Pubblicato il 25 maggio 2012 by Pier Luca Santoro

Il Kit del Giornalismo Partecipativo [e dintorni]

Il «The Guar­dian» pro­se­gue senza esi­ta­zioni sulla strada del gior­na­li­smo partecipativo.

Dopo aver creato ad otto­bre dell’anno scorso «n0tice», open com­mu­nity per la con­di­vi­sione di noti­zie locali e non solo, poi aperta a tutti dal marzo di quest’anno, ora mette a dispo­si­zione “the open jour­na­lism tool­kit”, un set di stru­menti per il gior­na­li­smo partecipativo.

L’iniziativa, secondo quanto dichia­rato, si rivolge sia alle per­sone che ad altre orga­niz­za­zioni edi­to­riali e per­sino alle imprese che voles­sero uti­liz­zare que­sti stru­menti per rea­liz­zare cam­pa­gne di coin­vol­gi­mento del pub­blico di rife­ri­mento a livello locale.

Il set di stru­menti com­prende un tool per la rea­liz­za­zione di mappe co create, uno per creare bache­che vir­tuali di aggre­ga­zione e con­di­vi­sione di con­te­nuti e mette a dispo­si­zione dei pro­gram­ma­tori le API [l’interfaccia di pro­gram­ma­zione] per ulte­riori svi­luppi e appli­ca­zioni della piat­ta­forma e per la con­di­vi­sione dei con­te­nuti sugli altri social net­work. A breve sarà resa dispo­ni­bile anche l’applicazione per smartphones.

Che la solu­zione, anche per le imprese del com­parto edi­to­riale, sia nel recu­pero, miglio­ra­mento della rela­zione con i let­tori, con le per­sone, e loro coin­vol­gi­mento, anche, attra­verso la crea­zione di com­mu­ni­ties pro­prie­ta­rie è una delle tesi che sostengo da tempo. A que­sto punto del per­corso ritengo però neces­sa­rio entrare mag­gior­mente nel merito di alcuni aspetti che carat­te­riz­zano que­ste ini­zia­tive, incluse quelle pre­ge­voli del quo­ti­diano anglosassone.

C’é un aspetto di metodo. La co crea­zione, quella genuina, vera, si rea­lizza a par­tire dall’inizio del pro­cesso coin­vol­gendo le per­sone, il pub­blico di rife­ri­mento sin dallo stato embrio­nale del pro­getto chie­dendo loro ed inter­fac­cian­dosi su quello che vor­reb­bero veder rea­liz­zato e dun­que sono dispo­ni­bili a par­te­ci­pare atti­va­mente a rea­liz­zare. Que­sto sin ora, in ambito edi­to­riale, non mi pare sia mai stato real­mente effettuato.

Se le moda­lità descritte non ven­gono por­tate avanti in que­sto modo, in realtà il pro­cesso resta top down e dun­que, a mio modo di vedere, non real­mente aperto e partecipativo.

C’é, anche, un aspetto di merito. Il saving eco­no­mico otte­nuto gra­zie alla col­la­bo­ra­zione gra­tuita, non remu­ne­rata, del “reporter-lettore e le reve­nues aggiun­tive che que­ste ini­zia­tive appor­tano, come sot­to­li­neavo al Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo,  devono final­mente inclu­dere cri­teri di reve­nues sha­ring, di con­di­vi­sione anche dei ricavi che si gene­rano e non solo “ric­chi premi e cotillons”.

«The Guar­dian», ha pen­sato anche a que­sto, sin ora, in attesa del lan­cio di Eta­lia, mi pare l’unico ad averlo fatto.

Attra­verso la comu­ni­ca­zione, il tra­sfe­ri­mento mutuo di con­te­nuti, la rela­zione, si diviene lea­der del con­te­sto eco­no­mico e sociale, si tra­smet­tono dei valori di rife­ri­mento che con­sen­tono di influen­zare il rap­porto con le per­sone, con i pub­blici di rife­ri­mento. Non è neces­sa­rio rifarsi alle più avan­zate teo­rie di social media mar­ke­ting, basta andarsi a leg­gere la sto­ria di Adriano Oli­vetti e dell’impresa che por­tava il suo nome per capirlo.

Le “rivo­lu­zioni”, qual’è quella che sta tra­sfor­mando l’ecosistema dell’informazione, si fanno con le per­sone non a spese loro.

A mar­gine, come com­ple­mento infor­ma­tivo, si con­si­glia la let­tura di: Guardian’s open jour­na­lism is a fai­led busi­ness model.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Digital Marketing Manager @etalia_net | Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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