Posted on 29 dicembre 2011 by

Fare Luce sui Blog

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Da un paio di giorni è in corso un dibat­tito tra­sver­sale [l’ennesimo?] su morte e resur­re­zione dei blog, che forse sono col­pe­vole di aver sti­mo­lato. Con­fronto che ha per prin­ci­pali pro­ta­go­ni­sti per­sone che seguo sem­pre con atten­zione per la stima che ho nei loro con­fronti. Tra tutti la posi­zione che mag­gior­mente con­di­vido è quella espressa da Giu­seppe Granieri.

Per­so­nal­mente ritengo che il ter­mine blog sia ormai una “parola sca­to­lone”, troppo ampia di signi­fi­cati per poter dare un senso unico ed uni­voco al dibat­tito che pure con­ti­nuo a seguire con atten­zione ed i cui svi­luppi mi pia­ce­rebbe affron­tas­sero la que­stione del blog come for­mat edi­to­riale adot­tato anche da quo­ti­diani e, appunto, super­blog. Con­fido in Gio­vanni Boc­cia Artieri [e in tutti gli altri che ver­ranno] per appro­fon­dire quest’aspetto. Nel frat­tempo con­ti­nuo a pri­vi­le­giare il ter­mine TAZ per la defi­ni­zione di que­sto spazio.

Far luce sui blog, anche se da una pro­spet­tiva diversa, è anche l’obiettivo di una pro­po­sta che ho lan­ciato un paio di set­ti­mane rispetto alla quale sto pro­ce­dendo alla silen­ziosa rac­colta di con­tri­buti e dispo­ni­bi­lità per poi pro­ce­dere all’elaborazione con­di­visa di un codice di auto­di­sci­plina per chi fa infor­ma­zione  attra­verso blog e social network.

Una neces­sità che risulta ancora più pres­sante dopo alcune veri­fi­che che ho fatto su cam­pa­gne pro­mo­zio­nali, di “buzz”, svolte sui blog.

Avevo già segna­lato come esi­stano pro­po­ste che cir­co­lano per la Rete che stanno al con­tent mar­ke­ting come le tec­ni­che di black hat stanno al SEO, scor­cia­toie uti­liz­zate da per­sone senza scru­poli che rapi­da­mente si ritor­cono con­tro chi ne fa uso e abuso.

Sco­pro ora di un’operazione lan­ciata da Enel, un con­corso che pre­mie­rebbe i migliori blog­ger, a soste­gno della quale un’agenzia [non vi sarà dif­fi­cile sco­prire quale] ha lan­ciato una cam­pa­gna di “spon­so­red con­ver­sa­tion”, di blog che par­lano del concorso.

Pare che stia fun­zio­nando visto che Goo­gle resti­tui­sce quasi un milione di risul­tati per “enel+concorso blog­ger” e addi­rit­tura oltre due milioni di risul­tati per “con­corso blog­ger awards”.  Un suc­cesso che, da infor­ma­zioni rac­colte dal sot­to­scritto, sarebbe dovuto al com­penso di alcune decine di euro [pare si tratti di 60€]  che ven­gono dati dall’agenzia che opera in nome e per conto della nota impresa di ener­gia; un elar­gi­zione dav­vero gene­rosa che supera i com­pensi che spesso i gior­na­li­sti di pro­fes­sione rice­vono per un pezzo ori­gi­nale che, by the way, lascia imma­gi­nare quanto costi al committente.

Appro­fon­dendo si viene a sco­prire che non tutti segna­lano la dici­tura “arti­colo spon­so­riz­zato”, come dovrebbe essere, al ter­mine del post e da una veri­fica a cam­pione ne ho tro­vati almeno tre che non si curano di avver­tire il let­tore che in buona sostanza si tratta di comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria [123].

C’è una que­stione di cor­ret­tezza e di tra­spa­renza, che è poi alla base dell’idea di codice di auto­di­sci­plina pre­ci­tato, verso le per­sone che leg­gono i nostri blog, le nostre segna­la­zioni sui diversi social net­work, [quasi sem­pre] in buona fede con­di­vi­dono ulte­rior­mente quanto pro­po­sto poi­chè hanno fidu­cia in noi. E’ ora di assu­mersi la giu­sta respon­sa­bi­lità per­so­nale che la con­ces­sione di fidu­cia da sem­pre implica.

C’è in que­sto caso, anche, una que­stione di effi­ca­cia. Sia per­chè, come spiega oggi «The Eco­no­mist», l’eccesso di rumore annulla il valore dell’informazione, che di merito rispetto ad appa­rire in spazi che, let­te­ral­mente, fanno due palle qua­dre ai let­tori, se ve ne sono, e all’azienda sponsor.

Come dice l’amico Vit­to­rio Paste­ris: un pro­blema di fidu­cia & respon­sa­bi­lità, le mar­chette lascia­mole ad altri. E’ dav­vero giunto il momento di fare luce sui blog.

Update: Via Twit­ter Enel risponde così ad una domanda di Vin­cenzo Cosenza: “L’accordo pre­vede la dici­tura “spon­so­riz­zato”, gli altri potreb­bero non rispet­tare l’accordo o essere spon­ta­nei, ma controlleremo”

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Attualmente è temporary manager come social media editor de «La Stampa» . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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