Posted on 31 maggio 2012 by

Condivisioni Sulla Carta

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Se la carta stam­pata ha da sem­pre il van­tag­gio della con­di­vi­sione di let­tura, come testi­mo­niano banal­mente i quo­ti­diani nei bar la cui frui­zione della sin­gola copia è da parte di molte per­sone, ora è pos­si­bile con­di­vi­dere le pro­prie rivi­ste pre­fe­rite anche in Rete.

E’ da que­sto mese on line infatti Mag­pile, un social net­work per appas­sio­nati di rivi­ste. L’idea è simile a quella di Goo­dreads ma al posto dei libri sono i maga­zine pro­ta­go­ni­sti. Allo stato attuale la mag­gior parte delle testate sono inglesi ed euro­pee, se la rivi­sta è già pre­sente è pos­si­bile impi­larla  all’archi­vio esi­stente, in alter­na­tiva è pos­si­bile aggiun­gerla creando un nuovo archi­vio dedicato.

Le rivi­ste pos­sono essere anche inse­rite nella pro­pria wishlist, lista dei desi­deri. Al momento la testata più popo­lare, più cari­cata e con­di­visa è «Mono­cle», [quasi] men­sile bri­tan­nico. Ovvia­mente, come avviene in ogni social net­work, è pos­si­bile seguire altre per­sone, com­men­tare e discu­tere rela­ti­va­mente alla pub­bli­ca­zione ed ai temi proposti.

Off­screen, nuova rivi­sta dedi­cata al mondo del web ed alle app, e Stack, edi­tore di rivi­ste “indi­pen­denti”, le prime imprese a cre­dere nel net­work ed a pro­muo­versi pub­bli­ci­ta­ria­mente al suo interno.

Mag­pile, a mio avviso, è una pro­po­sta inte­res­sante che potrebbe sor­pren­dere per il suc­cesso che ottiene poi­chè, come risa­puto, vi sono testate, di nic­chia o meno, che hanno una folta schiera di col­le­zio­ni­sti, di per­sone che con­ser­vano le copie delle rivi­ste, e ancor­più nell’ambito dei comics,  dei fumetti, pre­fe­rite. La pos­si­bi­lità di tro­vare il numero man­cante e di rela­zio­narsi con per­sone appas­sio­nate alla stessa pub­bli­ca­zione, e dun­que, pro­ba­bil­mente, con i mede­simi inte­ressi mi appare un’idea sen­sata e vincente.

Accordi com­mer­ciali con gli edi­tori per incen­ti­vare la sot­to­scri­zione di abbo­na­menti potreb­bero, altret­tanto, risul­tare il modello di busi­ness che nel tempo offra dei ritorni degni di que­sto nome, più che i ricavi della pubblicità.

La rispo­sta “social” alle fal­li­men­tari ini­zia­tive di edi­cole vir­tuali col­let­tive sin qui rea­liz­zate. La con­ferma di come ora anche per i social net­work il futuro sia incen­trato sulla ver­ti­ca­liz­za­zione, sulla spe­cia­liz­za­zione per con­te­nuti e rela­tivi interessi.

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