Pubblicato il 16 maggio 2012 by Pier Luca Santoro

Facebook, Twitter & Dintorni

Con l’approssimarsi dell’IPO, dell’offerta pub­blica di acqui­sto, che segnerà l’ingresso uffi­ciale di Face­book in borsa si rin­cor­rono noti­zie ed indi­scre­zioni sullo stato di salute del social net­work. «The Wall Street Jour­nal» ha addi­rit­tura creato una sezione di “live cove­rage” dedi­cata ad hoc ed anche il pre­sti­gioso data­blog del «The Guar­dian» ha pub­bli­cato ieri molti dati sul tema.

AP-CNBC ha con­dotto una ricerca nella set­ti­mana tra il 3 ed il 7 mag­gio inter­vi­stando un cam­pione rap­pre­sen­ta­tivo della popo­la­zione sta­tu­ni­tense di 1.004 per­sone sopra i 18 anni [mar­gine d’errore sta­ti­stico +/- 3.9%]. I risul­tati, pub­bli­cati ieri, vanno al di là dell’aspetto squi­si­ta­mente finan­zia­rio e si pre­stano ad una serie di considerazioni.

Emerge come le per­sone abbiano di Face­book ma ancor più di Twit­ter un imma­gine non posi­tiva soprat­tutto se con­fron­tata con altre imprese, in parte, con­cor­renti quali Goo­gle o Micro­soft, come mostra il gra­fico di sin­tesi sottoriportato.

Per Twit­ter la carenza di cre­di­bi­lità è legata fon­da­men­tal­mente alla scarsa atten­zione della piat­ta­forma di micro­blog­ging nei con­fronti della veri­fi­ca­bi­lità e ad utenti “fake”, falsi, creati ad hoc magari per essere ven­duti ad aziende o per­so­naggi pub­blici che con­ti­nuano ad uti­liz­zare i social media al pari di altri media tradizionali.

Un pro­blema che, come segnala Marco Cami­sani Cal­zo­lari, riguarda altret­tanto Face­book ripor­tando d’attualità la teo­ria dei 1000 fol­lo­wer dell’amico Gian­luca Diegoli.

Per Face­book si ripro­pone l’annoso pro­blema della pri­vacy e, di con­se­guenza, della scarsa fidu­cia, e dun­que dispo­ni­bi­lità ad effet­tuare acqui­sti sulla/attraverso il social network.

Pro­blemi che non fini­scono qui come testi­mo­nia la deci­sione di Gene­ral Motors di dismet­tere gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari su Face­book per scar­sità di effi­ca­cia riscon­trata. Inef­fi­ca­cia che è con­fer­mata dalla pre­ci­tata ricerca che evi­den­zia come solo il 17% degli utenti del cele­bre social net­work clic­chi sugli annunci proposti.

Nei social media, nelle rete sociali le rela­zioni, così come banal­mente avviene tutti i giorni nei rap­porti inter­per­so­nali che cia­scuno di noi sta­bi­li­sce, il valore non si com­pra si gua­da­gna. Se ci fosse stato biso­gno di una con­ferma ora c’é.