Pubblicato il 3 giugno 2012 by Pier Luca Santoro

SperimentAzioni & InterAzioni

Il «The New York Times», da ago­sto 2011, ha reso acces­si­bile ai visi­ta­tori dell’edizione online [anche ai non paganti] il pro­prio sito di beta testing pub­blico dove gli utenti, i let­tori pos­sono spe­ri­men­tare nuove appli­ca­zioni e carat­te­ri­sti­che che potreb­bero essere poi rese defi­ni­ti­va­mente dispo­ni­bili agli internauti.

Beta620, que­sto il nome leg­ger­mente crip­tico dato all’iniziativa. Par­tito ori­gi­na­ria­mente con sette distinte aree pro­get­tuali alcune delle quali, come Times Istant, ispi­rato anche nel nome a Goo­gle Istant, sono dive­nute parte inte­grante dell’edizione online del quo­ti­diano, ora lan­cia due nuove proposte.

Una prima: Acces­si­ble, tende a spe­ri­men­tare la pos­si­bi­lità di ade­guare i con­te­nuti del sito agli stan­dard W3C con par­ti­co­lare rife­ri­mento a coloro che hanno pro­blemi di vista, e dun­que di let­tura del testo, amplian­done le dime­sioni e leg­gendo il testo con un’applicazione appo­si­ta­mente dedi­cata, uno “screen reader”.

La seconda, che, mi pare ancor­più d’interesse, Late Edi­tion, si con­cen­tra sul design del sito pro­po­nendo una ver­sione che pri­vi­le­gia lo scrol­ling rispetto all’attuale den­sità. Si tratta di aspetti di user expe­rience che sin ora sono stati tra­scu­rati dalla grande mag­gio­ranza delle testate online che in que­sto modo per­dono sicu­ra­mente valore ed attenzione.

Espe­ri­mento dove­roso, ulte­riore evo­lu­zione dell’ecosistema dell’informazione, dal citi­zen jour­na­lism al citi­zen tester. Da seguire con atten­zione per moni­to­rarne svi­luppi e risultati.