Visibilità Vò Cercando

Dopo la decisione da parte di WikiLeaks di diffondere tutti i 251mila cablogrammi in suo possesso è stata definitivamente guerra tra l’organizzazione guidata da Julian Assange ed i principali [ex] media partner. Una scelta apparentemente in nome dei principi deontologici del giornalismo dietro la quale, leggendo i 9 principi pubblicati da PEJ [Project for Excellence in Journalism, si comprende come si celino in realtà motivazioni diverse e più articolate.

Assange all’epoca aveva affermato che i media partners di “secondo livello”, e il milione di followers su Twitter avrebbero consentito a WikiLeaks la stessa ampiezza di diffusione che veniva generata dai principali quotidiani del mondo.

Ipotesi che, nonostante ora i followers su Twitter abbiano raggiunto quasi il milione e mezzo non pare essersi concretizzata, come dimostrato anche con i dati forniti da Google Trends che evidenziano la correlazione tra volume delle notizie e traffico generato in Rete e, comunque, interesse generale decisamente calante anche in occasione del tanto annunciato ritorno.

Ecco che allora il fondatore di WikiLeaks approda con un programma tutto suo sul medium di massa per definizione: la televisione.

Dalla prossima settimana infatti, Julian Assange partirà con un talk show tutto suo: “The World Tomorrow with Julian Assange” affidando al broadcaster russo «Russia Today», canale televisivo creato dal Governo Russo per propagandare la propria immagine a livello internazionale il ruolo di mezzo di diffusione del proprio messaggio.

Scelta che certamente dovrebbe garantirgli la visibilità perduta ma che stride decisamente viste le posizioni su libertà d’informazione e corruzione della Russia certamente non in linea con i principi minimi dell’etica su entrambi i fronti.

Come avviene in tutte le guerre, la battaglia tra l’organizzazione di Assange ed i mainstream media sta avendo un impatto negativo su entrambe le parti. Il torpore delle coscienze, alimentato dagli interessi di parte, rischia di avere la meglio sulla trasparenza e sulla verità.

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Pier Luca Santoro

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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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3 Commenti su Visibilità Vò Cercando

  1. Il principale problema attuale di Wikileaks non credo che sia la visibilità ma la credibilità. Da troppo tempo ormai i periodici scoop clamorosi annunciati all’atto pratico non si rivelano come tali. È da capire quanto il blocco delle donazioni via PayPal & C. abbia influito sulla qualità dei cablogrammi.
    Senza altri soldati Manning disposti a rischiare del loro (e ciò che avviene a Guantanamo è un ottimo deterrente) credo che il declino di Wikileaks sia ormai irreversibile.

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