un’agenda, dei temi, si ascolta, si comprende quali temi interessano il gruppo, i gruppi di persone che si vogliono coinvolgere.
  • Where are they going to be receiving this information? – Dove riceveranno questa informazione – E’ un riferimento sia al luogo fisico nell’epoca della mobilità che di tipo di supporto sul quale le persone riceveranno l’informazione, le notizie. Dalla carta al PC passando per smartphones e tablets.
  • When are we delivering it? – Quando la esprimeremo, la “consegneremo” – In un ambiente multipiattaforma quando [e come inevitabilmente] scegliere un format piuttosto che un altro.
  • Why should they care about receiving it from us? – Perchè [le persone, il pubblico] dovrebbero essere interesssate a riceverla da noi – Qual’è la value proposition, la proposta di valore che offriamo alle persone.

5 W alle quali Pigott aggiunge anche la H di How: How will we deliver it? – Come la esprimeremo, la “consegneremo” – Attraverso quale piattaforma e forma esprimeremo la notizia, l’informazione.

Nell’attuale momento con giornalismo partecipativo e social media che assumono una rilevanza crescente all’interno dell’ecosistema dell’informazione sono domande alle quali dare una risposta è divenuto un requisito basico da soddisfare. Credo davvero.

Ad integrazione, sempre in tema, si consiglia la lettura di “Journalism That Matters: An Emerging Cultural Narrative”, non recentissimo ma assolutamente ancora attuale.

Social

Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
Social

Latest posts by Pier Luca Santoro (see all)

14 thoughts on “Le 5 W del Giornalismo nel 2012

  1. Alcuni appunti: è vero che nell’articolo di wikipedia linkato è scritto che le 5 W sarebbero state inventate nell’Ottocento, ma in realtà, come è scritto poco più sotto si tratta della regola delle ’5 Q’ della retorica classica: quis, quod, quo, quando, quia, e qualcuno ci aggiungeva anche quem ad modum, cioè ‘come’. L’how non è quindi un’invenzione di Piggott, ma viene peraltro aggiunta anche nell’ambito giornalistico da parecchi anni.
    Quanto alla rivisitazione, è molto interessante, ma è qualcosa di completamente diverso dalle 5W, che servivano ad analizzare ciò l’argomento che si doveva esporre, non il destinatario e la sua situazione comunicativa. Può essere un metodo da affiancare, ma non da sostituire.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.