Pubblicato il 15 giugno 2012 by Pier Luca Santoro

Scenario dei Media 2012 — 2016

Se il rap­porto “The medium is the mes­sage*: Outlook for maga­zine publi­shing in the digi­tal age” segna­lato ieri si con­cen­trava sulle evo­lu­zione delle pub­bli­ca­zioni perio­di­che [set­ti­ma­nali e men­sili], la pub­bli­ca­zione, sem­pre da parte di Pri­ceWa­te­rhou­se­Coo­pers, di “Glo­bal enter­tain­ment and media outlook: 2012–2016″ per­mette di veri­fi­care con buona appros­si­ma­zione, trat­tan­dosi di pre­vi­sioni, le ten­denze dell’industria dell’informazione sulle quali vi è stato un fitto con­fronto nei giorni scorsi.

Con­fronto, per chi se lo fosse perso, al quale hanno par­te­ci­pato, in ordine cro­no­lo­gico: Pier Luca San­toro, Giu­seppe Gra­nieriLSDI, Pier Luca San­toro, Giu­seppe Gra­nieri, LSDI, Marco Dal Pozzo, Pier Luca San­toro, Luca De Biase e LSDI.

Il rap­porto rea­liz­zato dalla PWC è rela­tivo sia all’intrattenimento, all’industria del tempo libero nelle sue diverse forme: dalla musica al gioco, che a mezzi di comu­ni­ca­zione. Per bre­vità ed inte­resse mi con­cen­trerò sulle ten­denze emer­genti rela­ti­va­mente al solo com­parto dei media, con par­ti­co­lare atten­zione alle evo­lu­zioni pre­vi­ste per quo­ti­diani e  perio­dici, riman­dan­dovi alla let­tura com­pleta del docu­mento per ulte­riori appro­fon­di­menti su aree di vostro spe­ci­fico interesse.

Lo stu­dio ana­lizza le ten­denze in atto e ne pre­vede le evo­lu­zioni per 48 nazioni del mondo Ita­lia inclusa.

Com­ples­si­va­mente la cre­scita del digi­tale nel medio — lungo periodo, pros­simi 5 anni, appare meno impor­tante di quanto ci si potesse imma­gi­nare pas­sando dalla quota attuale del 28% a quella del 38% nel 2016. I sup­porti, i mezzi tra­di­zio­nali con­ti­nue­ranno anche nel futuro pros­simo a man­te­nere la quota maggioritaria.

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A. I LIBRI:

La metà del mer­cato digi­tale sarà negli USA che arri­verà com­ples­si­va­mente [carta + ebook] a 21mila milioni di dol­lari rispetto agli attuali 19.500 [+7,7%]. In Europa il calo delle ven­dite di libri non sarà sosti­tuito dalla cre­scita del digi­tale. Nel caso dei libri di testo la situa­zione resterà pra­ti­ca­mente uguale.

B. CINEMA:

I ricavi cre­sce­ranno del 3,1%. Il con­sumo casa­lingo di video digi­tali rad­dop­pierà nel pros­simo quin­quen­nio arri­vando a pesare il 36% del totale mer­cato. Lo strea­ming di film on demand [a paga­mento] in Rete supe­rerà il valore delle sot­to­scri­zioni ai canali a pagamento.

C. RADIO:

Il mer­cato radio­fo­nico cre­scerà del 3,5% da qui al 2016. Due terzi dei ricavi del set­tore deri­ve­ranno dalla pub­bli­cità. Radio digi­tali e radio online nonj vedranno cre­scere in maniera signi­fi­ca­tiva le loro reve­nues. Gli abbo­na­menti ai canali radio­fo­nici satel­li­tari saranno quelli con il mag­gior tasso di cre­scita ma man­terr­rano un peso rela­ti­va­mente mode­sto con una quota sul totale del 9,5%.

D. TELEVISIONE:

A livello mon­diale si pre­vede una cre­scita del 6,6% degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari; uno svi­luppo legato all’avanzare della dif­fu­sione di con­te­nuti e pub­bli­cità mul­ti­piat­ta­forma anche su tablet e smart­pho­nes. La tele­vi­sione tra­di­zio­nale, “ter­re­stre”, con­ti­nuerà ad essere qualla che si acca­parra la fetta mag­giore. La Rus­sia supe­rerà l’Italia diven­tando così il mer­cato pub­bli­ci­ta­rio tele­vi­siovo più impor­tante d’Europa.

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E. PUBBLICITA’ ONLINE:

Da qui al 2016 PWC pre­vede una cre­scita del 15,9%. La search a paga­mento con­ti­nuerà ad essere la parte più rile­vante del mer­cato, buona la cre­scita di banner/display gra­zie anche al tempo pas­sato dagli utenti, dalle per­sone, nei diversi social net­work. Nono­stante tassi di ado­zione e pene­tra­zione straor­di­nari per smart­pho­nes e tablet il mobile adver­ti­sing resterà il fana­lino di coda come valori investiti.

Gior­nali e perio­dici, come vedremo più avanti, bene­fi­cie­ranno com­ples­si­va­mente poco della cre­scita degli inve­sti­menti online.

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F. GIORNALI:

Vi è un rap­porto diretto tra dif­fu­sione della banda larga e cir­co­la­zione, ven­dite, dei gior­nali; a minor dif­fu­sione cor­ri­spon­dono mag­giori ven­dite e cre­scita dei ricavi pub­bli­ci­tari e vice­versa. Da que­sto punto di vista l’Italia si trova a metà strada tra le ten­denze degli Stati uniti e Gran Bre­ta­gna e quelle di Argen­tina o India.

In Europa gli abbo­na­menti alla ver­sione digi­tale dei quo­ti­diani rag­giun­ge­ranno una quota signi­fi­ca­tiva nel 2016 com­pen­sando in parte la ten­denza nega­tiva della ver­sione car­ta­cea senza mai però con­sen­tire il ritorno ai livelli ante­ce­denti al 2009. Una pre­vi­sione che potrebbe inco­rag­giare a pun­tare tutto, o quasi, sul let­tore.

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Negli Stati Uniti ral­lenta il calo della rac­colta pub­bli­ci­ta­ria ma la quota dell’online resta asso­lu­ta­mente minoritaria.

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G. PERIODICI:

Si dovrebbe assi­stere ad una sta­bi­liz­za­zione delle ven­dite  anche in Europa, con­ti­nente dove le ven­dite di set­ti­ma­nali e men­sili sono le mag­giori al mondo.

L’area digi­tale tri­pli­che­rebbe addi­rit­tura ma la quota reste­rebbe asso­lu­ta­mente mino­ri­ta­ria con la ver­sione car­ta­cea a farla da padrone ancor­più che per i quotidiani.

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Pare insomma che le mie pre­vi­sioni con­tro­ten­denza di otti­mi­smo e di un futuro anche per la carta ven­gano con­fer­mate nel com­plesso. Resta da lavo­rare, da un lato, sul ruolo di cia­scun for­mato in un’ottica mul­ti­piat­ta­forma di con­ver­genza tra le distinte ver­sioni e, dall’altro lato sull’ottimizzazione nella gestione dell’esistente e all’individuazione di nuove forme di ricavo oltre a ven­dite e pubblicità.