agosto 2012

Pubblicato il 31 agosto 2012 by Pier Luca Santoro

Facebook Vende la Pubblicità con un’Infografica

Le imma­gini sono il con­te­nuto mag­gior­mente con­di­viso nei social net­work ed in Rete in generale.

Tra tutte [esclu­dendo per un attimo quelle dei gatti] negli ultimi 3 anni si è assi­stito ad una vera e pro­pria esplo­sione delle info­gra­fi­che, imma­gini nate per sin­te­tiz­zare effi­ca­ce­mente una grossa mole di dati che hanno avuto una ampis­sima dif­fu­sione nell’utilizzo sino ad arri­vare all’abuso, all’utilizzo stru­men­tale e spesso mal ese­guito, al fine di gene­rare buzz, per rag­giun­gere nel minor tempo pos­si­bile ampia dif­fu­sione del con­te­nuto promozionale.

Pochi giorni fa Face­book ha rea­liz­zato, appunto, un’info­gra­fica per spie­gare la pro­pria pub­bli­cità. Un ulte­riore segnale delle dif­fi­coltà che vive in que­sto momento il social net­work che arriva a spin­gere con azioni di buzz mar­ke­ting nella spe­ranza di ven­dere la pubblicità.

Daily Media Interactions
Pubblicato il 30 agosto 2012 by Pier Luca Santoro

A Tutto Schermo

Goo­gle ha pub­bli­cato ieri i risul­tati di un’indagine sul mondo multischermo.

La ricerca: “The New Multi-screen World: Under­stan­ding Cross-Platform Con­su­mer Beha­vior”, con­dotta nel secondo tri­me­stre di quest’anno in col­la­bo­ra­zione con Ipsos ed un’azienda spon­sor, ha inve­sti­gato come i diversi media sono uti­liz­zati nel corso della gior­nata, come i diversi schermi [PC, smart­phone, tablet e TV] impat­tano l’uno sull’altro, le moti­va­zioni di uti­lizzo di un mezzo rispetto all’altro, come tablets e smart­pho­nes sono uti­liz­zati insieme a PC e TV, come le per­sone fac­ciano un uti­lizzo mul­ti­schermo per rea­liz­zare ciò che gli inte­ressa e, ine­vi­ta­bil­mente trat­tan­dosi di Goo­gle, il ruolo della search, della ricerca sui motori in quest’ambito.

I risul­tati dicono molto sul futuro dei media e sulle stra­te­gie di comu­ni­ca­zione da adottare.

Il primo ele­mento che emerge è che il 90% delle inte­ra­zioni, del tempo di con­sumo dei media passa ora per uno schermo men­tre a radio, rivi­ste e gior­nali va il restante 10%. Aspetto che, per quanto riguarda la stampa, raf­forza la mia con­vin­zione sulla neces­sità di accel­le­rare spe­ri­men­ta­zioni sull’impiego di solu­zioni di realtà aumentata.

Si evi­den­zia come ad ogni device, ad ogni schermo sia asso­ciato un ruolo con il PC vis­suto come ele­mento pro­dut­tivo, di lavoro, gli smart­pho­nes come ele­mento di comu­ni­ca­zione “always on”, ed i tablets come ele­mento asso­ciato pre­va­len­te­mente al diver­ti­mento, allo svago. Ruoli che è neces­sa­rio tenere in con­si­de­ra­zione nel momento di creare con­te­nuti infor­ma­tivi e/o di pro­get­tare azioni di comunicazione.

Vi sono fon­da­men­tal­mente due moda­lità di uti­lizzo dei diversi mezzi. Uno è sequen­ziale, ovvero si ini­zia uti­liz­zando uno stru­mento per poi com­ple­tare su di un altro, men­tre l’altro è con­tem­po­ra­neo, in mul­ti­ta­sking, siano atti­vità rela­zio­nate tra loro [come ad esem­pio com­men­tare sui social net­work quel che si vede in TV] o meno. Si tratta di com­por­ta­menti messi in atto dal 98% delle per­sone intervistate.

Gli smar­pho­nes sono il mezzo più comu­ne­mente utliz­zato per ini­ziare un’attività che viene poi com­ple­tata con un altro tipo di mezzo, il PC è invece il punto di par­tenza per atti­vità di mag­gior com­ples­sità, sia lavo­ra­tive che non, e i tablets con­fer­mano l’associazione con il lei­sure essendo spesso uti­liz­zati in prima bat­tuta per aqui­sti online e pia­ni­fi­ca­zione di vacanze [e-tourism].

L’utilizzo mul­ti­schermo avviene con tre com­bi­na­zioni nell’arco della gior­nata, il caso più fre­quente è nell’abbinamento tra smart­pho­nes e TV. Resta l’e-mail l’attività più comune durante il mul­ti­ta­sking, seguita dalla navi­ga­zione su Inter­net e la par­te­ci­pa­zione nei social net­work. Nel 22% dei casi le atti­vità di mul­ti­ta­sking sono com­ple­men­tari tra loro e, di riflesso, non lo sono nel 78% dei casi.

La ricerca non chia­ri­sce quanto que­sto sia ele­mento di distra­zione, di caduta di atten­zione, ma con una per­cen­tuale così ele­vata di atti­vità non rela­zio­nate tra loro non è dif­fi­cile imma­gi­nare che lo sia. Si tratta sia di un’opportunità, se si pensa alla pos­si­bi­lità di visi­tare il sito web di un’azienda/brand visti in tele­vi­sione, ma anche di una minac­cia al valore della comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria in TV.

Come con­clu­dono, giu­sta­mente, gli esten­sori della ricerca, l’approccio, il ten­ta­tivo di coin­vol­gere le per­sone, non deve più essere tra digi­tale e tra­di­zio­nale ma spe­ci­fi­ca­ta­mente mirato a cia­scun sup­porto, per­so­na­liz­zan­dolo per cia­scun device, per cia­scun media.

Ben­ve­nuti nel nuovo mondo multischermo.

A mar­gine, sul tema, si con­si­glia la con­sul­ta­zione di que­sta pre­sen­ta­zione: “Pat­terns for Mul­ti­screen Stra­te­gies” e la let­tura dell’articolo di cor­redo alla stessa.

ADV nel Mondo per Media
Pubblicato il 29 agosto 2012 by Pier Luca Santoro

Gli Investimenti Pubblicitari Online Sorpassano i Giornali

Carat, una delle mag­giori agen­zie di media buy­ing nel mondo, ha pub­bli­cato le pre­vi­sioni di chiu­sura per il 2012 e la stima per il 2013 degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari sud­di­visi per tipo­lo­gia di mezzo e per continente.

Com­ples­si­va­mente, a livello mon­diale, le pre­vi­sioni sono di una cre­scita del 5% nel 2012 e del 5,3% per il 2013; stime che sono al ribasso rispetto allle pre­vi­sioni effet­tuate in pre­ce­denza. Una ten­denza al calo gene­rata fon­da­men­tal­mente dalla crisi di tutta l’Europa Occi­den­tale, con l’Italia che dovrebbe avere una fles­sione degli inve­sti­menti nel 2012 del 5% e con­ti­nuare a per­dere, anche se in maniera meno accen­tuata, pure nel 2013.

Gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari online rubano quota a tutti gli altri mezzi rag­giun­gendo il pros­simo anno il 16,9% del totale. La stima effet­tuata pre­vede che il 2013 sia, possa essere, l’anno del sor­passo con la spesa in adver­ti­sing online supe­riore a quella dei gior­nali che si asse­ste­reb­bero a livello mon­diale al 13,5% essendo il media che cede mag­gior quota al digitale.

Una realtà molto distante da quella del nostro Paese dove i quo­ti­diani di carta pesano ancora il 17,9% degli inve­sti­menti con­tro il 7,8% dell’online ma che indica ugual­mente la ten­denza in atto di cam­bia­mento nel pro­cesso di rela­zione e comu­ni­ca­zione tra per­sone e brand, imprese.

- Click e Retweet per Fonte d'Informazione -
Pubblicato il 28 agosto 2012 by Pier Luca Santoro

Analisi dell’Audience delle Fonti d’Informazione su Twitter

Social­Flow, società di ser­vizi di social ana­ly­tics, ad ini­zio di que­sto mese ha pub­bli­cato i risul­tati di un’analisi effet­tuata su sei fonti d’informazione inter­na­zio­nali. Sono stati presi in con­si­de­ra­zione i com­por­ta­menti dei fol­lo­wers su Twit­ter di «Al-Jazeera», «BBC News», «CNN», «The Eco­no­mist», «Fox News» e «The New York Times».

Lo stu­dio ha preso in con­si­de­ra­zione più di 20 milioni di tweets da parte di 7 milioni di fol­lo­wer tra i quasi 18 milioni di utenti che com­ples­si­va­mente seguono le sei fonti d’informazione citate.

Al momento della reda­zione di que­sto arti­colo @AJEnglish ha 1.237.728 fol­lo­wers, @BBCNews 896.848, @CNN 5.739.709, @TheEconomist 2.264.613, @FoxNews 1.807.812 e @NYTimes 5.964,604.

Dai risul­tati della desk research emerge, come è natu­rale che fosse, una bassa sovrap­po­si­zione dei fol­lo­weers dei diversi account con «The New York Times» e «The Eco­no­mist» al 28,7% che pre­sen­tano il mas­simo livello di acca­val­la­mento. Sol­tanto 663 per­sone dei 7 milioni presi in con­si­de­ra­zione seguono tutte le sei fonti infor­ma­tive.  Distinti, altret­tanto, per le diverse fonti d’informazione sia gli argo­menti discussi che i ter­mini che hanno gene­rato il mag­gior numero di click — e dun­que traf­fico — verso il sito web come mostra la word cloud sottostante.

- Top key­words che hanno gene­rato traf­fico da Twitter -

Emerge con chia­rezza, ed è una con­ferma tanto inte­res­sante quanto impor­tante, come non sia la quan­tità di fol­lo­wers a fare la dif­fe­renza e, a livello spe­cu­la­tivo, a gene­rare il mag­gior numero di click e di retweet.

Se i ret­weet ser­vono a fare brand aware­ness, a creare noto­rietà di marca e misu­rano in qual­che modo la fidu­cia nella fonte d’informazione, i click, al di là dell’aspetto spe­cu­la­tivo di gene­rare traf­fico al sito, indi­cano il livello di coin­vol­gi­mento e di ade­sione tra temi pro­po­sti ed ade­sione da parte dell’audience, del pub­blico di riferimento.

Il gra­fico di sin­tesi dei risul­tati sotto ripor­tato indica chia­ra­mente come non siano «CNN» e «The New York Times» — le due fonti ad avere il mag­gior numero di fol­lo­wers tra quelle esa­mi­nate — ad avere nè il mag­gior numero di click verso il pro­prio sito web e nep­pure di retweet.

Insomma, con buona pace di chi ama cre­dere che il numero di fol­lo­wers, o di fans, sia un attri­buto impor­tante, emerge come invece siano la capa­cità di coin­vol­gere le per­sone e di avere la loro fidu­cia gli attri­buti giusti.

- Click e Ret­weet per Fonte d’Informazione -

Fantasy Politics
Pubblicato il 27 agosto 2012 by Pier Luca Santoro

Fare Esperienza Come Deputato

Secondo Demos–la Repub­blica, “Gli Ita­liani e lo Stato” — dicem­bre 2011 — è al 9% la fidu­cia nei con­fronti del Par­la­mento. In altri ter­mini, circa nove ita­liani su dieci non hanno fidu­cia negli attori prin­ci­pali e nel luogo emble­ma­tico della demo­cra­zia rap­pre­sen­ta­tiva. Men­tre sarebbe addi­rit­tura infe­riore al 5% la fidu­cia verso i par­titi. Ma come si com­por­te­reb­bero se si tro­vas­sero nei loro panni, se fos­sero eletti come deputati?

A que­sta domanda dà una rispo­sta, o almeno per­mette di simu­lare i com­por­ta­menti, il gioco lan­ciato come appli­ca­zione su Face­book meno di una set­ti­mana fa “For The Peo­ple, Fan­tasy Poli­tics”. A breve saranno lan­ciate anche le ver­sioni per Apple iOS e Goo­gle Android.

Nel gioco si viene chia­mati ad essere un rap­pre­sen­tante di uno degli stati degli USA e dopo aver scelto il pro­prio ava­tar, il pro­prio alter ego, ed essere stati gui­dati da un breve tuto­rial, si ini­zia la pro­pria espe­rienza parlamentare.

Si sce­glie a quale com­mis­sione si vuole appar­te­nere e nel pro­prio uffi­cio si fanno col­lo­qui e trat­ta­tive con i rap­pre­sen­tanti delle diverse lobby di inte­ressi, si par­te­cipa alla pre­pa­ra­zione della cam­pa­gna elet­to­rale per essere rie­letti e, ovvia­mente, ai dibat­titi ed alle vota­zioni parlamentari.

Il gioco ha una forte com­po­nente social e per otte­nere degli spon­sor per le pro­prie ini­zia­tive e per il par­tito di appar­te­nenza si è chia­mati a con­di­vi­dere l’0biettivo con i pro­pri con­tatti su Face­book. Buona pro­fon­dità e durata di gioco. Al gio­ca­tore sono offerti anche il sup­porto di un forum e le istru­zioni, in caso il tuto­rial non fosse stato sufficiente.

L’ennesimo caso che dimo­stra le pos­si­bi­lità offerte dal gaming come media inte­rat­tivo ben al di là delle fina­lità esclu­si­va­mente ludiche.

Pubblicato il 26 agosto 2012 by Pier Luca Santoro

Brand Journalism

Cam­bia il modo di comu­ni­care, di rela­zio­narsi con le per­sone e le imprese ini­ziano ad abbrac­ciare l’idea di diven­tare loro stesse degli edi­tori, dei pro­dut­tori di contenuti.

E’ il caso di The Net­work di Cisco, del Randy’s Jour­nal scritto dal Vice­pre­si­dente di Boing, di Busi­ness Without Bor­ders di HSBC, segna­lati come migliori esempi di brand jour­na­lism da The Future Buzz, ma anche di Voda­fone Ita­lia con Voda­fone News, tanto per restare in casa nostra, nel nostro Paese.

Ne parla a tutto campo, Deanna Brown, CEO di Fede­ra­ted Media Publi­shing, che, inter­vi­stata da Brian Solis, evi­den­zia la neces­sità delle aziende di rag­giun­gere le per­sone, di comu­ni­care con loro con nuovi canali, nuove moda­lità che assu­mano mag­gior rile­vanza per il pub­blico di riferimento.

Una nuova minac­cia per gli edi­tori tra­di­zio­nali abi­tuati a ven­dere spazi pub­bli­ci­tari invece che cono­scenza, colonne e/o pixel anzi­chè valore aggiunto.

Hype Cycle for Emerging Technologies, 2012 - Fonte: Gartner Agosto 2012
Pubblicato il 25 agosto 2012 by Pier Luca Santoro

Il Ciclo di Vita delle Tecnologie Emergenti

Gart­ner, anche quest’anno,  ha esa­mi­nato il livello di matu­rità, il ciclo di vita di 1900 tec­no­lo­gie e le ten­denze di 92 settori/mercati valu­tan­done e pre­ve­den­done il livello ed i tempi di dif­fu­sione nell’adozione.

Sono spe­ci­fi­ca­ta­mente iden­ti­fi­cati livello di accet­ta­zione ed impatto rela­tivo con rife­ri­mento al vis­suto espe­rien­ziale ed all’interazione dell’utenza. Quan­tità e qua­lità di infor­ma­zioni che si ren­dono pro­gres­si­va­mente dispo­ni­bili, ed il loro pos­si­bile uti­lizzo, sia in chiave di comu­ni­ca­zione e mar­ke­ting che, più in gene­rale, alle prese di deci­sione aziendale.

La sin­tesi dei risul­tati, rias­sunti  nell’immagine sot­to­stante, è stata pub­bli­cata nella seconda metà di ago­sto. Per cia­scuna tec­no­lo­gia, per ogni solu­zione viene mostrata la fase del ciclo di vita ed il livello di aspet­ta­tiva che vi è riposta.

Una spie­ga­zione del valore e del signi­fi­cato delle pre­vi­sioni del Gart­ner Hype Cycle viene fatta dal suo vice­pre­si­dente in un video della durata di 6 minuti. Dispo­ni­bili, sep­pur rife­rite al 2011, le chiavi di let­tura dello stesso.

Hype Cycle for Emer­ging Tech­no­lo­gies, 2012 — Fonte: Gart­ner Ago­sto 2012

La gami­fi­ca­tion si trova al ter­mine della prima linea ascen­dente ed i tempi per un’adozione di massa sono sti­mati in un periodo com­preso tra i 5 ed i 10 anni; lo stesso vale per cro­wd­sour­sing, per l’adozione dome­stica del 3D prin­ting e la realtà aumen­tata, che però si trova in una fase di sta­gna­zione, di “disil­lu­sione”. Si stima che le social ana­ly­tics rag­giun­gano la mas­sima ado­zione in un periodo com­po­reeso tra 2 e 5 anni.

Big data, 3D prin­ting, acti­vity streams, Inter­net TV, Near Field Com­mu­ni­ca­tion [NFC] pay­ment, cloud com­pu­ting e media tablets sono alcune delle tec­no­lo­gie a più rapida evo­lu­zione iden­ti­fi­cate dagli ana­li­sti di Gartner.

L’immagine sot­to­ri­por­tata faci­lita la com­pren­sione della fase di cia­scuna delle tec­no­lo­gie inse­rite nell’ Hype Cycle 2012.

Efficacia Media Pubblicità UK
Pubblicato il 24 agosto 2012 by Pier Luca Santoro

Efficacia dei Media nella Comunicazione Pubblicitaria

La Gran Bre­ta­gna è il più grande mer­cato euro­peo per quanto riguarda la comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria online. Un pri­mato che, secondo quanto pub­bli­cato da eMar­ke­ter, è anche asso­luto negli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari su mobile dove da sola detiene quasi la metà del mer­cato dell’Europa Occidentale.

Cio­no­no­stante, secondo un’indagine effet­tuata da Deloitte e GfK su un cam­pione di 4mila rispon­denti sem­pre nel Regno Unito, il mezzo tele­vi­sivo viene rite­nuto il pù effi­cace e la comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria online, nelle sue forme tra­di­zio­nali: ban­ners e video, è all’ultimo posto tra tutti i media presi in considerazione.

Se, come viene giu­sta­mente evi­den­ziato nel comu­ni­cato stampa dei risul­tati della ricerca, il mix dei media è indi­spen­sa­bile a rag­giun­gere gruppi diversi di per­sone rispetto all’obiettivo com­ples­sivo di mar­ke­ting delle imprese, risulta altret­tanto evi­dente che le attuali forme e for­mati adot­tati per l’advertising online non solo non sono effi­caci ma addi­rit­tura infa­sti­di­scono, come nel caso dei “pre roll”.

L’ennesima evi­denza di come in ambito digi­tale sia neces­sa­rio lavo­rare su for­mati e moda­lità di comu­ni­ca­zione diversi dagli attuali.

Ecology of a story
Pubblicato il 23 agosto 2012 by Pier Luca Santoro

Le 5 W del Giornalismo nel 2012

Le 5 W del gior­na­li­smo sono alla prima pagina del bigino per pre­pa­rarsi all’abilitazione professionale.

Se i cri­teri basici di que­sta regola, che risale addi­rit­tura all’Ottocento, ai tempi della tra­smis­sione di noti­zie e arti­coli attra­verso il tele­grafo, restono cer­ta­mente ancora oggi validi, altret­tanto cer­ta­mente le evo­lu­zioni dell’ecosistema dell’informazione ne richiedo un’interpretazione in chiave di coin­vol­gi­mento del let­tore da parte dei gior­na­li­sti e dei giornali.

E’ quello che pro­pone Ike Pigott, ex gior­na­li­sta tele­vi­sivo ora votato alla comu­ni­ca­zione d’impresa, che sug­ge­ri­sce una rivi­si­ta­zione della regola foca­liz­zando l’attenzione su coin­vol­gi­mento e gli ele­menti espe­rien­zali del lettore.

Le 5 W diven­tano dunque:

  • Who are we try­ing to com­mu­ni­cate to? — A chi stiamo cer­cando di comu­ni­care — Ele­mento di base di rifles­sione sul gruppo di per­sone, sul pub­blico di rife­ri­mento al quale si comunica.
  • What do they want to talk about? — Di cosa [qs per­sone] vogliono par­lare — Si ribalta l’approccio ed invece di imporre un’agenda, dei temi, si ascolta, si com­prende quali temi inte­res­sano il gruppo, i gruppi di per­sone che si vogliono coinvolgere.
  • Where are they going to be recei­ving this infor­ma­tion? — Dove rice­ve­ranno que­sta infor­ma­zione — E’ un rife­ri­mento sia al luogo fisico nell’epoca della mobi­lità che di tipo di sup­porto sul quale le per­sone rice­ve­ranno l’informazione, le noti­zie. Dalla carta al PC pas­sando per smart­pho­nes e tablets.
  • When are we deli­ve­ring it? — Quando la espri­me­remo, la “con­se­gne­remo” — In un ambiente mul­ti­piat­ta­forma quando [e come ine­vi­ta­bil­mente] sce­gliere un for­mat piut­to­sto che un altro.
  • Why should they care about recei­ving it from us? — Per­chè [le per­sone, il pub­blico] dovreb­bero essere inte­res­s­sate a rice­verla da noi — Qual’è la value pro­po­si­tion, la pro­po­sta di valore che offriamo alle persone.

5 W alle quali Pigott aggiunge anche la H di How: How will we deli­ver it? — Come la espri­me­remo, la “con­se­gne­remo” — Attra­verso quale piat­ta­forma e forma espri­me­remo la noti­zia, l’informazione.

Nell’attuale momento con gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo e social media che assu­mono una rile­vanza cre­scente all’interno dell’ecosistema dell’informazione sono domande alle quali dare una rispo­sta è dive­nuto un requi­sito basico da sod­di­sfare. Credo davvero.

Ad inte­gra­zione, sem­pre in tema, si con­si­glia la let­tura di “Jour­na­lism That Mat­ters: An Emer­ging Cul­tu­ral Nar­ra­tive”, non recen­tis­simo ma asso­lu­ta­mente ancora attuale.

Pubblicato il 22 agosto 2012 by Pier Luca Santoro

Internet e il Giornalismo Online in Italia

Quat­tro­gatti è l’eclettico nome scelto da un pool di pro­fes­sio­nals con espe­rienze e pro­fes­sio­na­lità diverse per infor­mare su temi cru­ciali per la vita del nostro Paese. Attra­verso video, info­gra­fi­che e pre­sen­ta­zioni inte­rat­tive ven­gono toc­cati temi quali la poli­tica ed il lavoro pas­sando per cam­bia­mento cli­ma­tico ed infor­ma­zione e media.

Uno degli ultimi video rea­liz­zati riguarda pro­prio inter­net ed il gior­na­li­smo online in Ita­lia. In meno di tre minuti viene fatta una sin­tesi effi­cace dei prin­ci­pali ele­menti che riguar­dano la Rete e l’informazione nel nostro Paese evi­den­ziando sia i limiti strut­tu­rali che quelli cul­tu­rali di dif­fu­sione e sviluppo.

Sul tema si con­si­glia la visione anche un altro video rea­liz­zato ad ini­zio luglio sem­pre da Quat­tro­gatti dedi­cato a i mezzi di infor­ma­zione e il domi­nio della tele­vi­sione e la let­tura dell’analisi di sce­na­rio sui media digi­tali in Ita­lia a cura dell’Open Society Foundation.

Older Posts