novembre 2011

Posted on 25 novembre 2011 by Pier Luca Santoro

Il Ciclo di Vita dei Contenuti

I con­te­nuti, la loro rile­vanza rispetto agli inte­ressi delle per­sone, e la sele­zione di stru­menti e nuove pra­ti­che per sele­zio­nare, orga­niz­zare e dif­fon­dere gli stessi, ser­ven­dosi, anche,  di social media e social net­work, sono sem­pre più ele­mento cen­trale nella rela­zione tra le imprese ed i diversi pub­blici di rife­ri­mento in una logica di attra­zione, di pull, o inbound che dir si voglia.

L’infografica sot­to­ri­por­tata ne rias­sume con buona effi­ca­cia logi­che e processi.

Se, come giu­sta­mente diceva ieri Ste­fano Quin­ta­relli, durante un incon­tro al quale ho avuto il pia­cere di par­te­ci­pare, gli edi­tori devono pas­sare dalla gestione per pro­dotto a quella per cliente, mi appare sem­pre più pros­simo il momento in cui invece di rea­liz­zare il cano­nico media plan, il piano di comu­ni­ca­zione, il piano mezzi con­si­sterà nella rea­liz­za­zione di un piano editoriale.

Posted on 24 novembre 2011 by Pier Luca Santoro

La “Social Popularity” delle Notizie Online

Al lan­cio di “Rip­pla”, sito web che moni­tora e trac­cia quali sono le noti­zie che mag­gior­mente ven­gono con­di­vise dai let­tori con­cen­tran­dosi prin­ci­pal­mente sulle fonti d’informazione anglo­sas­soni, fa seguito quasi con­tem­po­ra­nea­mente “UAC Meter”, tool di misu­ra­zione che, final­mente, si foca­lizza sul nostro Paese.

Lan­ciato da meno di una set­ti­mana da Human High­way, società di ricer­che online tutta ita­liana a dispetto del nome,  lo stru­mento offre nume­rose carat­te­ri­sti­che di asso­luto inte­resse per chi, a vario titolo, si inte­ressa al mondo dei media ed all’impatto che lo user ampli­fied con­tent ha all’interno dell’ecosistema dell’informazione.

Il sistema di moni­to­rag­gio si basa sui seguenti aspetti:

1) Un  cra­w­ler, un soft­ware, che ogni due ore ana­lizza i siti d’informazione ita­liani moni­to­rando tutti gli arti­coli in home page che hanno avuto almeno un click.

2) Un fil­tro che ana­lizza tutte le pagine indi­ciz­zate per sepa­rare le pagine con arti­coli da quelle con con­te­nuti diversi.

3) Un sistema di moni­to­rag­gio di tutti gli arti­coli che hanno avuto un “like”, sono stati “twit­tati” o hanno otte­nuto un “+”.

Attual­mente il moni­to­rag­gio è sud­di­viso tra quo­ti­diani online, siti web che sono l’emanazione di testate tra­di­zio­nali, e fonti di infor­ma­zione “all digi­tal” quali ad esem­pio i così­detti superblog.

Per cia­scuna delle due fonti ven­gono indi­cati quali sono le 24 noti­zie che hanno una mag­gior “social popu­la­rity”, così come defi­nita pre­ce­den­te­mente al punto 3, i primi 24 arti­coli che, sia nell’ultima ora che nelle ultime sei ore, hanno il mag­gior trend di cre­scita,  il trend delle 10 noti­zie più popo­lari delle ultime 24 & 48 ore, il livello di ampli­fi­ca­zione di cia­scuna testata nell’ultima set­ti­mana e nell’ultimo giorno non­chè la rela­tiva tendenza.

Le infor­ma­zioni sono libe­ra­mente acces­si­bili pre­via regi­stra­zione e for­ni­scono un pano­rama dav­vero inte­res­sante sulle ten­denze dei media e dell’informazione in Italia.

Lo stru­mento è un utile sup­porto sia per coloro che lavo­rano con/per gli edi­tori che più in gene­rale per ana­liz­zare il sen­ti­ment degli ita­liani di fronte a deter­mi­nate noti­zie come illu­stra, a titolo esem­pli­fi­ca­tivo, la tavola di sin­tesi dei 10 arti­coli più con­di­visi nelle ultime 48 ore, che mostra l’impatto delle giu­ste affer­ma­zioni del Pre­si­dente della Repubblica.

Posted on 23 novembre 2011 by Pier Luca Santoro

Il Sorpasso

«The Atlan­tic», rivi­sta men­sile che viene pub­bli­cata da ben 154 anni, ha annun­ciato che nel mese di otto­bre i ricavi deri­vanti dalla rac­colta pub­bli­ci­ta­ria dell’area digi­tale delle testate del gruppo hanno per la prima volta supe­rato quelli delle ver­sioni tra­di­zio­nali, con il 51% per l’online ed il 49% per la carta stampata.

Il dato, oltre che rap­pre­sen­tare una straor­di­na­ria ecce­zione nel pano­rama attuale, rive­ste ancor più inte­resse in con­si­de­ra­zione del fatto che que­sto non sia avve­nuto a causa di ricavi calanti dal for­mato car­ta­ceo della testata che, al con­tra­rio, nel numero di otto­bre ha ven­duto un numero di pagine pub­bli­ci­ta­rie supe­riore a qua­lun­que edi­zione dal 1999 ad oggi.

Secondo quanto dichia­rato al «New York Times» da Jay Lauf, edi­tore del gruppo, nel 2008 la pub­bli­cità online pesava solo il 9% del totale dei ricavi.

Il sor­passo si è reso pos­si­bile sia gra­zie ad una stra­te­gia mul­ti­me­diale che ha por­tato al lan­cio di diverse nuove testate online, incluso un aggre­ga­tore, che com­ples­si­va­mente hanno por­tato ad un rad­dop­pio del traf­fico rispetto all’anno scorso,  che a tariffe per gli inser­zio­ni­sti infe­riori ai diretti com­pe­ti­tors quali «The New Yorker».

La noti­zia per la sua ecce­zio­na­lità è stata ripresa da molte fonti d’informazione e dai prin­ci­pali influen­cers della Rete.

Allo stato attuale il sor­passo, oltre ad essere una realtà che rap­pre­senta di per sè un fatto straor­di­na­rio nello sce­na­rio edi­to­riale gene­rale, non può ogget­ti­va­mente essere preso a rife­ri­mento dall’editoria nazio­nale per la grande distanza da quello che è il pano­rama delle pub­bli­ca­zioni nel nostro paese.

Posted on 22 novembre 2011 by Pier Luca Santoro

Giochi da Draghi

Enne­simo lunedì nero ieri per le borse euro­pee e cre­scita dello spread, ter­mine pres­so­chè sco­no­sciuto ai più sino a pochi mesi fa, tra i titoli di Stato di Fran­cia, Spa­gna e Ita­lia e quelli tede­schi. Una noti­zia che si ripete quasi quo­ti­dia­na­mente men­tre pare che la poli­tica mon­diale sia pri­gio­niera del sistema ban­ca­rio che deve sal­vare dando luogo alla  sin­drome di Stoc­colma.

Se vole­ste cimen­tarvi nel ten­ta­tivo di gestire la poli­tica mone­ta­ria e di riflesso eco­no­mica del Paese  non avete che da acce­dere all’area didat­tico — infor­ma­tiva della Banca Cen­trale Euro­pea e spe­ri­men­tare le vostre opi­nioni e le vostre abi­lità con “€CONOMIA: il gioco della poli­tica monetaria”.

Il gioco di simu­la­zione a turni, par­tendo dalla gestione del tasso di inte­resse uffi­ciale, mette il gio­ca­tore nella con­di­zione di influen­zare il tasso d’inflazione, cre­scita del PIL, incre­mento della liqui­dità e tasso di disoc­cu­pa­zione. Aree d’intervento tutte di grande attualità.

Ogni man­che è equi­va­lente ad un tri­me­stre dell’anno e dopo aver scelto il tasso d’interesse per il periodo si rice­vono i feed­back di un gruppo di advi­sor oltre ai titoli dei prin­ci­pali gior­nali che rias­su­mono il sen­ti­ment sul pro­prio ope­rato. Prima di effet­tuare la gio­cata è pos­si­bile vedere quali sono gli effetti pre­vi­sti della stessa.

Il gioco da otto­bre è dispo­ni­bile, sem­pre gra­tui­ta­mente, anche per iPhone & iPad con le stesse fun­zio­na­lità della ver­sione online. E’ pos­si­bile ripe­tere il gioco quante volte si desi­dera così da spe­ri­men­tare stra­te­gie e risul­tati diversi.

Nono­stante una gra­fica non entu­sia­smante ed una ten­denza all’eccesso di otti­mi­smo dell’intelligenza arti­fi­ciale, soprat­tutto nell’area dell’occupazione,  può essere stru­mento di sup­porto per for­ma­tori e pro­fes­sori non­chè ele­mento di spe­ri­men­ta­zione ed auto apprendimento.

Adat­tan­done alcune carat­te­ri­sti­che, a comin­ciare dalla pos­si­bi­lità di sal­vare i pro­gressi della par­tita, per­so­nal­mente lo vedrei molto bene anche all’interno dell’edizione online di un quo­ti­diano eco­no­mico finan­zia­rio come stru­mento di trat­te­ni­mento e coin­vol­gi­mento di un pub­blico sicu­ra­mente inte­res­sato al tema.

Posted on 21 novembre 2011 by Pier Luca Santoro

Rapporto sulla Comunicazione Online in Italia

Sono stati dif­fusi oggi i risul­tati di “Kwd Webran­king 2011 Italy”, inda­gine alla decima edi­zione sulla comu­ni­ca­zione cor­po­rate online nel nostro Paese.

L’indagine ha preso in con­si­de­ra­zione le 101 mag­giori società ita­liane per capi­ta­liz­za­zione valu­tando la loro comu­ni­ca­zione  sul web.

Emerge con chia­rezza come la Rete non venga ancora per­ce­pita come uno stru­mento per costruire la repu­ta­zione azien­dale e differenziarsi.

I risul­tati evi­den­ziano come il pro­blema non sia dimen­sio­nale, come si evince dalla tavola di sin­tesi che effet­tua il ben­ch­mar­king delle per­for­mance delle imprese ita­liane in rela­zione al pun­teg­gio mas­simo, bensì cul­tu­rale, con­fer­mando quanto evi­den­ziavo in una mia recente inter­vi­sta.

Carenti tutte le aree di comu­ni­ca­zione rela­tive alla rela­zione sia con il pub­blico esterno, social media e press, che con quello interno. Per dirla con le parole di Joa­kim Lun­d­quist, rap­pre­sen­tante della società che ha con­dotto l’indagine, “appare evi­dente ancora una man­canza di miglio­ra­mento con­creto della comu­ni­ca­zione online di molte società quo­tate ita­liane. Il per­corso è ini­ziato, ma per rag­giun­gere vera aper­tura e tra­spa­renza è neces­sa­rio un’evoluzione nella men­ta­lità di chi guida le aziende”.

 Per­for­mance ita­liane in rela­zione al pun­teg­gio mas­simo [aree chiave]

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