Pubblicato il 4 giugno 2012 by Pier Luca Santoro

Nativi Digitali

J-Lab: The Insti­tute for Inte­rac­tive Jour­na­lism ha con­dotto una ricerca sull’utilizzo dei social media da parte delle star­tup all digi­tal dell’informazione negli Stati Uniti.

Lo stu­dio ha coin­volto 783 “digital-first” news star­tups sele­zio­nate dalla Direc­tory of Com­mu­nity News Sites, del The Media Con­sor­tium e dell’ Asso­cia­tion of Alter­na­tive New­sme­dia. 239 hanno com­ple­tato il que­stio­na­rio for­nendo, tra l’altro, 1,300 rispo­ste aperte. La grande mag­gior­nanza dei rispon­denti sono fonti d’informazione locali o iper-locali, dedi­cati ad una spe­ci­fica comunità.

Impos­si­bile non rile­vare la dif­fe­renza dello sta­tus quo tra la ric­chezza di asso­cia­zioni e risorse dedi­cate negli Stati Uniti e, pres­so­ché, il vuoto asso­luto ita­liano; credo possa, debba, essere que­sto un ele­mento di rifles­sione nel corso del pros­simo incon­tro nazio­nale sul sul gior­na­li­smo digi­tale in Ita­lia, al quale, per inciso, par­te­ci­però [aggior­na­menti a breve].

Il rap­porto dei risul­tati evi­den­zia quat­tro livelli di coin­vol­gi­mento dei let­tori, delle persone:

  • Pro­mo­zio­nale: Il più dif­fuso e uti­liz­zato, per por­tare le per­sone a con­su­mare i con­te­nuti, a visi­tare il sito web.
  • Rea­zione: Che pro­voca una rea­zione — com­menti, con­di­vi­sioni, “like”, chat.
  • Par­te­ci­pa­zione: Che pro­voca la par­te­ci­pa­zione delle per­sone -  con­tri­buti alle noti­zie, tempo dedi­cato, sovvenzioni/raccolta fondi.
  • Par­te­ci­pa­zione Civica: Che attiva nelle per­sone inte­resse e par­te­ci­pa­zione nei con­fronti di istanze sociali [locali e non].

Diverse le forme di coin­vol­gi­mento, incluse quelle non online. Tra tutte pri­meg­giano i social media come stru­mento di coin­vol­gi­mento del pub­blico di rife­ri­mento rite­nuti estre­ma­mente impor­tanti allo scopo dall’84% dei rispondenti.

Una rile­vanza alla quale non cor­ri­sponde altret­tanta atten­zione in ter­mini di moni­to­rag­gio e misu­ra­zione dei risul­tati. Sono infatti utenti unici e pagine viste i para­me­tri di rife­ri­mento, men­tre solo il 35% uti­lizza stru­menti di misu­ra­zione  dei com­menti agli arti­coli e si scende al 25% per le inte­ra­zioni su Face­book [com­menti, “likes”, con­di­vi­sioni] per pre­ci­pi­tare al 13% di coloro che ana­liz­zano il numero di tweets e retweets.

Sola­mente il 21% moni­tora e misura il tasso di con­ver­sione dei visi­ta­tori al pro­prio sito, non iden­ti­fi­cando quanto e come avvenga l’evoluzione, il pas­sag­gio da visi­ta­tore occa­sio­nale a per­sona coin­volta e par­te­ci­pat­tiva [non è un è un refuso], che com­pie le azioni desiderate.

Una situa­zione creata dalla man­canza di cul­tura di cono­scenza dei social media e delle moda­lità di coin­vol­gi­mento delle per­sone, aggra­vata dalla carenza di risorse, di un ruolo all’interno dell’organizzazione, dedi­cate allo scopo, che emerge dalle dichia­ra­zioni di alcuni rispon­denti che affer­mano: “We pay a lot of atten­tion to social media but in the end it’s all about the jour­na­lism” evi­den­ziando men­ta­lità, estra­zione cul­tu­rale e approc­cio di fondo. Una men­ta­lità ancora “broadcast”.

Il rap­porto, che con­si­glio asso­lu­ta­mente di sca­ri­care e leg­gere con atten­zione, dopo aver esa­mi­nato diverse case stu­dies, for­ni­sce l’elenco di diversi stru­menti gra­tuiti e/o open source di misu­ra­zione; tra tutti il più inte­res­sante mi pare essere Thin­kUp. Jan Schaf­fer, Diret­tore del J-Lab’s Insti­tute for Inte­rac­tive Jour­na­lism, con­clude: “These small sites can mea­sure inte­rac­tion with their con­tent, but they don’t have good tools to mea­sure mea­ning­ful enga­ge­ment. This affects both the future of their ope­ra­tions and the impact they can have in their communities”.

Essere nativi digi­tali non basta.