Posted on 3 maggio 2012 by

Il Consumo Internazionale di Notizie Online

Tweet about this on Twitter0Share on Facebook0Share on Google+1Share on LinkedIn0Email this to someonePrint this page

Com­mu­ni­ca­tions Cham­bers, gruppo asso­ciato di con­su­lenti nell’area dei media e delle tele­co­mu­ni­ca­zioni, ha pub­bli­cato i pat­tern di con­sumo a livello inter­na­zio­nale delle noti­zie online.

L’analisi si è basata sui dati di Dou­ble­click Ad Plan­ner, tool, stru­mento di Goo­gle che per­mette di avere la reach, il numero di visi­ta­tori, e le pagine viste per ogni sito web sia a livello glo­bale che per sin­gola nazione. Sono stati sca­ri­cati i dati di oltre mille siti d’informazione nei trenta Paesi con il mag­gior numero di per­sone in Rete. Ulte­riori det­ta­gli sono dispo­ni­bili nel capi­tolo dedi­cato, appunto, alla meto­do­lo­gia della ricerca.

I risul­tati emer­genti sono, nella mia visione, com­ple­men­tari alla ricerca pub­bli­cata nel mese di aprile dal Reu­ters Insti­tute for Jour­na­lism sulle realtà all digi­tal dell’informazione in Europa, poi­chè con­sen­tono di veri­fi­care a livello inter­na­zio­nale quali siano i prin­ci­pali players dell’informazione online e quali dina­mi­che siano pre­senti sia a livello glo­bale che nelle sin­gole nazioni.

I risul­tati pub­bli­cati dello stu­dio: “Inter­na­tio­nal Online News Con­sump­tion” riguar­dano le dieci nazioni al mondo con il mag­gior numero di per­sone che uti­liz­zano Inter­net. La prima [non] noti­zia è che l’Italia non com­pare tra i primi dieci Paesi per pene­tra­zione e con­sumo d’informazione. Infor­ma­zione che non sor­prende se si con­si­dera che sono circa 6milioni gli utenti al giorno che visi­tano un sito d’informazione nel nostro Paese, ma che con­ferma la posi­zione dell’Italia sia per quanto riguarda l’informazione online che, più in gene­rale, per quanto riguarda la cul­tura digitale.

Se a livello glo­bale, sotto l’influenza di Cina, Bra­sile e USA, sono le fonti all digi­tal a pre­va­lere, il pano­rama cam­bia deci­sa­mente nell’analisi per nazione con, in par­ti­co­lare, i Paesi Euro­pei che hanno carat­te­ri­sti­che asso­lu­ta­mente distinte e le edi­zioni online dei quo­ti­diani tra­di­zio­nali car­ta­cei a farla da padrone. Evi­denza di un approc­cio com­ples­si­va­mente più tra­di­zio­na­li­sta dove il valore del brand, della fonte d’informazione, della testata gioca evi­den­te­mente un ruolo primario.

Lo stu­dio evi­den­zia inol­tre come le prime dieci fonti infor­ma­tive siano sem­pre dome­sti­che. L’internazionalità della Rete pare avere poco appeal, poca presa sul con­sumo di infor­ma­zione all’interno delle sin­gole nazioni; pro­dotto cer­ta­mente, in alcuni casi, di bar­riere lin­gui­sti­che ma anche sicu­ra­mente riflesso degli inte­ressi pre­do­mi­nanti delle persone.

Emerge come il con­sumo di noti­zie non sia che una fetta mino­ri­ta­ria del traf­fico in Rete. Un aspetto che all’ora di par­lare di inve­sti­menti pub­bli­ci­tari su Inter­net, e spe­ranze di rac­colta dell’industria dell’informazione, deve evi­den­te­mente essere tenuto in debita considerazione.

Altro aspetto d’interesse che emerge dalla desk research riguarda la per­cen­tuale di visite che arri­vano al sito dei quo­ti­diani, o comun­que delle fonti d’informazione, dall’estero. Si evi­den­zia come, ad esclu­sione di pochi players, le ambi­zioni di inter­na­zio­na­liz­za­zione, e dun­que, di volumi di traf­fico impor­tanti siano dav­vero cir­co­scritti. Un altro dato su cui riflet­tere nel momento di ipo­tiz­zare il pro­prio busi­ness model per l’informazione online che, insi­sto, indica come neces­sa­ria­mente i gior­nali deb­bano tor­nare ad essere  perno cen­trale degli inte­ressi delle per­sone, delle loro con­ver­sa­zioni e dei diversi gruppi, delle distinte comu­nità, sia in Rete che fisi­ca­mente, per avere senso e sostenibilità.

La neces­sità di inno­vare, sia in ter­mini di pro­po­sta al let­tore che a livello di busi­ness model, per l’informazione online, emersa dalla già citata ricerca, con­dotta da Nicola Bruno, che ne ha pre­sen­tato i risul­tati al Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo, e da Rasmus Kleis Niel­sen, si scon­tra con l’irrazionale ten­denza all’imitazione da parte dell’industria dell’informazione digi­tale dimo­strata sin ora. Se ne vedono i frutti.

Tweet about this on Twitter0Share on Facebook0Share on Google+1Share on LinkedIn0Email this to someonePrint this page