Pubblicato il 8 maggio 2012 by Pier Luca Santoro

Il Declino dei Social Readers

I social rea­ders, le appli­ca­zioni che con­sen­tono di leg­gere, di sfo­gliare i quo­ti­diani su Face­book, sono stati oggetto di una corsa fre­ne­tica da parte degli edi­tori di tutto il mondo.

Appa­ren­te­mente, sono appli­ca­zioni che hanno por­tato grandi van­taggi in ter­mini di volumi di traf­fico alle edi­zioni online dei quo­ti­diani. Cosa ne pen­sassi io sin dall’inizio credo sia suf­fi­cien­te­mente chiaro da quanto scritto all’epoca senza biso­gno di ritor­narci sopra; con­for­tato, anche, suc­ces­si­va­mente dalla visione di Fré­dé­ric Fil­loux che parla di “sha­ring mirage”, non ho cam­biato idea, anzi.

Di fatto pare che i social rea­ders stiano crol­lando coin­vol­gendo i prin­ci­pali quo­ti­diani, dal «Washing­ton Post» al «The Guar­dian» che tanto suc­cesso pareva aver riscosso con la pro­pria appli­ca­zione per Facebook.

Diverse le tesi sulle moti­va­zioni del crollo con buona parte dei pro­fes­sio­nals del set­tore che se ne feli­ci­tano e sosten­gono si tratti dell’inevitabile con­se­guenza dell’invasività delle appli­ca­zioni stesse e, dall’altro lato, Tech­Crunch e Ryan Y. Kel­let, enga­ge­ment pro­du­cer del «Washing­ton Post», che lo moti­vano con la recente intro­du­zione dei “tren­ding arti­cles” da parte di Face­book. Per­so­nal­mente pro­pendo per la prima delle due ipotesi.

Qua­lun­que sia la reale moti­va­zione, anche per quanto ci riguarda più da vicino suc­ce­dono cose strane con i social rea­ders dei quo­ti­diani nostrani. Aprendo un arti­colo, ad esem­pio [ma vale anche per altri gior­nali] del «Cor­riere della Sera» dalla app del quo­ti­diano mila­nese su Face­book basta un click destro del mouse per vedere il codice sor­gente, il codice html sve­lare che Niel­sen Net Rating sta moni­to­rando il numero di accessi alla pagina.

Se si tratti del test di Object, il nuovo sistema di rile­va­zione di Audi­web che entrerà in fun­zione uffi­cial­mente a giu­gno, in grado di rile­vare anche l’audience all’interno delle appli­ca­zioni per tablet e smart­phone, le app per Face­book e gli “oggetti” nei siti come le gal­le­rie foto­gra­fi­che e gli sli­de­show, oggi non rile­vati, o se vi sia un fine distinto è dif­fi­cile a dirsi, anche se per­so­nal­mente mi sfugge il senso di misu­rare con un sistema a a paga­mento di trac­king di pub­bli­cità delle pagine su cui la pub­bli­cità non la puoi mettere.

Comun­que sia pare siano arri­vati in ritardo anche in que­sto caso.

A mar­gine, sem­pre in tema di quo­ti­diani e appli­ca­zioni, con­si­glio la lucida ana­lisi “Why Publi­shers Don’t Like Apps”.