febbraio 2012

Pubblicato il 29 febbraio 2012 by Pier Luca Santoro

Impatto dei Media sul Processo di Scoperta delle Informazioni

Goo­dreads, rete sociale esclu­si­va­mente con­cen­trata sulla let­tura ed i libri, ha pub­bli­cato di recente i dati su come i libri ven­gono sco­perti dai pro­pri iscritti, su quali siano i media e le moda­lità che influen­zano il pro­cesso di cono­scenza, di sco­perta di un titolo. I dati emer­genti, a mio avviso, sono d’interesse al di là del seg­mento di mer­cato edi­to­riale al quale si rife­ri­scono in maniera specifica.

I risul­tati pub­bli­cati, che si basano sull’osservazione e l’analisi, vale la pena di ricor­darlo, di oltre 7 milioni di utenti,  con­fer­mano, in caso ce ne fosse biso­gno, il valore, il potere del pas­sa­pa­rola come vei­colo prin­ci­pale di influenza.  Nono­stante Goo­dreads sia molto ben inte­grato con Face­book, sia il social net­work più popo­lato del pia­neta che Twit­ter non sem­brano avere un ruolo rile­vante nel pro­cesso di sco­perta, nel susci­tare inte­resse nei con­fronti dei libri.

Imme­dia­ta­mente dopo amici e canali spe­cia­liz­zati, libre­rie, biblio­te­che e lo store di Ama­zon, sono i gior­nali la prima fonte di appren­di­mento dell’uscita di nuove pub­bli­ca­zioni. Ele­mento che lascia ipo­tiz­zare un forte legame tra let­tura di quo­ti­diani e libri. Pro­ba­bil­mente chi legge lo fa a pre­scin­dere dal mezzo e dal sup­porto, parrebbe.

Come mostra il gra­fico di sin­tesi sot­to­stante l’interesse e l’attenzione dei let­tori, degli iscritti a Goo­dreads, schizza let­te­ral­mente alle stelle, indi­pen­den­te­mente dal genere letterario,quando un titolo viene citato da un mass media che sia un’importante broa­d­ca­ster radio­fo­nico o, ancora una volta, un quo­ti­diano [inter]nazionale.

Ele­mento che riporta alla mente l’ipotesi, la ten­denza che Tom Forem­ski ha rac­colto nella defi­ni­zione di SoDOMM [The Social Distri­bu­tion of Mass Media] con social media e social net­work nel ruolo di mezzi di distri­bu­zione sociale dei mezzi di massa.

Si tratta di aspetti che coniu­gati all’ana­lisi di quali siano le aree di discri­mi­na­zione, di qua­li­fi­ca­zione per tro­vare e valu­tare quale sia infor­ma­zione di qua­lità per le nuove gene­ra­zioni, per  i cosid­detti digi­tal nati­ves, pos­sono aiu­tare ad qua­li­fi­care la dimen­sione sociale dell’informazione digi­tale for­nendo gli ele­menti di qua­li­fi­ca­zione e di rifles­sione sui pos­si­bili sce­nari evo­lu­tivi iden­ti­fi­cando al meglio le cor­rette moda­lità di pro­mo­zione e di rela­zione con il pro­prio pub­blico di riferimento.

Pubblicato il 28 febbraio 2012 by Pier Luca Santoro

La Guida Passo per Passo all’Utilizzo dei Social Media per le Aziende

Devo ancora capire se sono io che sele­ziono male amici e poten­ziali clienti o se invece, come credo, si tratta di una pro­ble­ma­tica più allar­gata non solo ristretta alla mia cer­chia per­so­nale di cono­scenze. Qua­lun­que sia la rispo­sta, di fatto veri­fico quasi quo­ti­dia­na­mente ancora oggi igno­ranza mista a scet­ti­ci­smo su come uti­liz­zare in chiave di comu­ni­ca­zione d’impresa  social media e social network.

Mi auguro che la pub­bli­ca­zione dell’infografica sot­to­stante, che riprende passo per passo gli ele­menti salienti per una cor­retta gestione in chiave cor­po­rate dei social media, possa essere d’ausilio a chi ancora ha dif­fi­coltà di com­pren­sione delle logi­che e delle dina­mi­che di quest’area e magari, scu­san­domi per l’atto di egoi­smo, mi per­metta di rispar­miarmi l’ennesima affan­nata spie­ga­zione sul tema.

L’infografica mi pare suf­fi­cien­te­mente chiara e det­ta­gliata per lo scopo per il quale è stata rea­liz­zata da essere autoe­spli­ca­tiva senza biso­gno di mag­giori com­menti o appro­fon­di­menti. Nella com­ples­siva ade­gua­tezza e cor­ret­tezza dei diversi pas­saggi pro­po­sti è cer­ta­mente da rive­dere l’ordine dei primi 5 pro­po­sti nella gra­fica, con sicu­ra­mente la neces­sità di defi­nire obiet­tivi e pub­blico di rife­ri­mento prima dei mezzi e delle piat­ta­forme da uti­liz­zare. In caso con­tra­rio le pro­ba­bi­lità di intra­pren­dere un per­corso errato sareb­bero ele­vate se non certe. [*]

L’unico ele­mento che credo valga ulte­rior­mente la pena di sot­to­li­neare è che evi­den­te­mente l’approccio deve essere cir­co­lare ed inte­grato indi­pen­den­te­mente dalla dimen­sione azien­dale. Il pro­cesso di ana­lisi e pia­ni­fi­ca­zione aiu­terà a foca­liz­zare meglio gli obiet­tivi ed a misu­rare meglio i risul­tati rita­rando, se del caso, le azioni successive.

Buon lavoro.

- Clicca per Ingrandire -

Pubblicato il 27 febbraio 2012 by Pier Luca Santoro

Social TV Best Practices

Al-Jazeera English, canale in lin­gua inglese dell’emittente tele­vi­siva araba, ha vinto il pre­mio della bri­tan­nica Royal Tele­vi­sion Society come “news chan­nel of the year” affer­man­dosi, tra gli altri, con­tro Sky News e BBC.

Infor­ma­zione di qua­lità e social TV coniu­gate con sapienza sono gli ele­menti distin­tivi che hanno costruito un anno di suc­cessi per l’emittente. Que­sto l’argomento intorno al quale ruota l’articolo della mia colonna set­ti­ma­nale all’interno degli spazi dell’European Jour­na­lism Obser­va­tory pub­bli­cato oggi.

Se il tema è di vostro inte­resse e vole­ste appro­fon­dire non vi resta che leg­gere QUI.

Pubblicato il 27 febbraio 2012 by Pier Luca Santoro

Morte & Resurrezione della Carta

Sono tempi in cui il lan­cio di una pub­bli­ca­zione su carta fa notizia.

E’ stato lan­ciato ieri «The Sun on Sun­day» erede, sosti­tuto natu­rale in casa Mur­doch del fret­to­lo­sa­mente chiuso a luglio dell’anno scorso «News of the World»  in seguito allo scan­dalo delle inter­cet­ta­zioni dal quale è stato travolto.

Dopo la chiu­sura del set­ti­ma­nale l’80% degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari che vi erano allo­cati e ben 800mila let­tori sono scom­parsi, eva­po­rati nel nulla senza che nes­suno dei con­cor­renti esi­stenti, quale ad esem­pio il  «Sun­day Mir­ror», riu­scisse a recu­pe­rarne una quota significativa.

Secondo quanto annun­ciato su Twit­ter per­so­nal­mente da Rupert Mur­doch il primo numero di ieri di «The Sun on Sun­day» avrebbe ven­duto la bel­lezza di 3 milioni di copie.

[tweet https://twitter.com/rupertmurdoch/status/173865486914813952 align=‘center’ lang=‘it’]

Ovvia­mente si tratta di dati di ven­dita che pro­ba­bil­mente si ridi­men­sio­ne­ranno nelle pros­sime uscite poi­chè è noto che al lan­cio si otten­gano risul­tati supe­riori a quelle che poi saranno le ven­dite fisio­lo­gi­che, ciò nono­stante sia il tasso di sosti­tu­zione di inve­sti­menti e let­tori ten­dente a zero, che il suc­cesso del primo numero credo deb­bano far riflettere.

Se indub­bia­mente non si può pen­sare sola­mente di riar­re­dare il Tita­nic, altret­tanto si tratta, come si suol dire vol­gar­mente, di non but­tare via il bam­bino con l’acqua sporca, come mi pare venga fatto abi­tual­mente da coloro afflitti da tablet­ma­nia o altre simili affe­zioni patologiche.

Come ho già avuto modo di dire , sarò della vec­chia scuola, forse, ma mi hanno sem­pre inse­gnato che per inno­vare, per costruire il futuro è neces­sa­ria una attenta gestione del port­fo­lio prodotti/canali. Mi pare si chiami matrice di boston ed anche in tutti i suoi adat­ta­menti non mi risulta che con­tem­pli la pos­si­bi­lità di but­tare alle orti­che l’80% delle revenues.

Pubblicato il 26 febbraio 2012 by Pier Luca Santoro

Libertà Complementare

La piog­gia di emen­da­menti rischia di annac­quare e intor­bi­dire i prov­ve­di­menti del Governo rela­tivi alle liberalizzazioni.

Tra tutti gli emen­da­menti pro­po­sti, per quanto riguarda gli inte­ressi dello scri­vente e degli argo­menti trat­tati all’interno di que­sti spazi, è quello rela­tivo alle edi­cole che pare essere a rischio di sna­tu­rare in maniera signi­fi­ca­tiva lo spi­rito ed il signi­fi­cato della prima ste­sura. Emen­da­mento “bipar­ti­san” pre­sen­tato da Simona Vicari [PDL] e Filippo Bub­bico [PD] del quale, forse non casual­mente, i gior­nali non par­lano nono­stante l’ampia coper­tura gene­rale del tema, che rap­pre­senta una peri­co­losa mar­cia indie­tro rispetto alla con­ce­zione originaria.

L’emen­da­mento pro­po­sto infatti eli­mi­ne­rebbe la pos­si­bi­lità pre­ce­den­te­mente pre­vi­sta da parte dei gior­na­lai di rifiu­tare i pro­dotti col­la­te­rali rice­vuti, quell’accozzaglia di per­line ed amu­leti che inonda quo­ti­dia­na­mente le edi­cole in viurtù di una pre­te­stuosa ed ana­cro­ni­stica inter­pre­ta­zione della parità di trat­ta­mento, così come la pos­si­bi­lità di defal­care il valore del mate­riale resti­tuito ai distri­bu­tori locali in com­pen­sa­zione dei paga­menti delle nuove consegne.

Sono ele­menti che alleg­ge­ri­reb­bero di non poco la pres­sione finan­zia­ria alla quale 30mila le edi­cole sin qui soprav­vi­sute sono sot­to­po­ste e, soprat­tutto, resti­tui­rebbe dignità impren­di­to­riale ad una cate­go­ria troppo spesso vitu­pe­rata dagli altri attori del sistema favo­rendo il neces­sa­rio pro­cesso di moder­niz­za­zione che dovrebbe essere alla base delle pro­po­ste di libe­ra­liz­za­zione e del quale la filiera edi­to­riale ha tanto bisogno.

Se le modi­fi­che venis­sero appro­vate i gior­na­lai ita­liani,  che ini­zial­mente erano stati pro­mossi a lavo­ra­tori auto­nomi, che ave­vano facoltà di  deci­dere del loro destino, che, pur nei i limiti della legge, pote­vano sce­gliere cosa far entrare nelle loro riven­dite e cosa no, ritor­ne­reb­bero al loro sta­tus di peo­nes per garan­tire a loro spese flussi di cassa ad edi­tori diso­ne­sti inqui­nando, forse in maniera defi­ni­tiva, la pos­si­bi­lità di un’evoluzione posi­tiva di tutto il sistema.

Mi segnala un rap­pre­sen­tante della cate­go­ria che Pie­tro Bar­cel­lona, un giu­ri­sta, docente di diritto, scrive che “la cer­tezza di esi­stere non è data dal denaro,ma dall’universo sim­bo­lico”, da quell’insieme di segni, usi, con­sue­tu­dini, sim­boli insomma che sono capaci di man­te­nere un indi­vi­duo nel suo mondo. La parete è ora liscia, buona per pre­ci­pi­tare a terra con un grande tonfo. I ganci sulla parete messi da chi aveva scritto la prima parte del decreto, erano l’ uni­verso sim­bo­lico dei gior­na­lai. Se fosse con­fer­mato che ora non c’è più, sarà impos­si­bile ripristinarlo.

Un con­cetto di libertà com­ple­men­tare agli inte­ressi deviati, ancora una volta, di pochi. Un’opzione senza ritorno che chiun­que abbia a cuore uno svi­luppo sano e soste­ni­bile del nostro Paese non può accettare.

Older Posts