Posted on 4 maggio 2012 by

Buone Pratiche Quotidiane

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Nell’evoluzione in corso da media a rete sociale che molti quo­ti­diani stanno affron­tando è essen­ziale aprirsi al pub­blico anche attra­verso quello che viene chia­mato open jour­na­lism o gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo a seconda dell’idioma preferito.

«The Guar­dian», sulla fal­sa­riga di quanto già adot­tato da «El Pais», da un lato, pro­se­gue con coe­renza straor­di­na­ria, senza esi­ta­zioni, il pro­prio per­corso di aper­tura e tra­spa­renza nei con­fronti dei let­tori  e, dall’altro lato, riporta all’edizione online, al sito web del quo­ti­diano la cen­tra­lità di “luogo” che favo­ri­sce il con­tatto e la rela­zione  con e tra le per­sone sulla base dei loro distinti inte­ressi, dimo­strando con­cre­ta­mente la fon­da­men­tale dif­fe­renza tra essere online ed essere parte della Rete.

Il trat­te­ni­mento sul sito web è inol­tre il vero indi­ca­tore del valore della rela­zione, e dun­que para­me­tro di asso­luta rile­vanza anche nel rap­porto con gli inser­zio­ni­sti, con gli inve­sti­tori pubblicitari.

Dimo­stra­zioni di SociA­bi­lità che spesso sono, appunto, rife­ri­bili a realtà esterne al nostro Paese come con­ferma, anche, l’indagine pre­sen­tata da Vin­cenzo Cosenza al Festi­val del Gior­na­li­smo sull’utilizzo di Face­book da parte dei quo­ti­diani nostrani che mostra come pre­va­len­te­mente vi sia un uti­lizzo teso solo a vederne le poten­zia­lità esclu­si­va­mente come fonte di traf­fico, mezzo uni­di­re­zio­nale per por­tare visi­ta­tori alle pro­prie edi­zioni online invece che rela­zio­nale nel senso prprio del termine.

For­tu­na­ta­mente buone pra­ti­che quo­ti­diane cre­scono anche nel nostro Paese con­tri­buendo a guar­dare con mag­gior otti­mi­smo al futuro dell’informazione in Ita­lia. E’ il caso del quo­ti­diano locale [che fa parte del cir­cuito GetLo­cal Espresso –Repub­blica] «La Pro­vin­cia Pavese» che ha lan­ciato un ini­zia­tiva sulla città vista dai cit­ta­dini che, oltre ad essere d’interesse per la qua­lità della rea­liz­za­zione, a giu­di­care dal numero di segna­la­zioni, ha avuto un buon suc­cesso e cer­ta­mente ha incre­men­tato numero di visite e tempo di per­ma­nenza sul sito del quo­ti­diano in questione.

Oltre alla geo­lo­ca­liz­za­zione sulla mappa delle situa­zioni cri­ti­che vis­sute, o viste, dai cit­ta­dini, esi­ste un fil­tro per cate­go­ria: dai rifiuti alle trap­pole per cicli­sti pas­sando per par­chi e sicu­rezza ed il report det­ta­gliato di cia­scuna segna­la­zione. Ottimo anche il sistema di segna­la­zioni con­ce­pito che offre diverse alter­na­tive dal tweet con hash­tag #rac­con­ta­pa­via [che a onor del vero pare poco uti­liz­zato] all’app per smart­phone o per i più tra­di­zio­nali un indi­rizzo mail o un modulo da com­pi­lare dispo­ni­bile sul sito.

Un buon esem­pio di crea­zione di una comu­nità all’interno di un sito web di un gior­nale, che dimo­stra che il pro­blema non è eco­no­mico ma cul­tu­rale, di approc­cio, quando certe cose non ven­gono fatte. I bud­get sono una scusa, una giu­sti­fi­ca­zione al fatto che è la volontà che manca all’interno dell’organizzazione in realtà.

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