Posted on 4 agosto 2012 by

Iconografia Quotidiana

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Al mio arti­colo di ieri sulle carenze qua­li­ta­tive di molti gior­nali online del nostro Paese, del sen­sa­zio­na­li­smo ad ogni costo e della deriva verso il gos­sip più becero per il quale si stanno facendo rico­no­scere, si aggiunge la voce di Mas­simo Man­tel­lini che si chiede “quanto ampio e ripe­ti­tivo debba essere il numero delle caz­zate, dei boxini mor­bosi, delle tette e dei culi ana­liz­zati con la cura dell’entomologo in gal­le­rie di imma­gini scat­tate con un teleo­biet­tivo a Fre­gene, per poter defi­ni­ti­va­mente dichia­rare fal­lita la mis­sione infor­ma­tiva dei grandi gior­nali ita­liani sul web”.

Eccco allora che viene d’aiuto quanto rea­liz­zato da Tom Scott che pro­pone una serie di eti­chette che ha chia­mato Jour­na­lism War­ning Labels. Si tratta di stic­kers, che volendo potreb­bero essere uti­liz­zati anche in testa agli arti­coli online, che aiu­tano a qua­li­fi­care e codi­fi­care la natura degli arti­coli di gior­nale. Si va dai con­te­nuti non veri­fi­cati al copia-incolla dei comu­ni­cati stampa pas­sando per l’incompeteza sul tema trat­tato ed il ser­vi­li­smo verso i potenti durante le interviste.

Pare ahimè siano tutti necessari.

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