Posted on 8 giugno 2012 by

Investimenti sulla Carta & Convergenza

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Ragio­navo con Giu­seppe Gra­nieri sul tema delle ten­denze. Dopo l’ennesimo cata­stro­fi­smo sulla scom­parsa ormai pros­sima dei gior­nali, è infatti di que­sti giorni l’annuncio della scom­parsa anche di Facebook.

Par­tendo da que­sto tema ci siamo bre­ve­mente con­fron­tati sul tema delle ten­denze, con Giu­seppe che giu­sta­mente soste­neva che “pen­sare a come sarà la rete tra 8 anni è un po’ pro­vare a imma­gi­nare lo sbarco sulla luna nel 1500″, aggiun­gendo che “è per que­sto che le ten­denze sono –oggi– più impor­tanti della realtà che si osserva men­tre accade”.

Ragio­na­mento com­ples­si­va­mente con­di­viso dal sot­to­scritto al quale ho però rite­nuto oppor­tuno for­nire una spe­ci­fi­ca­zione: “Da “mar­ket­taro” la capa­cità di com­pren­dere e anti­ci­pare — se sen­sato e pos­si­bile — le ten­denze è una parte rile­vante del mio lavoro, senza però mai per­dere la bus­sola con fughe in avanti o dimen­ti­can­dosi, abban­do­nando l’esistente che fa cassa”.

Se sul tema della morte di Face­book l’infografica di qual­che giorno fa for­ni­sce chia­rezza sugli assett del social net­work rispetto a Goo­gle, che ne esce asso­lu­ta­mente vin­cente, si ren­dono ora dispo­ni­bili dati che con­sen­tono di veri­fi­care le ten­denze per quanto riguarda il com­parto dell’industria dell’informazione.

Già l’entusiasmo per il digi­tale mostrato da John Paton si scon­trava con i numeri da lui stesso dichia­rati, tassi di cre­scita straor­di­nari ma valori dav­vero risi­bili del digi­tale con un risul­tato di 26 milioni di $  su un totale di 1.4 miliardi di dol­lari di ricavi totali del gruppo edi­to­riale del quale è CEO, come veniva giu­sta­mente fatto notare nei com­menti.

Una goc­cia nell’oceano con­fer­mata dai ricavi in ambito digitale/online del «Mail Online», uno dei primi tre siti d’informazione al mondo per numero di visi­ta­tori, e dalla ten­denza del «The New York Times», anch’esso, insieme all’«Huffington Post» nella top five mon­diale, che nell’ultimo tri­me­stre ha addi­rit­tura visto una con­tra­zione su que­sto fronte.

Que­sto per quanto riguarda la situa­zione attuale, e le ten­denze future?

Le ten­denze future mostrano come gli inve­sti­meti pub­bli­ci­tari sulla carta non scom­pa­ri­ranno asso­lu­ta­mente sia a in Gran Bre­ta­gna che per quanto riguarda più diret­ta­mente il nostro Paese con i ricavi del digi­tale deci­sa­mente in cre­scita ma non altret­tanto ARPU e profitti.

Ten­denza con­fer­mata anche a livello mon­diale come i dati pre­vi­sio­nali sino al 2015 di PwC e di Zeni­thOp­ti­me­dia che evi­den­ziano una sostan­ziale sta­bi­liz­za­zione dei ricavi deri­vanti dalla carta, sia per quanto riguarda le ven­dite che le reve­nues pub­bli­ci­ta­rie, e una quota mino­ri­ta­ria del digitale.

Que­sto ovvia­mente non signi­fica restare immo­bili ed arroc­carsi sulle attuali posi­zioni difen­den­dole allo stremo, ma pre­sup­pone l’identificazione delle distinte tipo­lo­gie di con­sumo delle noti­zie e la defi­ni­zione di come sod­di­sfarle, senza liqui­dare bru­tal­mente [e super­fi­cial­mente?] la ver­sione car­ta­cea dei gior­nali ma rein­ven­tan­done, ride­fi­nen­done il ruolo in un’ottica mul­ti­piat­ta­forma di con­ver­genza tra le distinte versioni.

E’ una sto­ria che in ter­mini di pro­dotto «Il Fatto Quo­ti­diano», con risul­tati che nes­suno si sarebbe atteso sia sulla carta che online, mostra essere pos­si­bile e sen­sata anche nel nostro Paese, alla quale l’informatizzazione delle edi­cole può for­nire linfa vitale per il recu­pero di risorse eco­no­mi­che che con­sen­tano all’intera filiera edi­to­riale di guar­dare con minore ansia del momento attual­mente vis­suto al futuro.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Attualmente è temporary manager come social media editor de «La Stampa» . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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