Pubblicato il 14 novembre 2011 by Pier Luca Santoro

Fonti d’ Informazione

Lightspeed Research ha con­dotto nel mese di otto­bre uno stu­dio su un cam­pione di mille per­sone per inve­sti­gare fonti di infor­ma­zione e moda­lità di fruizione.

La frase di Orson Wel­les: “Odio la tele­vi­sione. La odio come le noc­cio­line. Ma non rie­sco a smet­tere di man­giare noc­cio­line” è pro­ba­bil­mente la miglior sin­tesi dei risul­tati emer­genti che con­fer­mano come la TV con­ti­nui ad essere al primo posto come fonte d’informazione tra­sver­sale a qua­lun­que fascia d’età.

L’estratto della ricerca evi­den­zia una sovrap­po­si­zione tra fonti, tra piat­ta­forme diverse, anche, in fun­zione di momenti diversi della gior­nata con la radio ma sem­pre più anche smart­pho­nes e tablets per otte­nere infor­ma­zione in mobi­lità nel corso della giornata.

I social net­work rap­pre­sen­tano una fonte d’informazione rile­vante per coloro tra i 18 ed i 34 anni. La netta pre­va­lenza di Face­book su Twit­ter  va letta, inter­pre­tata, alla luce di tassi di ade­sione deci­sa­mente supe­riori che con­di­zio­nano ine­vi­ta­bil­mente i risul­tati dello studio.

L’aspetto forse più inte­res­sante dei risul­tati pub­bli­cati riguarda l’integrazione delle fonti alle quali le per­sone attin­gono nell’ insieme.  Il Gra­fico di sin­tesi sot­to­stante evi­den­zia infatti come la mag­gio­ranza delle per­sone uti­liz­zino le fonti online come ele­mento di appro­fon­di­mento rispetto alle fonti d’informazione tra­di­zio­nali, tele­vi­sione e radio in primis.

Si tratta di un’abitudine già con­so­li­data che nata in altro ambito, uno per tutti la ricerca d’informazioni su pro­dotti o ser­vizi che si è in pro­cinto di acqui­stare, non poteva che espan­dersi anche alle notizie.

E’ un ele­mento di asso­luta rile­vanza sia rispetto alla gestione della repu­ta­zione e della rela­zione tra il com­parto edi­to­riale e il pub­blico di rife­ri­mento che per la defi­ni­zione del ruolo da attri­buire a cia­scuna piat­ta­forma al momento di [ri]concepire l’architettura infor­ma­tiva e il signi­fi­cato di cia­scun mezzo. E’, altret­tanto, l’ennesima con­ferma della com­ple­men­ta­rietà, in anti­tesi ad una visione di con­trap­po­si­zione, dei diversi media.