Posted on 13 marzo 2012 by

Autodisciplinato

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Poyn­ter segnala i dati sulla velo­cità di dif­fu­sione di infor­ma­zioni errate  attra­verso Twit­ter pre­sen­tati durante la recente con­fe­renza pro­prio sulla fidu­cia nei media digitali.

Si tratta di ele­menti che for­ni­scono un con­tri­buto impor­tante al dibat­tito su fact chec­king ed affi­da­bi­lità dell’informazione digi­tale, ed in par­ti­co­lare pro­prio sulle bufale che ven­gono dif­fuse attra­verso Twit­ter. Aspetti ai quali avevo aggiunto la nozione di nowism come ele­mento di qua­li­fi­ca­zione, rifles­sione e con­fronto rispetto alle dina­mi­che di dif­fu­sione di infor­ma­zioni inac­cu­rate attra­verso la piat­ta­forma di microblogging.

Anche se nel lungo periodo vi è una sorta di annul­la­mento, di cor­re­zione dell’effetto bufala, che è indice di una com­ples­siva auto­di­sci­plina del sistema, il gra­fico di sin­tesi dei risul­tati emer­genti sot­to­ri­por­tato evi­den­zia come l’informazione scor­retta abbia una velo­cità ed una por­tata di dif­fu­sione in fase ini­ziale più che dop­pia rispetto a quella corretta.

Gilad Lotan, autore dell’analisi e Vice-Presidente della R&S di Social­Flow, star­tup dedi­cata allo svi­luppo di tech­no­lo­gia tesa ad otti­miz­zare pro­prio i con­te­nuti dispo­ni­bili nei social media, spiega che a suo avviso le moti­va­zioni sono da ricer­carsi, da un lato, nella ten­denza a dif­fon­dere noti­zie ed infor­ma­zioni che ci rap­pre­sen­tano, alle quali vogliamo cre­dere, e dall’altro lato, a causa della bassa pro­pen­sione ad auto­cor­reg­gersi, a twee­tare la cor­re­zione di quanto erro­nea­mente diffuso.

Non si tratta di atti­vare gli sce­riffi dellla Rete, già dif­fusi a suf­fi­cienza ahimè, come testi­mo­nia dal lungo elenco di nemici di inter­net sti­lato da RSF, ma di dare un senso a con­di­vi­sione, fidu­cia e respon­sa­bi­lità  rea­liz­zando un codice di auto­di­sci­plina al quale sia pos­si­bile ade­rire volon­ta­ria­mente per assu­mersi la giu­sta respon­sa­bi­lità per­so­nale che la con­ces­sione di fidu­cia da sem­pre implica faci­li­tando e gui­dando il pro­cesso di auto­di­sci­plina natu­rale che, come emerge dai dati, anche Twit­ter pare avere.

Al primo punto met­te­rei: prima di clic­care, twet­tare o [re]tweetare, leggo e veri­fico l’informazione che sto segna­lando, condividendo.

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