Posted on 17 giugno 2012 by

Fiducia nelle Fonti d’Informazione

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In base ad una ricerca tesa a veri­fi­care quale media sia rite­nuto più cre­di­bile durante la cam­pa­gna elet­to­rale effet­tuata negli Stati Uniti il pri­mato della cre­di­bi­lità resta ai mezzi tra­di­zio­nali. In par­ti­co­lare  sono i gior­nali tra­di­zio­nali nel for­mato car­ta­ceo a dete­nere il pri­mato rela­tivo della cre­di­bi­lità con il 22% dei rispon­denti che li ritiene molto cre­di­bili men­tre blog e social media ven­gono rite­nuti i meno affi­da­bili con solo il 6% degli inter­vi­stati che vi ripone fidu­cia asso­luta e ben oltre un terzo che ritiene che abbiano addi­rit­tura effetti nega­tivi sulla qua­lità delle informazioni.

Si tratta di una ten­denza che con­ferma quanto era emerso recen­te­mente dai risul­tati della dodi­ce­sima edi­zione del Trust Baro­me­ter con­dotta da Edel­man secondo i quali le fonti di infor­ma­zione tra­di­zio­nale sono quelle alle quali con­ti­nua ad essere rico­no­sciuto com­ples­si­va­mente il mag­gior tasso di fidu­cia nono­stante tutto.

Ten­denza con­fer­mata ancora una volta dalla ricerca, effet­tuata a fine mag­gio negli Stati Uniti, che asse­gna ai mass media, tele­vi­sione, radio e gior­nali, la mag­gior cre­di­bi­lità e fidu­cia rele­gando pub­bli­cità, social media e social net­work al fondo dell’attendibilità.

Come si suol dire, tre indizi fanno una prova.

Risul­tati che nel loro insieme, come giu­sta­mente rile­vava anche Fabio Caval­lotti, indi­cano quanto il “brand” edi­tore man­tenga un con­si­de­re­vole valore sul mer­cato, asset tutt’altro che tra­scu­ra­bile in pro­spet­tiva futura, e che lasciano aperto più di un inter­ro­ga­tivo sul ruolo, sul valore infor­ma­tivo dei social network.

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