Posted on 21 marzo 2012 by

Fact Checking: Il Caso Mohammed Merah

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In breve, quasi fosse un flash d’agenzia, l’esperienza dell’ultima ora.

Il live blog­ging del Guar­dian sull’assedio al pre­sunto ter­ro­ri­sta riporta di una “tweet sospetto” da parte del Media & Infor­ma­tion Cen­ter del Kandahar.

[tweet https://twitter.com/KandaharMediaOf/status/182453137511161857 align=‘center’ lang=‘it’]

Mando una mail di richie­sta di chia­ri­mento alla fonte e nel frat­tempo a ritroso veri­fico, in attesa di rispo­sta, il per­corso della noti­zia arri­vando a risa­lire a cosa [e chi] ha gene­rato l’affermazione.

[tweet https://twitter.com/MaryFitzgerldIT/status/182423083724976130 align=‘center’ lang=‘it’]

Nel frat­tempo arriva la mail di rispo­sta pun­tua­lis­sima e sol­le­cita della fonte gover­na­tiva del Kan­da­har che con­ferma omo­ni­mia ma nes­suna atti­nenza. Si chiude in que­sto modo il cer­chio dimo­strando la pos­si­bi­lità di fare fact chec­king, di non con­tri­buire alla dif­fu­sione di noti­zie false o  equi­vo­che con poco sforzo e senso di respon­sa­bi­lità delle persone.

Mi resta solo una domanda, un dub­bio, se invece del Kan­da­har fosse stata l’Italia avrei avuto una rispo­sta in meno di un’ora?

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