Posted on 10 novembre 2011 by

Storie da Copertina

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«The Eco­no­mist», attra­verso le sue coper­tine degli ultimi dieci anni, riper­corre la sto­ria del Pre­si­dente del Con­si­glio, dimis­sio­na­rio in pec­tore, da quella del luglio del 2001 “Why Sil­vio Ber­lu­sconi is unfit to lead Italy” sino al giu­gno 2011 con “The man who screwed an entire country”.

Tra i nume­rosi ricordi di 17 anni di pre­mier­ship, anche il sito d’informazione online «Slate.fr» ha ripub­bli­cato, aggior­nato, l’articolo di Mar­ghe­rita Nasi e Gré­goire Fleu­rot, apparso il 14 aprile scorso, “Les plus bel­les conn­ne­ries de Ber­lu­sconi”, una ras­se­gna delle stu­pi­dag­gini più cla­mo­rose dette dal Pre­si­dente del Con­si­glio ita­liano, distinte per argo­menti, occa­sioni e quan­tità annua, con­nesse con le pro­nunce uffi­ciali, che il blog “gemello” del «Gior­na­laio»  ha ripreso e tra­dotto in ita­liano per faci­li­tare la lettura.

- Tipi di ber­lu­sco­ne­rie per argo­mento — 44 dichia­ra­zioni in 8 categorie -

Sono sto­rie da coper­tina che, sin­te­tiz­zando per imma­gini men­tali l’operato del [ex?] Pre­mier ita­liano, col­pi­scono la fan­ta­sia, l’immaginario col­let­tivo e, dun­que, fanno audience.

Le coper­tine dell’autorevole set­ti­ma­nale inglese ven­gono riprese da «Repub­blica» che non inse­ri­sce alcun col­le­ga­mento iper­te­stuale, alcun link, alla fonte, così come era avve­nuto non più tardi di ieri con il video rea­liz­zato dalla Sora Cesira “Ber­lu­shka bye bye” remake, come nel suo stile, di “Baboo­shka” di Kate Bush, per cele­brare le dimis­sioni annun­ciate, che addi­rit­tura viene per­so­na­liz­zato, per così dire, con il logo della testata, non è chiaro, let­te­ral­mente, a che titolo.

Ad ini­zio di otto­bre avevo [ri]pubblicato una guida per i gior­na­li­sti per la veri­fica delle imma­gini la cui attua­lità ahimè permane.

Fin­chè le testate ricer­che­ranno esclu­si­va­mente volumi di traf­fico ai loro siti web basan­dosi sull’economia dei bro­ken links anzi­chè su quella del col­le­ga­mento, del coin­vol­gi­mento e della rela­zione, il loro destino è segnato, altret­tanto, dall’essere bro­ken, ter­mine che in inglese, oltre a signi­fi­care rotto, viene uti­liz­zato per fallimento/fallimentare.

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Update: Pare che sia una carat­te­ri­stica, una cat­tiva abi­tu­dine, alla quale non sfug­gono nep­pure alcune delle nuove pro­po­ste edi­to­riali ita­liane, i cosi­detti “super­blog”, come dimo­strano a «Gior­na­let­ti­smo». Pare che lo sti­molo abbia fun­zio­nato come incen­tivo a dare il giu­sto credito.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Attualmente è temporary manager come social media editor de «La Stampa» . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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